Odio Favolandia Vol. 3 di Skottie Young | Recensione

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Nuova avventura per Gertrude e Larry, nella continua ricerca di tornare a casa e di sopportare il perfetto e zuccheroso regno di Favolandia: per la prima volta dal suo arrivo a Favolandia, Gertrude si interroga sui suoi comportamenti e decide di cambiare e diventare “buona”, per tornare finalmente a casa… sulla via della redenzione, le immancabili battute sboccate, bambini piccoli e proposte di matrimonio. Ce la farà Gertrude a riabilitare il suo nome e a tornare la candida bambina di tanti anni fa?

Continua in Italia, per BAO Publishing, l’irriverente avventura di Gertrude (e della sua guida Larry) a Favolandia, con l’antieroina di Skottie Young che le ha davvero provate tutte per tornare a casa tranne che… diventare buona! Nei cinque capitoli del volume 3, troveremo dunque un’insolita (ma forse no) protagonista sulla via della redenzione.

  • NON ODIO FAVOLANDIA

Gertrude ha deciso di diventare buona, dicevamo. Ma come nasce, in una mocciosa così malefica e sanguinaria, il desiderio di redimersi? Forse rimorsi di coscienza?

Skottie Young fa riflettere la sua protagonista su se stessa facendola specchiare, con la solita ironia, grazie all’entrata in scena di un’emulatrice, appassionata fan che vuole a tutti i costi diventare come lei. Era forse la mancanza di un vero confronto con qualcuno che impediva a Gert di riconoscere realmente i comportamenti violenti sviluppati, dovuti magari ad un’indigestione di zucchero in un paese smielatamente perfetto come quello di Favolandia…

Per la prima volta nella serie in ogni caso, senza sfociare mai nel dramma psicologico, vediamo i personaggi provare in qualche modo a riflettere su loro stessi: Gertrude, appunto, comprende che forse il vero modo per tornare a casa è andare controtendenza ai suoi più classici impulsi e anche Larry, con una narrazione onirica, ci dà qualche informazioni in più su di lui ritornando sulla sua infanzia e la sua eventuale vita senza Gertrude, in una comica ma comunque ampliativa narrazione di qualche pagina.

Accenni di caratterizzazione dei personaggi dunque, senza mai dimenticare l’umorismo, vero e proprio protagonista di tutta la serie: sebbene si veda meno sangue, in questo terzo capitolo non mancano di certo le risate e, le gag, questa volta sono marcatamente a sfondo sessuale.

L’autore sembra quasi voler sottolineare quella “crescita” interiore che ha portato al punto di svolta per i nostri antieroi e volesse dunque rafforzare la trama principale. E non è un caso che, sulla via della redenzione, Gert si imbatta in bambini e proposte di matrimonio. La sua crescita a Favolandia, probabilmente, doveva passare per un’accettazione  (in maniera diversa e non con asce minacciose!) di un mondo a lei estraneo. Il matrimonio resta comunque lontano così come i bambini, ma chissà che diventare buona non le permetta davvero di riuscire finalmente a tornare a casa…o, per lo meno, a scampare all’inferno!

  • L’INSOSTENIBILE LEGGEREZZA DELL’ESSERE

Pur mantenendosi in linea con i precedenti volumi per quanto riguarda il tono, Skottie Young ci propone nuove tematiche e un’altra visuale sugli ormai collaudati protagonisti del racconto. Con la solita ironia, Odio Favolandia vol.3 propone nuovo “materiale” da analizzare al lettore, andando a complicare sempre di più quella che vuole essere una saga “antifavola”; sicuramente meno dinamico dei precedenti, ma ugualmente godibile e forse più analizzabile in chiave sociale, per preparare i lettori  ad un’inevitabile fine dell’arco narrativo…che si preannuncia scoppiettante, considerando la sorprendente chiusura di questo volume!

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