Marvel: nuova serie su Killmonger di Hill & Ferreyra

Pubblicato il 18 Settembre 2018 alle 12:30

Killmonger è la nuova serie Marvel dedicata allo storico villain di Black Panther. Ai testi Bryan Edward Hill, ai disegni Juan Ferreyra.

Prima o poi sapevamo sarebbe successo, anzi stranamente non è accaduto prima. Dopo l’enorme successo del cinecomics, Black Panther, ecco che arriva una miniserie dedicata all’antagonista principale, interpretato nel film da Michael B. Jordan, Erik Killmonger.

Il personaggio è nato negli anni ’70, grazie a Don McGregore e Rich Buckler ma non ha mai avuto una serie solista. Da questo Dicembre inizierà una miniserie di cinque numeri dedicata proprio al noto villain. La storia narrerà le vicende di un Wakandiano di nome N’Jadaka, esiliato negli Stati Uniti che è passato dall’essere un potenziale genio al super criminale che oggi conosciamo. Ai disegni, l’artista di Green Arrow, Juan Ferreyra mentre ai testi Bryan Edward Hill (Detective ComicsThe Wild Storm: Michael Cray).

Vulture ha parlato con lo sceneggiatore, ecco le sue dichiarazioni.

“[L’editor] Wil [Moss] mi ha contattato e mi ha chiesto se avevo intenzione di realizzare una miniserie di Killmonger che raccontasse in un certo senso le origini del personaggio, e ho pensato che fosse piuttosto interessante. Ma quello che gli ho detto è che non volevo fare qualcosa che la gente si sarebbe potuta aspettare. Non volevo semplicemente riportare ciò che già sappiamo della sua mitologia. Volevo esplorare le scelte e i fallimenti che portano una persona a dedicare la propria vita alla vendetta, e come ciò accada. Perché, per quanto riguarda Erik, mi sembra davvero una tragedia. È la storia di un ragazzo che è stato molto deluso dal Wakanda in un qualche modo, dalle persone che ha incontrato al di fuori del Wakanda, dalla sua stessa coscienza, e ho voluto dipingerne un ritratto. Perché per me la battaglia iconica tra Erik Killmonger e T’Challa è tragedia. È qualcosa che non dovrebbe accadere. È un conflitto che nasce da un tragico equivoco e da un giovane che è stato rapito violentemente dalla sua casa. È cresciuto in esilio e ha avuto solo la sua rabbia per nutrirlo. Quindi, quando arriveremo all’evento della cascata [la lotta tra Killmonger e T’Challa nella run di Don McGregor], non vedo eroe e cattivo, ma un mondo che ha fallito. Quindi volevo esplorarlo sotto questa prospettiva e volevo esplorare i pensieri e le sensazioni di una persona esiliata dalla sua terra natia, dal suo sistema di credenze, che usa la vendetta come luce guida.”

“Ho certamente guardato il lavoro di Don McGregor. Ho anche guardato il recente lavoro di Evan Narcisse su Rise of the Black Panther, perché Erik è presente anche qui. Per me, la ricerca inizia davvero nel mondo reale. Devo entrare nella mente di un ragazzo come Erik, che è stato a suo agio con la violenza per troppo tempo. Ho amici miei che si trovavano in situazioni difficili molto simili. Alcuni di loro sono criminali; alcuni di loro non lo sono. Vorrei solo consultarmi con loro e chiedere loro come passano le giornate. Com’è quando hai appena commesso qualcosa di orribile, quando hai appena fatto un atto di violenza, com’è la mattina dopo? Com’è il giorno dopo? Quando credi in una pistola e nella sua capacità di tenerti al sicuro ed eseguire la tua volontà, com’è questa convinzione? Com’è sapere che sei una persona ricercata e vivere la tua vita? Come crei le relazioni? Questa è stata gran parte della mia ricerca per la serie.”

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