Berserk 71 – Recensione

Pubblicato il 13 Febbraio 2012 alle 11:36

Prima del previsto, rispetto a quanto ci aveva abituati la Panini negli ultimi anni, ecco arrivare in questo gelido febbraio il nuovo (mezzo) capitolo del capolavoro di Kentaro Miura.

Berserk 71

Autore: Kentaro Miura
Casa Editrice: Planet Manga
Provenienza: Giappone
Prezzo: 2,20 €
Data di pubblicazione: febbraio 2012
A cura di MikiMoz Capuano

Prima del previsto, rispetto a quanto ci aveva abituati la Panini negli ultimi anni, ecco arrivare in questo gelido febbraio il nuovo (mezzo) capitolo del capolavoro di Kentaro Miura.

In concomitanza con l’uscita, in Giappone, del primo film animato, ritroviamo anche qui da noi le avventure del Guerriero Nero, che avevamo lasciato, lo scorso luglio, alle prese con degli isolani… per nulla umani!

Infatti, dopo uno scontro in mare, la nave di Roderick ha necessitato di riparazioni, e così la compagnia ha fatto sosta su un isolotto sperduto, dove le antiche tradizioni non sono mai del tutto state soppiantate dal nuovo credo. Qui, narra la leggenda, si aggirerebbe un fantomatico Dio del Mare, un tempo sigillato dalle sirene in una caverna. Ma adesso che il Vento del Falco di Luce è soffiato, e il mondo è mutato, gli abitanti dell’isola stanno per festeggiare il ritorno di questa enorme creatura.
E per Gatsu questo significa solo e soltanto una cosa: nuovi scontri in vista, e nuovi pericoli per la sua umanità. Infatti, pur di decimare i numerosi mostri fuori dalla locanda del villaggio, il possente combattente si lascia andare alla forza dell’Armatura del Berserk, con Shilke che non riesce a sintonizzarsi con la coscienza di Gatsu.

Quando la situazione si complica, è l’inaspettato intervento del Jananin, l’essere supremo già apparso nel n. 56, a permettere al guerriero di riprendersi. Così finalmente Shilke può riportare Gatsu alla normalità.
Ma gli ostacoli non sono finiti. E’ impossibile proseguire il viaggio via mare con così tante gravi minacce, pertanto è Gatsu stesso che si offre di sistemare la faccenda lì, sull’isola di Isma.
Farnese viene incaricata di proteggere il vascello con tutto il suo equipaggio, mentre la streghetta, nel suo Corpo di Luce, si lega allo spirito dell’Armatura, e assieme al Guerriero Nero raggiunge la cupa spelonca dove risiederebbe il nucleo della creatura maligna che infesta la zona.
Dopo aver superato una enorme statua in pietra completamente distrutta, Gatsu si ritrova nella tana del Dio del Mare. Qui viene accolto dalla nave pirata e da centinaia di tentacoli. Impossibilitato a fronteggiare tutti questi avversari, Gatsu decide di aggirare l’ostacolo e lanciarsi direttamente nelle fauci dell’enorme mostro…

E’ un volumetto che scorre veloce, ben ritmato, e che Miura costruisce quasi come un giallo.
La saga infatti sembra una summa di tante altre battaglie (che vengono, tra l’altro, citate) del recente passato: quella coi trolls, quella sulla spiaggia e quella a Vritanis.
Ma qui ci sono però diversi elementi in campo: le fantomatiche sirene di cui parlava Isma; Isma stessa; il bambino misterioso che già si palesò tempo addietro con la luna piena; il Jananin.
E il mistero del Dio del Mare, sigillato forse da un’antica civiltà di cui ancora non sappiamo niente.

Fondamentali sono anche i rapporti tra i personaggi: a Isidoro spetta la parte più leggera (ma non manca di riflessioni serie), mentre possiamo notare Serpico finalmente sereno nel vedere la sorellastra felice di un risultato ottenuto e dell’apprezzamento che Gatsu le ha rivolto.
Farnese stessa è protagonista di un episodio importantissimo, in cui la vediamo divenire strega de facto, compiendo il rituale di richiamo dei Quattro Re Elementali, dopo le svariate pagine dei tankobon precedenti che l’avevano vista allenarsi, cedere, riprendere.
Purtroppo il numero 71 è composto di soli quattro episodi, pertanto lascia presto il lettore sulle spine: dovremmo attendere solo fino ad aprile, ci dice la Panini.

Che con Berserk continua sugli standard delle ultime uscite: traduzioni e adattamenti più che buoni.
Due piccoli errori sono la mancata trascrizione del titolo della prima avventura, e una frase (sbagliata) che si intravede sotto la scritta corretta in un balloon di un discorso di Farnese.

Voto: 7

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