Prima del previsto, rispetto a quanto ci aveva abituati la Panini negli ultimi anni, ecco arrivare in questo gelido febbraio il nuovo (mezzo) capitolo del capolavoro di Kentaro Miura.

Berserk 71

Autore: Kentaro Miura
Casa Editrice: Planet Manga
Provenienza: Giappone
Prezzo: 2,20 €
Data di pubblicazione: febbraio 2012
A cura di MikiMoz Capuano

Prima del previsto, rispetto a quanto ci aveva abituati la Panini negli ultimi anni, ecco arrivare in questo gelido febbraio il nuovo (mezzo) capitolo del capolavoro di Kentaro Miura.

In concomitanza con l’uscita, in Giappone, del primo film animato, ritroviamo anche qui da noi le avventure del Guerriero Nero, che avevamo lasciato, lo scorso luglio, alle prese con degli isolani… per nulla umani!

Infatti, dopo uno scontro in mare, la nave di Roderick ha necessitato di riparazioni, e così la compagnia ha fatto sosta su un isolotto sperduto, dove le antiche tradizioni non sono mai del tutto state soppiantate dal nuovo credo. Qui, narra la leggenda, si aggirerebbe un fantomatico Dio del Mare, un tempo sigillato dalle sirene in una caverna. Ma adesso che il Vento del Falco di Luce è soffiato, e il mondo è mutato, gli abitanti dell’isola stanno per festeggiare il ritorno di questa enorme creatura.
E per Gatsu questo significa solo e soltanto una cosa: nuovi scontri in vista, e nuovi pericoli per la sua umanità. Infatti, pur di decimare i numerosi mostri fuori dalla locanda del villaggio, il possente combattente si lascia andare alla forza dell’Armatura del Berserk, con Shilke che non riesce a sintonizzarsi con la coscienza di Gatsu.

Quando la situazione si complica, è l’inaspettato intervento del Jananin, l’essere supremo già apparso nel n. 56, a permettere al guerriero di riprendersi. Così finalmente Shilke può riportare Gatsu alla normalità.
Ma gli ostacoli non sono finiti. E’ impossibile proseguire il viaggio via mare con così tante gravi minacce, pertanto è Gatsu stesso che si offre di sistemare la faccenda lì, sull’isola di Isma.
Farnese viene incaricata di proteggere il vascello con tutto il suo equipaggio, mentre la streghetta, nel suo Corpo di Luce, si lega allo spirito dell’Armatura, e assieme al Guerriero Nero raggiunge la cupa spelonca dove risiederebbe il nucleo della creatura maligna che infesta la zona.
Dopo aver superato una enorme statua in pietra completamente distrutta, Gatsu si ritrova nella tana del Dio del Mare. Qui viene accolto dalla nave pirata e da centinaia di tentacoli. Impossibilitato a fronteggiare tutti questi avversari, Gatsu decide di aggirare l’ostacolo e lanciarsi direttamente nelle fauci dell’enorme mostro…

E’ un volumetto che scorre veloce, ben ritmato, e che Miura costruisce quasi come un giallo.
La saga infatti sembra una summa di tante altre battaglie (che vengono, tra l’altro, citate) del recente passato: quella coi trolls, quella sulla spiaggia e quella a Vritanis.
Ma qui ci sono però diversi elementi in campo: le fantomatiche sirene di cui parlava Isma; Isma stessa; il bambino misterioso che già si palesò tempo addietro con la luna piena; il Jananin.
E il mistero del Dio del Mare, sigillato forse da un’antica civiltà di cui ancora non sappiamo niente.

Fondamentali sono anche i rapporti tra i personaggi: a Isidoro spetta la parte più leggera (ma non manca di riflessioni serie), mentre possiamo notare Serpico finalmente sereno nel vedere la sorellastra felice di un risultato ottenuto e dell’apprezzamento che Gatsu le ha rivolto.
Farnese stessa è protagonista di un episodio importantissimo, in cui la vediamo divenire strega de facto, compiendo il rituale di richiamo dei Quattro Re Elementali, dopo le svariate pagine dei tankobon precedenti che l’avevano vista allenarsi, cedere, riprendere.
Purtroppo il numero 71 è composto di soli quattro episodi, pertanto lascia presto il lettore sulle spine: dovremmo attendere solo fino ad aprile, ci dice la Panini.

Che con Berserk continua sugli standard delle ultime uscite: traduzioni e adattamenti più che buoni.
Due piccoli errori sono la mancata trascrizione del titolo della prima avventura, e una frase (sbagliata) che si intravede sotto la scritta corretta in un balloon di un discorso di Farnese.

Voto: 7

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26 Commenti

  1. Di questa “saga” nè avrei fatto a meno, la figura del pirata è pietosa e spero che Miura svolti pagina perchè così non ci siamo proprio, basta queste ridicole scenette comiche!!!
    Unica aggiunta sono dei dettagli interessanti, Isma che ha qualcosa di magico salva solo agli amuleti che erano intorno alla sua casa, il misterioso bambino che appare nelle notti di luna piena, che sono sempre convinto sia in qualche modo legato a Griffis, come se in quella notte il vero figlio di Caska e Gatsu fosse libero.
    Infine abbiamo l’armatura sempre più potente come se la volontà di Gatsu si stesse indebolento e la voglia di lasciarsi andare aumentasse, il nostro protagonista è stanco di combattere, di mostri, marchi e anche la vendetta perde quasi di significato, resta solo una cieca rabbia a cui gia in passato il cavaliere nero si è in parte abbandonato ritrovando l’umanità solo grazie ai compagni.

  2. La figura del pirata è un classico esempio di personaggio a cui Miura aveva tra l’altro già dato spazio in altra forma… ricordi Adon Koboritz?^^
    Ecco… un personaggio semiserio, ma che era legato al “nemico” dell’epoca.
    Preciso che Scheletro Baffuto mi è piaciuto più in versione umana, nel senso che ho trovato interessante lo scontro sul molo a Vritanis (vol.29) e la battaglia navale di qualche numero dopo, mentre ora, sotto l’influsso della maledizione, è proprio la “parte leggera” e prezzemolina di una situazione molto più seria, ossia ciò che avviene sull’isola.

    Per come la vedo io, dovrebbe essere tolto di mezzo da Isidoro… se sopravviverà ancora non so se sarà così necessario, visto che sento che come personaggio pare abbia dato tutto, in modalità sia seriosa sia non. In ogni caso, vedremo cosa intende farne Miura ;)

    Moz-

  3. Ma a quel punto non si sarebbe sviluppata la storia per come presumibilmente la vedremo nei prossimi volumi, no?^^
    Cioè, l’andare a combattere contro il Dio del Mare, nel suo covo, significa che succederà qualcosa in generale

    Moz-

  4. Se queste sono le premesse perchè succeda qualcosa in generale , era meglio se non succedeva niente o perlomeno non qualcosa di banale come si prospetta. Anche perché non è il Miura che conoscevo io ,duro e imprevedibile dei tempi d’oro.

  5. Ad Aprile si vedrà… in ogni caso, questa parentesi oceanica sembra sia destinata a durare poco…
    Poi spero in un re-imbarco verso Skellig (che secondo me sarà la chiave di molte faccende in sospeso… ricordate il cedro di Lost Children?) e prima di questo sicuramente vedremo come si sta godendo la vita il Grifo, a Falconia, dove vorrei peraltro capire cosa diavolo sia quel tondo scuro che svetta dietro la città ;)

    Moz-

    • appunto mikimoz..tu stesso dici di sperare in un presto reimbarco…se alla fine della storia saranno solo mazzate e niente di nuovo per la storia, allora poteva benissimo evitarlo, se, ma ne dubito fortemente, ci sarà spazio per qualcosa di importante per la storia, allora mi ricrederò..
      credo però che le due pedine fondamentali della tappa siano già state trovate (il bambino e la ragazza superstite)

  6. Intendevo dire che spero in un reimbarco per arrivare presto a Skellig, che sarà -credo- lo snodo principale di molte vicende berserkiane.
    Questa parentesi dell’isola è un “pre” con introduzioni, come Miura ha sempre fatto…
    Le due pedine fondamentali sono state trovate, come dici, ora nei seguenti 6-7 episodi vedremo all’opera proprio queste pedine… di certo non si può ridurre ad un elenco telefonico di avvenimenti, della serie: trovata Isma, Isma parte con noi… un po’ di pepe ci vuole sempre… ;)

    Moz-

  7. A me sembra quasi che i primi episodi di Berserk e questi ultimi siano scritti da persone diverse, mi sta passando proprio la voglia di comprarlo. L’impressione generale che ho è che l’autore, vedendo che la saga vende, la stia diluendo alla grande con inutili personaggi e storie di contorno… certo la logica è sempre di mungere la mucca finchè fa latte, ma secondo me se l’avesse chiusa questa serie sarebbe passata alla storia come una delle più belle in assoluto in ambito manga.
    Vi ricordate i primi episodi? Quelli con il flashback sulla squadra dei falchi? Li c’era emozione vera, non questa pappardella fantasy… ciao!

  8. I primi episodi non sono quelli dei Falchi, ma l’arco narrativo del Guerriero Nero (vol 1-3, ossia le prime 5/6 sottilette). E sono sicuramente molto fantasy (certo, molto dark fantasy) rispetto al lungo flashback.
    Miura recentemente ha dichiarato di cosa andrà ad occuparsi a breve (un anno) su Berserk, per come ha scritto la storia, pertanto è impossibile che proceda a tentoni o la dilunghi troppo con parentesi e personaggi inutili…
    Magari poteva anche chiuderla molto tempo fa, ma avrebbe dovuto strutturarla proprio diversamente sin dagli esordi.

    Mi spiego meglio: sento gente che avrebbe voluto una chiusura dopo il flashback (LOL), o addirittura dopo la (stupenda e per me inarrivata) saga di Albione.
    Magari, eliminando diverse cose (i Kushan, il sogno di Griffith, il destino delle Midlands e del mondo, i segreti ancestrali tipo Gaiseric…) si sarebbe anche potuto chiudere prima, con meno intrecci, meno personaggi, meno misteri e meno cose chiamate in causa (belle o meno belle, ovviamente).
    Ma l’autore le ha introdotte (molte, addirittura, proprio nell’emozionante arco narrativo dei Falchi) e quindi vanno sviluppate… ed è giusto anche se oltre a queste cose si aggiungano nuovi elementi, che poi magari così “nuovi” non sono, se serviranno a spiegare alcuni degli interrogativi già immessi nella narrazione ;)

    Moz-

  9. L’ultima parte ha presentato dei difetti oggettivi: Miura ha diviso la storia in 2, il falco da una parte in una mirabolante ascesa, con una storia ben studiata, forse non troppo emozionante, ma con molti particolari mai lasciati al caso.
    Poi una parte legata a Gatsu decisamente debole, la fuga dalla città assediata è stata un crescendo di scontri con nemici sempre più forti, ma con un climax che ha creato ben poche emozioni, leggendo si sapeva gia che se la sarebbero cavata e a furia di spadate e capriole il tutto è diventato noioso.
    Questa la considero una grande pecca, altra pecca è la troppa umanità dei nuovi risvegliati, per diventarlo bisogna far crescere l’odio dentro il proprio cuore e i primi apostoli rappresentavano bene il concetto, personaggi gretti, violenti, meschini con appetiti bestiali, personaggi che avevan perso la loro umanità, gli ultimi risvegliati sono stati personaggi lineari nel disegno e poco rappresentativi dell’idea che fino a qui Miura ci ha dato di loro

  10. Sono d’accordo al 100% con labirint non avrei saputo dirlo meglio! Il tutto è molto noioso, e quando acquisto un nuovo libretto so già che a lettura terminata saranno successe tante cose ma non sarà cambiato quasi nulla, un po’ come nei telefilm degli anni 80…

  11. A parte che ho usato la parola risvegliato al posto di apostolo per ul lapsus….i risvegliati sono in Claymore :-).
    Comunque una cosa è da considerare e cioè che Miura scrive il fumetto da molti anni ed ovviamente NON è la stessa persona degli inizi, quello che piace a 20 anni non è quello che piace a 40, è abbastanza normale che la storia sia cambiata.
    Il problema è che in parte secondo me è mutata per abbracciare un numero di lettori maggiore e sono state inserite cose che si potevan evitare e aspetti interessanti lasciati un poco in ombra.
    Pak è stato completamente accantonato e usato solo per le battute con Isidoro altro personaggio debole.
    Farnese è un perosnaggio valido, tra l’infanzia oscura e il morboso attaccamento al fratello, ma è usato solo come apprendista strega, credo che la sua complessità poteva essere meglio sfruttata.
    Invece Shilke è uno dei personaggi meno complessi, mentre tutti gli altri hanno ombre e luci lei è quasi un personaggio da shonen, lei fa parte dei buoni, non ha lati oscuri o morbosi desideri celati, ma ha comunque un grande spazio.

  12. Per non parlare di Caska, ancora cerebrolesa inguaribile dopo 1000 puntate, Serpico che non ha più quel fascinoso rapporto di dipendenza quasi sadomaso con Farnese, Zood che si limita a fare il cagnolino di Grifis…
    I personaggi in generale hanno perso spessore e secondo me non ci sono novità interessanti a compensare questo calo di intensità. E io, si badi bene, ero innamorato di questa serie e ho aspettato e aspetto con ansia un ritorno agli antichi fasti.

    Scusate ma continuo a pensare non a un cambiamento di Miura o a una maturazione, ma a una mercificazione del marchio Berserk che lo ha reso famoso in tutto il mondo…

  13. @Labirint:
    L’aver suddiviso la storia in due filoni non è per forza una cosa negativa, dopotutto sono due storie che -sappiamo già- si incroceranno (e non parlo solo di Guts e Griffith…)
    Insomma, per me è anche piacevole avere degli stacchi!^^
    Sugli Apostoli: ci sono stati quelli più beceri e quelli più umani… sempre.
    Ricordi il Conte? Lui uccideva insensatamente le persone, per istinto e per lenire un dolore, ma di contro si faceva pena quando la figlia lo schifava tanto da scansarsi se le faceva una carezza.
    Lo stesso Zodd non si è MAI messo a pari di apostoli con appetito bestiale, anzi… Non tutti sono uguali, dipende anche da che persona sei (stato).
    Nei nuovi Falchi ci sono sia gli Apostoli più selvaggi, sia quelli più “umani”.

    @Labirint & Diego
    Sui personaggi: è vero che Schierke non ha rivelato dei lati-ombra, è un personaggio “a tutto tondo”, ma è anche vero che, per ora, non potrebbe essere altrimenti.
    A Puck è stato accentuato il lato comico, che prima usava con Guts e ora solo con Isidro (e penso sia giusto), ma non scordiamoci che sebbene Puck adesso sia meno utilizzato di prima, tutto quello che succede sta avvenendo “grazie” a lui, in fondo è lui che sta accompagnando Guts e Caska a CASA SUA ;)
    Farnese per me resta un personaggio molto complesso (e anche contraddittorio). Capisco che fa più presa la Farnese sadica degli esordi, ma tutto (giustamente) cambia, non parliamo di shonen dove i personaggi restano uguali a se stessi per sempre…
    Farnese e Serpico hanno ancora un sacco di sfaccettature che stanno mostrando, ora sempre più intrecciate a quelle di altri personaggi…

    La mercificazione di Berserk, semmai ci sia stata, è avvenuta con la creazione dell’anime (1997), ma non credo che un fumetto (o l’autore di un fumetto) possa mutare target dopo tot volumi che contengono comunque certe cose incancellabili… a ben vedere, la parte più “commerciale” è stata proprio quella della saga dei Falchi, l’unica ad essere mostrata nella serie tv e la prima nella nuova serie di film…
    …che poi è proprio la parte di storia che fece decollare Berserk in Giappone, e lo fece finire serializzato su Animal House (ora Young Animal).
    Un dicorso del genere lo si potrebbe fare chessò, con una testata di supereroi, dove si decide quale NUOVA strada prendere, anche per abbracciare un nuovo tipo di pubblico (basta un reset, una crisi, una numerazione che riparta da zero…), ma non con fumetti come Berserk, dove il narrato (anche quello più crudo) non può essere resettato…^^

    Moz-

  14. @Moz La divisione tra Griffis e Gatsu è assolutamente positiva…ma se entrambe le trame portate avanti hanno la stessa “forza” narrativa, Miura è stato bravo col falco, ma non ha saputo esserlo altrettanto con Gatsu.
    Il conte era proprio l’apostolo a cui mi riferivo, insieme al capo dei cani neri e a Lucine, li gli apostoli erano in preda delle loro pulsioni e dei loro desideri umani, ma portati all’esasperazione e in modo morboso.
    Il conte è preso dalla lotta agli eretici divertendosi sadicamente durante le torture, il capitano ha donne e potere sui guerrieri, essendosi poi rivelato un vecchietto è ovvio che forza prestanza fisica e donne fosse il suo sogno, infine abbiamo Lucine che cercava dei compagni di gioco….
    Gli apostoli in realtà non hanno regole posson fare quel che vogliono, ma tutti, Zood a parte che è sempre stato anomalo, erano ferocemente legati alla vita prima della trasformazione e inebriati dal potere.
    I nuovi sono “troppo disciplinati”, il cacciatore è interessante, la solitudine, la caccia, l’attesa della morte lo trasformano in un animale…ma non se nè ha la sensazione vedendolo

  15. @Labirint:
    è chiaro che è una tua visione, quella della “forza narrativa” sulla parte di Guts. Perché io sinceramente ci vedo sempre una sorta di dualismo di fondo, che m’appassiona.
    Griffith ha voluto ricostituire i Falchi e contemporaneamente Guts ha ricominciato a legarsi ad altri compagni; Griffith era impegnato in missioni nelle Midlands mentre Guts si trovava a combattere trolls e orchi e poi Slan; Griffith ha dovuto affrontare un colosso come Ganishka/Shiva mentre Guts ora sta affrontando un altro colosso, il Dio del Mare.
    E poi, le loro strade si sono incrociate diverse volte: al bosco, dove Guts ha constatato l’esistenza dei nuovi Falchi; al molo di Vritanis, dove i giovani dei due gruppi hanno avuto modo di conoscersi (Sonia, Schierke, Myur, Isidro); al molo, ancora, dove Guts ha dovuto allearsi con Zodd e dove ha intravisto Griffith osservarlo da lontano… e ovviamente le piste torneranno ad incrociarsi sicuramente!
    Che poi, a me piace la costruzione dei personaggi…
    Posso capire che una battaglia contro i trolls sia molto meno “sentita! e coinvolgente rispetto alle disperate battaglie contro gli Apostoli che il Guerriero Nero combatteva nell’arco narrativo primo, ma quelle pagine aiutano a capire i sentimenti di personaggi come Serpico e Farnese su tutti, la crescita passo dopo passo di Isidro e anche la personalità del nuovo co-protagonista, quel Roderick che sto amando sempre più.

    Sugli Apostoli: non dimenticare che sono solo i “capitani” ad essere apostoli più… leccati, per così dire. Diciamo “fighi”. Tutti gli altri sono i soliti buzzurri, tra loro c’è Bokov e pure molti altri visti all’Eclisse. I capitani dei Falchi sono un po’ tutti come Zodd, anomali… ma questo ci sta, in fondo… sia per immagina sia perché occorre gente alla Zodd, ossia che non si lanci in inutili carneficine, ma che ragioni bene specie sotto gli ordini del Falco.
    Certo ota è da vedere come faranno a convivere, Apostoli e uomini, ed è una cosa che si chiede anche Daiba durante la battaglia finale contro Ganishka… :)

    Moz-

  16. Forse non mi sono espresso bene, non sono i trolls, ma la progressione tipo videogioco:
    partiamo dalle tigri per poi arrivare alla progressione:
    mammut mutante
    trolls
    mostri marini
    Daiba
    e infine il super mostro finale Ganishka.
    Scontri per uscire dalla città assediata ci stavano…ma così che stufata soprattutto per la poca tensione, le battute di Isidoro che fa il figo ecc…

  17. La scala “a videogioco” credo sia sempre stata presente in Berserk, in determinati scontri.
    Ricordi la saga del Conte?
    Soldati + Zondark + Zondark posseduto + Zondark again + Guerico e poi il Conte (per non parlare di Femto…)
    O quella di Albione?
    Soldati + eretici + capro + assistenti torturatori + Mozgus…

    Insomma, è un tipico modo di narrare le cose… certo non originalissimo, ma in tutto ciò Miura riesce sempre a infilarci le cose che servono, le cose diverse.
    Ad esempio il controllo dell’armatura… pian piano sembra riuscirci, mentre abbiamo visto nel 71 che Schierke nemmeno riesce più a penetrare nella corazza…
    Secondo me la tensione c’è ancora, di certo è meno brutale di quella “senza speranza” di certi combattimenti del passato (qui, invero, emerge una gran voglia di farcela, non di lasciarsi andare ed autodistruggersi), di certo ora bisogna dare spazio alle emozioni e sensazioni (a anche azioni!) degli altri comprimari… Questo avrà fatto calare la percenzione della tensione, ma sono sicuro che essa tornerà quando sarà necessario per la storia, che comunque sta procedendo…
    …e sono convinto che un grande giro di boa avverrà con l’approdo su Skellig, dove potrebbero essere svelate diverse cose, sia del passato che del presente… :)
    Il destino di Caska, l’identità del Bambino Misterioso e del Jananin, qualcosa sul Re degli Elfi, sul Cavaliere del Teschio e chissà se anche di Gaiseric o Flora! ;)

    Moz-

  18. Senti vedici quello che vuoi.
    Io ti dico che ha perso tensione narrativa, da quanto non avviene una situazione tipo quella dove viene uccisa una ragazzina e il padre solo per aver dato un passaggio sul carro a Gatsu?
    Qui sai che nessuno morirà di disperato e senza uscita non c’è nulla.
    Tu non la vedi così.
    Pace amici come prima.

  19. Labirint, ovvio che ognuno giudica l’opera secondo il suo gusto, perché non è che ci siano cose che oggettivamente non vanno (ad esempio contraddizioni, errori…) ma scelte narrative che possono o non possono piacere. Ognuno ci vede quello che vuole.
    La situazione di Colette uccisa con suo padre è dirompente ma è anche da inquadrare in molti contesti, che oggi non ci sono più per diverse ragioni, tra cui proprio perché oggi non servono (ancora, per lo meno).
    Ci risentiamo, allora… sul forum non sono registrato, ma penso che scriverò io la rece del volumetto 72 quindi magari affacciati qui ;)
    E’ stato un piacere anche per me, quando si parla di Berserk non si parla mai in modo banale :)

    Moz-

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