Infinity 8 Vol. 1 – Amore e Cadaveri | Recensione

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Otto agenti, otto missioni, otto reboot temporali per una ambiziosa serie di fantascienza proveniente dalla Francia!

Panini Comics porta in Italia, sotto l’egida dell’etichetta Panini 9L, Infinity 8 ambiziosa serie di fantascienza concepita dal genio Lewis Trondheim (La Fortezza, Lapinot).

La serie è ambiziosa sia nel concept che nella realizzazione: Trondheim infatti ha deciso di affidare ciascuno degli 8 albi di cui si comporrà la serie ad una coppia di autori diversa. Nella mente del vulcanico autore l’idea è quindi quella di ottenere 8 albi diversi, per stile e fonti di ispirazione, partendo però da un plot di base condiviso.

Le vicende degli 8 albi infatti si snoderanno attraverso otto protagoniste diverse, otto agenti, tutte in servizio sulla nave da crociera intergalattica Infinity 8, che nel quindicesimo giorno di navigazione sulla rotta Via Lattea-Andromeda, viene bloccato da un cumulo di oggetti non identificati della grandezza di un sistema solare. Il capitano della nave, Tonn Shar, ha però il potere di generare dei loop temporali e dà avvio alla “Procedura 8”: ciascun agente avrà a disposizione otto ore per esaminare l’ammasso e scoprirne l’origine.

In questo primo volume intitolato Amore e Cadaveri, la prima agente ad esaminare i detriti sarà Yoko Keren la quale scoprirà che si tratta sostanzialmente di una enorme necropoli che ha collezionato non solo cadaveri ma anche mausolei e addirittura pezzi di cimiteri provenienti da diversi sistemi solari e pianeti.

L’insolito ostacolo però è una insidia ancora più grave per l’Infinity 8 che viene subito presa d’assalto dalla folta popolazione Kornaliana a bordo. Gli apparentemente placidi Kornaliani infatti praticano la necrofagia e un ammasso di cadaveri così grosso gli ha mandati su di giri. Dopo essere riusciti ad uscire dalla nave alcuni alieni iniziano a cibarsi con i cadaveri i orbita, alla testa della rivolta si parano quindi due tenaci figure che si sono cibati di un guerriero e di un criminale – assumendone quindi i connotati psicofisici.

Yoko dovrà quindi evitare che il bellicoso gruppo rientri sulla Infinity 8 compiendo una strage e verrà aiutata da un Korneliano particolarmente… insistente. Avendo mangiato un buddha cosmico infatti cerca più volte di accoppiarsi con Yoko in nome dell’amore universale.

Lewis Trondheim, qui coadiuvato ai testi da Zep, confeziona una storia che paga dazio sicuramente alla fantascienza pulp americana degli anni ’50 e ’60 filtrandola attraverso l’estetica di una certa fantascienza francese degli anni ’70 – Moebius ma anche il sempre verde Valerian – confezionando una storia divertente nel suo grottesco incedere e che trova compimento nella sua perfetta circolarità rispettando così le premesse stesse del progetto.

I disegni di Dominique Bertail sono sinuosi e la costruzione della tavola è abbastanza lineare strizzando evidentemente l’occhio ai comics americani anziché alla produzione fantascientifica francese classica di cui invece si riprende qualche spunto per il character design in cui si affaccia anche il Jack Kirby più cosmico e meno rarefatto.

Ottima la cura carto-tecnica con cui Panini Comics presenta la serie. Una agile brossurato, dalle dimensioni leggermente più basse del tradizionale comicbook americano, con copertina soft-touch. Il volume è anche arricchito da alcuni extra sulla lavorazione di questo primo episodio.

La forza di Infinity 8 è ovviamente la coralità – già in questo primo volume sembrano disseminati piccoli indizi che sicuramente troveranno risoluzione con l’ottavo volume – dovremo quindi aspettare la conclusione della serie per dare un giudizio sul progetto in sé mentre questo primo volume Amore e Cadaveri scorre sì rapido e divertente ma in più di un frangente susciterà nei lettori più avvezzi alla narrativa sci-fi un certo senso di dejà-vù.

 

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