Viaggio al Centro della Terra – La Grande Letteratura a Fumetti Vol. 10 | Recensione

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Mondadori Comics propone l’adattamento fumettistico di una delle opere più famose di Jules Verne, il padre della fantascienza: Viaggio al Centro della Terra! Non perdete questo volume firmato da Curd Ridel e Frédéric Garcia!

Il decimo volume de La Grande Letteratura a Fumetti si occupa di una delle opere più conosciute e apprezzate di Jules Verne: Viaggio al Centro della Terra. Lo scrittore è di solito associato all’avventura ma la sua ispirazione era impreziosita da un elevato livello di visionarietà che ha spinto i critici a considerarlo il padre della moderna fantascienza. Verne, infatti, ipotizzò viaggi sulla luna e cose simili, in un periodo in cui la scienza e la tecnologia iniziavano a svilupparsi e stimolavano quindi la fantasia di numerosi artisti e romanzieri.

Questa sua tendenza è evidente, appunto, in Viaggio al Centro della Terra, incentrato su un’esplorazione. I protagonisti della vicenda, tuttavia, non decidono di avventurarsi in qualche località esotica ma proprio al centro del nostro pianeta. Quando Verne scrisse il romanzo, esistevano molte ipotesi sulle viscere del globo terrestre. Alcuni ritenevano che ci fosse ghiaccio; altri l’esatto contrario; e altri ancora arrivarono a ipotizzare che potesse addirittura esistere una civiltà nascosta, magari abitata da strane creature e inconcepibili animali.

Verne si divertì a speculare su tali teorie e scrisse un romanzo che ottenne subito un incredibile successo. L’adattamento fumettistico è di Curd Ridel che si mantiene fedele alla trama originale e ci presenta il professor Lidenbrock, uno scienziato eccentrico e dal carattere imprevedibile che per un caso fortuito entra in possesso di un antico manoscritto in runico. Dopo essere riuscito a decifrarlo, scopre che si tratta del resoconto di un alchimista che sostiene di aver visitato il centro della terra.

Secondo il testo, in un vulcano situato in Islanda c’è un passaggio che conduce nelle profondità del pianeta. Ansioso di verificare la notizia, il temerario Lidenbrock decide di fare lo stesso percorso, in compagnia del giovane nipote Axel, ed è a questo punto che la storia prenderà una piega sorprendente. Infatti, lo scienziato, il nipote e i suoi collaboratori scopriranno che effettivamente nelle profondità terrestri ci sono caverne immense, mari, animali preistorici e, in poche parole, un altro mondo. Naturalmente, non mancano nemmeno i pericoli.

Ridel scrive una buona sceneggiatura e delinea una story-line dal ritmo veloce. I testi, però, sono spesso ridondanti, quasi retorici, certamente in linea con l’espressività di Verne, ma a tratti stucchevoli. Forse sarebbe stato preferibile leggere dialoghi più stringati e in questo modo l’incedere della narrazione ne avrebbe giovato. Tuttavia, il risultato complessivo è valido.

I disegni sono del bravissimo Frédéric Garcia che ha uno stile naturalistico e dettagliato. Facendo i debiti distinguo, ricorda certi lavori di penciler del calibro di John Buscema ed Ernie Chan. In effetti, il suo lavoro è palesemente influenzato da quello dei fumetti fantasy made in Marvel degli anni settanta e questo approccio grafico è adatto all’universo narrativo di Verne. Garcia è accurato quando raffigura gli interni delle case, gli abiti, le costruzioni d’epoca e specialmente le pazzesche, oscure e intimidenti aree del centro della terra.

Questo è dunque un volume da tenere d’occhio, imperdibile per tutti gli amanti dell’avventura e per gli estimatori del fumetto di qualità.

 

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