Intervista a Spartaco Albertarelli | BGeek 2018

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Oltre al piacere di intervistare Sabaku No Maiku, al BGeek 2018 abbiamo avuto la possibilità di intervistare, insieme ai ragazzi di Radio Frequenza Libera, Spartaco Albertarelli, celebre autore di giochi da tavolo conosciuto per essere stato il primo responsabile editoriale per la versione in lingua italiana di Dungeons & Dragons e per aver creato giochi come FutuRisiko! e SPQRisiko!

Spartaco Albertarelli è un autore i cui giochi sono stati tradotti in diverse lingue, nonché l’uomo che ha portato qui da noi in Italia i manuali di Dungeon’s & Dragons. Ciò che colpisce di lui sono la sua incredibile passione per il suo lavoro e la sua affabilità, gentilezza e simpatia. Vi proponiamo qui la nostra intervista, nella quale Spartaco Albertarelli ci ha anche parlato di VektoRace, la sua nuova fatica di cui era presente un prototipo giocabile al BGeek 2018 e che abbiamo provato per voi.

MF: Tu sei stato la figura che ha portato in Italia il gioco di ruolo Dungeons & Dragons. Vorrei chiederti quali sia stata la tua esperienza nel mondo del gaming da tavolo e di ruolo agli inizi degli anni ’90.

SA: Intanto, un saluto a tutti. Io di mestiere faccio il game designer, che tradotto in italiano vuol dire che mi guadagno da vivere inventando giochi. Io ho lavorato nel mondo del gioco da molti anni, e più o meno una trentina abbondante di anni fa ho iniziato a occuparmi di giochi. Fra le varie cose che ho fatto, avendo iniziato facendo traduzioni di giochi di vario genere che arrivavano dagli Stati Uniti, quindi lavorando su prodotti principalmente americani che venivano importati in Italia, quindi facendo le prime localizzazioni, come si direbbe oggi, mi è capitato di mettere le mani anche su Dungeons & Dragons, che poi è diventato per molti anni il mio lavoro quotidiano, nel senso che io ho iniziato a lavorare per Editrice Giochi, che era la casa editrice italiana dell’epoca che distribuiva Dungeons & Dragons, e quindi sono passato dal lavoro di traduzione che facevo con Giovanni Ingellis, altro personaggio storico che tutti gli appassionati di gioco di ruolo conoscono. Ho iniziato con lui facendo le traduzioni, poi sono diventato il responsabile editoriale di Dungeons & Dragons e per una decina di anni me ne sono occupato, non facendo solamente quello, nel senso che il mio lavoro era più legato al mondo del gioco da tavolo più in generale. Dungeons & Dragons era in quel momento un titolo molto importante che veniva gestito direttamente dalla casa editrice per la quale lavoravo, e quindi per dieci anni sono stato il responsabile di Dungeons & Dragons. Poi alcune cose sono cambiate a livello contrattuale, le questioni sono cambiate e i diritti sono passati ad altri e quindi io ho continuato invece a occuparmi di giochi da tavolo, che è il mio mestiere.

MF: Fra i giochi da tavolo di cui ti sei occupato, c’è anche la localizzazione di Risiko! Inoltre, sei il creatore di altre versioni del gioco, come FutuRisiko! e SPQRisiko! Quale è stata la tua esperienza con questi giochi?

SA: Io ho avuto la grande fortuna, nella mia vita, di iniziare a lavorare da subito per Editrice Giochi, che all’epoca era la principale casa editrice in Italia, e quindi ho messo mano sui grandi classici: sono stato il responsabile, il product manager, come si direbbe, di Risiko!, ma anche di Monopoli, di Scarabeo e delle versioni in scatola dei giochi televisivi, se ricordate “La Zingara” o “La Luna Nera”, ecco, quello l’ho fatto io. È stata una esperienza estremamente interessante perché chiaramente si arriva a fare il mio mestiere in primo luogo perché si è grandi appassionati di giochi. Naturalmente, “appassionato di giochi” vuol dire amante di giochi assurdi che nessuno vorrebbe fare, così in qualche modo mi sono trovato in qualche modo proiettato dall’altra parte della barricata, e lì ho un po’ imparato una grande lezione che mi è risultata molto utile anche dopo: alla fine, non conta il gioco, ma contano i giocatori, quindi, se vuoi fare il mio mestiere, non devi considerare nessun gioco migliore degli altri o peggiore degli altri. I giochi sono giochi, ci sono persone che si siedono attorno a un tavolo e si divertono, e per quelle persone noi lavoriamo, cercando di ottenere il massimo possibile dal divertimento di quella serata. E Risiko! per esempio è il classico gioco amato e odiato, perché gli appassionati di Risiko! giocano solo a Risiko! e gli altri considerano Risiko! una specie di male da debellare, e sono due atteggiamenti entrambi sbagliati, nel senso che giocare sempre allo stesso gioco vuol dire perdersi le migliaia di possibilità che, oggi soprattutto, all’epoca meno, ma oggi abbiamo davvero una quantità di possibilità incredibile, e demonizzare un gioco che viene giocato da milioni di persone semplicemente perché non ti piace magari perché ci sono tanti dadi, vuol dire non capire proprio esattamente come stanno le cose. Cioè, giocare è giocare, poi Risiko! è quasi sempre il punto di partenza per poi arrivare a fare delle cose magari anche molto più articolate, complesse, ricche di soddisfazioni, con delle meccaniche di gioco super sofisticate, però da qualche parte bisogna partire, e Risiko! ha il grande pregio che tutti lo conoscono, cioè se io prendo un “carroarmatino”, esco fuori e lo faccio vedere alla prima signora che passa con la borsa della spesa e le chiedo: “Che cos’è?”, mi dice: “Risiko!“. Se invece prendo un altro pezzo di un gioco meraviglioso e glielo faccio vedere, mi dirà che è solo un pezzo di legno, cioè non sa che cosa è, quindi è ovvio che un gioco come Risiko! è stato importante. Poi, ho avuto la fortuna di poter realizzare tutte le edizioni, quindi dall’edizione a torneo, SPQRisiko!, FutuRisiko! e un po’ tutta l’evoluzione del brand, come dicono quelli bravi, che è stata di mia competenza per tantissimi anni.

Proseguite alla pagina successiva per sapere cosa serve per diventare game designer!

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