Continuano le avventure indissolubilmente legate di Tandy e Tyrone, e la storia si fa sempre più intricata.

“Il destino, questo potere, continua a farci incontrare” “Questo potere continua a farci allontanare, piuttosto”

Dopo i primi tre episodi di Marvel’s Cloak and Dagger, in cui la storie e storyline dei due protagonisti del titolo erano unite ma divise, il terzo episodio si era concluso con l’incontro (questa volta voluto e non incidentale) fra i due. “We need to talk”. Ed è proprio ora di confrontarsi per Tandy e Tyrone, sul loro passato, su quanto le loro vite siano interconnesse, compresi i loro misteriosi poteri acquisti dopo QUELL’incidente, e su come imparare a gestirli.

Le caratteristiche delle abilità si fanno più chiare, anche se rimangono avvolte in un velo di mistero per certi aspetti. Tyrone è il buio, riesce a vedere le paure delle persone toccandole. Tandy è la luce, ed è capace di visualizzare le loro speranze solo sfiorandole. Lei può materializzare un pugnale nella propria mano all’occorrenza, lui (tele)trasporta se stesso e altri oggetti (e Tandy) in altri luoghi. Entrambi non hanno ancora ben capito le dinamiche delle proprie abilità, ma gli è ben presto chiaro un principio: se uno eccede col proprio potere, l’altro ne risente, per bilanciare l’equilibrio generale. Proprio come uno yin e uno yang. Un’aspetto che differenzia questo serial dagli altri Marvel e superomistici in circolazione.

C’è poi il mistero della morte del padre di lei e del fratello di lui, e anche qui le storie sembrano indissolubilmente legate. Nonostante vada in onda su un cable “familiare” come Freeform negli Usa (da noi su Amazon Prime Video), le svolte di alcuni eventi sono un po’ dark come la morte improvvisa di qualcuno legato al caso dell’azienda in cui lavorava il padre di Tandy (che ricorda molto la stagione inaugurale di Goliath tra l’altro); o ancora la decisione della detective O’Reilly – un personaggio minore ma parallelo alla storia dei protagonisti – di mettere a repentaglio se stessa pur di provare a incastrare Connors, il poliziotto corrotto che uccise il fratello di Tyrone. A differenza per esempio del family drama superomistico The Gifted, dell’universo degli X-Men, che dopo una manciata di episodi si era perso nel suo target di riferimento.

Data l’ambientazione a New Orleans, non poteva mancare un po’ di magia woodoo già accennata nei primi episodi (e che stiamo vedendo parallelamente su Amazon anche in Preacher). La zia preveggente della fidanzata di Tyrone, parla infatti alla nipote di una coppia che sarà al centro dell’apocalisse in arrivo, la causa e allo stesso tempo la soluzione per fermarla, ma con una promessa: solo uno dei due sopravvivrà. Un escamotage classico quindi per unire destino del mondo, mistero di fondo, storia young adult mescolando tutto insieme, ma non alla rinfusa.

A proposito di elementi da teen drama, la musica continua ad essere un elemento preponderante, un personaggio, che serve a narrare e soprattutto dare enfasi a momenti di svolta o di rivelazione per i personaggi.

Marvel’s Cloak and Dagger è anche ben incastonato nell’attualità di Trump. “Io sono costretta a rubare” “Lo fai perché puoi, perché nessuno ti nota, io entro in una stanza e l’attenzione è tutta su di me, da sempre” fa notare Tyrone a Tandy. I due sono proprio due facce della stessa medaglia.

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