Il cartello esposto dai tre universitari sarebbe stato già al centro di una polemica scoppiata quattordici anni fa.

I tempi di dittatura sono difficili anche per chi ama i fumetti. Il presidente turco Recep Tayyip Erdoğan infatti ha fatto recentemente arrestare tre studenti dell’Università tecnica Medio Orientale di Ankara i quali durante la cerimonia delle lauree avrebbero esposto un manifesto, che riprende dei disegni satirici rivolti all’attuale premier, risalenti a ben quattordici anni fa.

Dopo il golpe fallito in Turchia nel luglio del 2016 le misure che il premier ha adottato nei confronti dei suoi oppositori si sono inasprite. Infatti nel novembre dello stesso anno il fumettista Musa Kart è stato arrestato e messo in prigione assieme ad altri tredici giornalisti, che collaboravano con Cumhuriyet, un popolare giornale dell’opposizione.

Kart sarebbe stato accusato di sostegno alle organizzazioni terroristiche. Non si tratta del primo episodio che vede il  vignettista impegnato in una battaglia legale contro il premier turco. Infatti già nel 2004 Kart è stato accusato di diffamazione, per aver disegnato alcune vignette nelle quali Erdogan era rappresentato come un gatto aggrovigliato in una palla di lana, accompagnato da un balloon nel quale diceva “Tranquilli, ho tutto sotto controllo”.

La vignetta satirica di Musa Kart su Erdogan pubblicata nel 2004

All’epoca, in sostegno del fumettista, il magazine satirico turco Penguen pubblicò una copertina, all’interno della quale la faccia dell’attuale presidente veniva rappresentata sopra il corpo di vari animali, tra i quali: un cammello, un serpente, una scimmia, una giraffa, un elefante.

Ora la stessa copertina è stata ripresa  sul manifesto dei tre studenti di Ankara.

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La copertina pubblicata dal Penguen nel 2004 in sostegno a Musa Kart

L’arresto dei tre studenti arriva a pochi mesi di distanza dalla condanna definitiva del fumettista Musa Kart e di altri tredici colleghi, i quali dovranno scontare dai tre ai sette anni di carcere.

Le difficoltà del riuscire a fare satira in Turchia sono testimoniate anche dalla chiusura dello stesso Penguen, che ha smesso di essere pubblicato nel 2017. Il magazine satirico ha espresso le motivazioni della propria chiusura attraverso una lettera pubblicata sul proprio sito: “La stampa sta avendo difficoltà in tutto il mondo, ma nel nostro Paese le cose sono ancora più difficili. Abbiamo cercato di esprimere noi stessi in questo ambiente. Vogliamo da sempre portare avanti al meglio il nostro giornale. Ma non potendo farlo nella maniera in cui vogliamo, preferiamo chiudere i battenti”.

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