Germania: eliminato il divieto di vendita di videogiochi con simboli nazisti

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I videogiochi che recano al loro interno simboli o personaggi legati al nazismo possono ora essere venduti senza subire censure di sorta, se questi vengono considerati come utili per il raggiungimento di un fine artistico o utilizzati in un contesto storico che preveda il loro utilizzo.

L’agenzia di controllo del settore videoludico in Germania aveva bandito l’impiego della simbologia nazista nei videogiochi venduti o scaricati all’interno dei confini del Paese, ma l’Entertainment Software Self-Regulation Body, o USK, ha annunciato pochi giorni fa che i giochi i quali includono simboli nazisti come la svastica, il cui uso in pubblico è in genere proibito in Germania, possono ora essere messi in commercio sul suolo nazionale tedesco, ma solo se questo uso è giudicato utile per un fine artistico o una rappresentazione si fatti storici realmente accaduti.

Questo importante cambiamento è avvenuto in seguito a un dibattito molto animato che ha accompagnato l’uscita, lo scorso anno, di Wolfenstein II: The New Colossus, uno sparatutto in prima persona ambientato in un universo parallelo e alternativo nel quale la Germania nazista ha visto la Seconda Guerra Mondiale. Per quanto riguarda la versione tedesca di questo gioco, gli sviluppatori del titolo hanno dovuto rimuovere digitalmente o modificare il simbolismo nazista, rimuovendo anche i baffi dal volto di un Adolf Hitler invecchiato dal trascorrere del tempo e cambiando il suo cognome in “Heiler”:

Anche altri videogiochi nel corso degli anni hanno subito una censura simile, ma è anche importante sottolineare come questa nuova normativa dell’USK non rifletta un mutamento nella legislazione tedesca, secondo la quale sono ancora considerati reati la negazione dell’olocausto, la glorificazione del periodo nazista e la maggior parte degli utilizzi della simbologia a esso legata in pubblico.

Tuttavia, l’industria videoludica tedesca ha deciso di interpretare questa legge in un modo diverso, considerando i videogiochi più in linea con altre forme d’arte, inclusi i film e la televisione, nelle quali l’iconografia legata al periodo nazista è consentita, se considerata storicamente attendibile o significativa sotto un punto di vista artistico. Ecco quanto dichiarato a tal proposito da Elisabeth Secker, managing director dell’USK:

Attraverso il cambiamento nell’interpretazione della legge, i giochi che guardano in maniera critica a fatti storici reali possono, per la prima volta, ricevere un rating legato all’età dall’USK. Questo è stato per lungo tempo il caso per i film e, con il riguardo per la libertà dell’espressione artistica, è ora legittimamente anche il caso dei computer e dei videogiochi.

Questa novità è giunta poco prima dell’inizio del Gamescom, la più grande convention legata al gaming del mondo, che avrà luogo proprio in Germania, a Colonia, dal 21 al 25 agosto prossimi.

Fonte: THR.

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