Guardare le creazioni di David Lynch è un po’ come ammirare una galleria d’arte sotto l’effetto di allucinogeni: da un lato, vediamo come queste siano profondamente artistiche, a volte noiose, per via della staticità delle immagini stesse, ma dall’altro scopriamo che le stesse siano anche decisamente macabre, come se fossero al di fuori del tempo e dello spazio, e sono anche, spesso, così stranianti e peculiari che la scarsa familiarità di queste scene ha un qualcosa quasi di nostalgico, e questo anche proprio per via delle opere d’arte alle quali il noto regista di Twin Peaks e di Dune, per citare solo due delle sue opere più conosciute, si è ispirato, le quali trasmettono, per l’appunto, la stessa gamma di sensazioni e sentimenti.

La particolarissima visione del mondo artistico e del mezzo cinematografico proprie di David Lynch stimolano nei suoi ammiratori una certa curiosità nei confronti della mente dell’uomo che riesce a concepire gli scenari unici che solo lui riesce a (ri)creare. Per quanto David Lynch sia indubbiamente un regista unico nel suo genere, il suo lavoro non è interamente originale, poiché è fortemente influenzato dal mondo dell’arte.

Questo amore e la profonda conoscenza di David Lynch per l’arte non sono certo casuali, poiché il regista statunitense ha studiato pittura alla Pennsylvania Academy of the Fine Arts di Philadelphia dal 1966 al 1967. Soltanto in seguito, Lynch si avvicinerà al mondo del cinema, ma in realtà l’artista nasce come pittore. Non solo: David Lynch continua a dipingere e a realizzare opere con tecniche miste, e la sua visione del mondo genera delle creazioni pittoriche incredibilmente espressive e stranianti, che trasmettono in chi le ammira le stesse gamme di sensazioni e sentimenti delle sue opere filmiche, dimostrando come la visione del mondo dell’artista influenzi fortemente le sue opere, a prescindere dal medium impiegato, sia esso pittorico o filmico, dando l’idea di una visione unitaria che crea continuità fra le sue opere pittoriche e quelle cinematografiche, come potete vedere nella piccola galleria qui di seguito, che racchiude alcune delle opere realizzate da David Lynch:

I lavori di David Lynch, infatti, traggono ispirazione da una grandissima varietà di artisti e di opere, anche se la fonte di ispirazione principale proviene da quegli artisti che hanno fatto parte di una delle Avanguardie del ‘900, ma non solo: fra questi, ricordiamo il pittore surrealista belga René Magritte, il simbolista svizzero Arnold Böcklin e anche il regista Stanley Kubrick.

Tuttavia, gli artisti che sembrano aver avuto il maggiore impatto sullo stile visivo di Lynch sono il pittore figurativo britannico di nascita irlandese Francis Bacon e il pittore realista americano Edward Hopper. Davvero molto interessanti sono le motivazione per le quali questi due artisti in particolare abbiano influenzato il lavoro di David Lynch: in parte, è perché entrambi racchiudono all’interno delle loro opere lo stile visivo e visionario del regista, ma la ragione principale è che questi due artisti, Bacon e Hopper, essenzialmente rappresentano la dicotomia che caratterizza l’intera filosofia alla base dello stile visivo di Lynch: una visione distopica dell’America, il macabro visto anche nella vita di tutti i giorni, un realismo figurativo o un figurativismo realistico. Per questi motivi, guardare un film di David Lynch è un po’ come vedere trasposti nel medium cinematografico i contenuti dei dipinti di questi due artisti.

Come ho già detto, però, David Lynch si è ispirato a una ricca serie di opere d’arte per i suoi film e per la serie creata insieme a Mark Frost Twin Peaks, incluse quelle realizzate da lui stesso, e conoscere un po’ più da vicino gli artisti più amati dal regista/artista è un ottimo strumento per meglio comprendere la sua visione del mondo in generale e del medium cinematografico nel particolare. Vi propongo dunque una selezione descrittiva di queste opere e della loro influenza sul lavoro del regista in questo articolo. Per una consultazione più ordinata, ho suddiviso le stesse in base all’artista che le ha eseguite. Benvenuti nella galleria d’arte di David Lynch.

2RENÉ MAGRITTE

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Il principio del piacere (ritratto di Edward James)/Twin Peaks

Considerato fra gli esponenti più importanti dell’Avanguardia Surrealista in Belgio, René Magritte è un artista le cui opere generano nello spettatore un senso di straniamento non molto dissimile da quello che si prova davanti a un’opera di Edward Hopper, anche se le origini e il significato di tale sensazione sono molto differenti in questi due artisti che hanno influenzato l’opera di David Lynch: mentre infatti Magritte vuole mostrare il senso di mistero che si cela anche dietro oggetti di uso comune e considerati del tutto o quasi privi di significato intrinseco, Hopper vuole rappresentare la solitudine e il disagio dell’uomo e dei tempi moderni.

Il principio del piacere (ritratto di Edward James) è un olio su tela che risale al 1937 conservato presso il West Dean House (Edward James Foundation), in Sussex, UK. L’opera rappresenta in modo simbolico il poeta e mecenate del Surrealismo Edward James;
Il principio del piacere è un concetto psicanalitico nato dal lavoro di Sigmund Freud il quale afferma che le persone cercano il piacere ed evitano il dolore. La controparte è il principio di realtà, che allontana la gratificazione quando necessario. Psicologi e neuroscienziati ritengono che il principio del piacere sia responsabile della piacevole sensazione che una persona prova dopo aver acquisito conoscenza o afferrato un concetto.

Nonostante il netto contrasto fra la forma luminosa dell’opera di Magritte e l’oscurità insita invece nella rappresentazione filmica di Lynch, l’influenza del lavoro di René Magritte è chiaramente visibile.

L’Écho/Twin Peaks

Il quadro di Magritte è un olio si tela che risale al 1944, ma qui in alto è mostrata solo la porzione di esso che ha fornito l’ispirazione per Lynch; qui in basso, vi propongo l’opera nella sua interezza:

Ancora una volta, la riproposizione dell’opera di Magritte è resa in maniera decisamente più oscura da Lynch, il quale trasforma un Sole abbagliante, che a sua volta ricorda la tecnica pittorica di Van Gogh, in vortice oscuro che riprende nuovamente, anche se maggiormente distorta, una visione che riporta alla mente le opere di Vincent Van Gogh.

Les mèmories d’un saint/Twin Peaks

Questo olio su tela datato 1960 è conservato al Centre Pompidou di Parigi ed è riscontrabile una certa similitudine nella composizione generale della scena fra questo dipinto e una scena tratta da Twin Peaks, anche se in quest’ultima vengono mostrate una strada e perfino un essere umano (l’agente dell’FBI Dale Cooper, interpretato da Kyle MacLachlan), soggetto, quest’ultimo, del tutto assente all’interno di questa opera di Magritte.

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