Nove gli appuntamenti in edicola.

La settimana della casa editrice milanese si apre con un’avventura giovanile di colei che diverrà la più nota criminologa di Garden City: dal 31 luglio è infatti in edicola Speciale Julia 4, “Il caso della doppia verità”. Il volume a periodicità annuale ha soggetto di Giancarlo Berardi, sceneggiatura dello stesso Berardi e di Lorenzo Calza, disegni di Luigi Copello, copertina di Cristiano Spadoni e colori di Gloria Martinelli e Spartaco Lombardo. Fresca di laurea, Julia inizia a collaborare con un’eccentrica avvocatessa, in prima linea per la difesa dei diritti delle donne. Ad aver bisogno del suo aiuto sarà una ragazzina che conduce una doppia vita.

Un altro tassello nel passato di Zagor, quando ancora girovagava per la foresta di Darkwood in compagnia “Wandering” Fitzy, il trapper-poeta-vagabondo-filosofo che gli ha fatto da secondo padre: ecco cosa promette il Color Zagor 7, “La giustizia di Wandering Fitzy”. Nei pressi del Picco del Corvo vive un reietto che gli uomini bianchi chiamano, per il suo volto sfregiato, “il mostro che ride”. Una ragazza cieca di nome Adah viene maltrattata perché sua amica e Zagor interviene in suo aiuto, dimostrando di conoscere entrambi fin dai tempi della sua (e loro) adolescenza. Ma chi è questo misterioso eremita con il sorriso scolpito perennemente sul volto? Zagor rievoca il suo passato raccontando a Cico di quando lui e il suo maestro “Wandering” Fitzy frequentavano quelle zone, dello scontro che ebbero contro i guerrieri Cayuga e del misterioso assassino che sfregiava le vittime tagliando sui visi orrendi sorrisi. Il semestrale, in uscita il primo giorno di agosto, ha testi di Giorgio Giusfredi, disegni di Mauro Laurenti, copertina di Alessandro Piccinelli e colori targati GFB Comics.

Un misterioso tentativo di furto ai danni di Tim O’Leary è protagonista di Julia 239, “Il ladro derubato”, mensile in uscita mercoledì con soggetto di Giancarlo Berardi, sceneggiatura dello stesso Berardi e di Maurizio Mantero, disegni di Federico Antinori e copertina di Cristiano Spadoni. Ironia della sorte, l’abitazione di Tim O’Leary, il ladro gentiluomo, viene messo a soqquadro da un topo d’appartamento. Apparentemente nulla manca all’inventario… Cosa cercava il ladro? Questa volta sarà Tim ad avere bisogno dell’aiuto di Julia.

Ashtonville è nelle mani del banchiere Langley e dei suoi spietati vigilantes. Solo pochi coraggiosi cittadini osano opporsi a soprusi, estorsioni e violenze. E a guidarli c’è lo Spirito con la Scure, come emerge da “I vigilantes”, albo numero 637 della serie mensile di Zagor, in arrivo il 2 agosto. Con loro si schierano anche Rita Duff, una giovane donna conosciuta dallo Spirito con la Scure in un’avventura del passato (“La palude dei forzati”), e suo fratello Elias, che ha il dono di parlare agli animali. A dar loro man forte si aggiunge anche Parrish, un pistolero un tempo al soldo di Langley, che ha cambiato vita rinunciando alla violenza dopo essersi reso conto del male commesso finendo, però, alcolizzato. Quando Rita viene rapita e tenuta in ostaggio in un fortino dei vigilantes, arriva anche per Parrish il giorno del riscatto. L’albo ha soggetto di Antonio Zamberletti, sceneggiatura dello stesso e di Moreno Burattini, disegni di Marcello Mangiantini e copertina di Alessandro Piccinelli.

Può un film perduto scatenare la follia omicida? La risposta in Dampyr 221, “Pianeta di sangue”, albo mensile in uscita il 3 agosto con firme di Giorgio Giusfredi (testi), Alessio Fortunato (disegni) ed Enea Riboldi (copertina). Sul treno Digione/Parigi il 16 settembre 1890 scomparve il primo inventore della cinepresa a lente unica, Louis Le Prince. In che modo questo misterioso avvenimento ha a che fare con l’inventore del Cinema Fantastico e Horror, Georges Méliès? Nella Parigi della Belle Époque nasce una pellicola maledetta di cui sopravvive ancor oggi una terribile copia che viene conservata da una società segreta di cinefili… Chi trama nell’ombra per uccidere Dampyr con “Pianeta di sangue”, il film che rende folli?

Sabato 4 agosto sarà la volta di Dragonero Adventures 10, “La fortezza dei draghi”. Il mensile ha copertina di Riccardo Crosa con colori di Paolo Francescutto e contiene come al solito due storie. La prima è “La regina delle Driadi” (Soggetto e sceneggiatura: Stefano Vietti; Disegni: Antonella Platano; Colori: Piky Hamilton): Ian, Gmor e Myrva dovranno addirittura intrufolarsi all’interno di una minacciosa fortezza volante che si libra al di sopra di una misteriosa valle delimitata da scoscesi picchi rocciosi e popolata da una moltitudine di viverne. Chi abita la fortezza e qual è il segreto che nasconde? Ian scoprirà che, in qualche modo, il mistero è legato al suo futuro di eroe. La seconda storia è “Tagliatrice crudele” (Soggetto e sceneggiatura: Stefano Vietti; Disegni: Simone Garizio; Colori: Giulio Zeloni): a proposito del destino del giovane Dragonero, sapremo qualcosa di più sulla casata dei Varliedarto e sulla storia della spada che un giorno verrà brandita da Ian: la mitica Tagliatrice Crudele.

Le uscite sul fronte ristampe prendono il via con un super classico scritto da Tiziano Sclavi e disegnato da Angelo Stano, nella nuova riedizioni cartonata a colori vintage, ricca di contenuti speciali de Il Dylan Dog di Tiziano Sclavi. Il numero 16 della serie mensile, in uscita il 2 agosto, è “Storia di Nessuno”: notte bianca, neve gelida sulle lapidi… Il signor Nessuno muore e rinasce. Xabaras l’alchimista, Xabaras lo stregone, è tornato ancora a giocare con la vita dei morti e con la morte dei vivi. Ma questa volta ha scatenato forze che non può controllare. Neppure lui sa che anche nel cuore di un qualunque Nessuno, sospeso tra questo mondo e l’altro, si nascondono interi universi. L’albo ha copertina di Gigi Cavenago e colori targati GFB Comics e Luca Bertelé ed è completato da un ampio, inedito e illustratissimo apparato redazionale.

Venerdì 3 agosto sarà poi in edicola “Avventura nell’Utah”, albo numero 38 della serie quattordicinale Tex Classic. Con soggetto e sceneggiatura di Gianluigi Bonelli, disegni e copertina di Aurelio Galleppini e colori firmati GFB Comics, l’albo racconta di come una lettera di Kit Carson spinge Tex a presentarsi, sotto il falso nome di Rod Nelson, al ranch “Bar-T”. Qualcosa di losco sta accadendo attorno alla proprietà della vedova Delaney, presa di mira da biechi affaristi che agiscono nell’ombra, partendo dalla vicina Adairville. Dopo essersi fatto assumere come mandriano, Tex non ci mette molto a smuovere le acque e a far salire a galla i nomi di chi fa di tutto per impadronirsi del “Bar-T”, dei suoi terreni e dei suoi capi di bestiame.

L’ultima ristampa della settimana, in edicola da sabato 4 agosto, è Dylan Dog GrandeRistampa 72. Il bimestrale, con copertina di Corrado Roi, restituisce al grande pubblico 3 storie dell’Indagatore dell’Incubo. La prima è “Manila” (Soggetto e sceneggiatura: Pasquale Ruju; Disegni: Corrado Roi): Jargo il vampiro è morto. Ma non si può dire altrettanto per l’ultima delle creature del suo branco, Alec, che semina morte alla continua ricerca di prede. Manila, la bella vampira che Dylan Dog ha salvato donandole il suo sangue, stringe un’inedita alleanza con l’Indagatore dell’Incubo, proprio per eliminare il servo superstite di Jargo. Ma, forse, questa non è l’unica ragione che l’ha spinta a camminare, ancora una volta, al fianco del nostro Dylan. La seconda storia dell’albo è “Il pozzo degli inganni” (Soggetto e sceneggiatura: Pasquale Ruju; Disegni: Luigi Piccatto): Ruthwen Manor è una fatiscente, antica casa che ha conosciuto in passato tempi decisamente migliori… O forse no. Forse, quella casa un po’ isolata ha sempre ospitato un mostruoso segreto. Come quello che causa la sparizione di alcuni poveri immigrati clandestini che si nascondono tra le sue pareti. Persone che nessuno vede, con sogni e ambizioni stritolati da un’esistenza penosa, costretti a subire i ricatti di un delinquente spietato come Stefan Lako. Nazir, Guli, Violeta sono tutte vittime che rischiano di soccombere al sinistro potere della casa di Lord Ruthwen, e sarà Dylan Dog a far sì che per alcuni di loro ci sia una seconda mano di tarocchi da giocare. La terza e ultima storia è “Il grimorio maledetto” (Soggetto e sceneggiatura: Giuseppe De Nardo; Disegni: Daniele Bigliardo): strano mondo quello dei collezionisti di libri antichi, soprattutto poi quando si tratta di libri dai poteri, diciamo, insoliti, com’è il caso del Grimorio Bianco… Ma, se è vero, che un autentico collezionista trova che nessuna azione sia troppo riprovevole pur di conquistare l’agognato volume, oggetto delle sue mire, ebbene, nel caso del conte Gregory Babalkan, la faccenda sconfina nel cupo territorio della negromanzia. Già, perché il conte è un mago, ma di quelli cattivi, e vuol distruggere il Grimorio per avere libero accesso alla Porta del Regno delle Ombre, come non manca di spiegare a un attonito Dylan la signora Trelkovsky.

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