Fallout 76: tutto ciò che c’è da sapere sul prossimo titolo di Bethesda

Pubblicato il 31 Maggio 2018 alle 14:00

La notizia di Fallout 76 è uscita solo da poche ore e già iniziano le suggestioni e le supposizioni riguardanti il prossimo capitolo della saga sviluppata da Bethesda. In questo articolo cercheremo di riassumere tutto ciò che ci è dato sapere di questo titolo e le supposizioni più valide riguardo questo gioco.

Tra le prime informazioni che abbiamo avuto riguardo Fallout 76, è che il suo nome deriva dal Vault in cui inizierà la nostra avventura, il 76 per l’appunto. Per chi ha già giocato i titoli precedenti della saga post atomica, il Vault 76 non sorgerà del tutto nuovo. Infatti in Fallout 3, all’interno della Cittadella della Confraternita d’Acciaio, in un terminale trovavamo nell’elenco le posizioni di diversi Vault, tra cui il 76 che è uno dei pochi che si occupano di immagazzinare e analizzare i dati degli esperimenti della Vault-Tec.

Il terminale riporta questi dettagli tecnici del Vault, trascritti da Polygon:

  • Inizio della costruzione: febbraio 2065
  • Completamento della costruzione: ottobre 2069
  • Occupanti: 500
  • Durata: 240 mesi
  • Sistema operativo: Brainpower 4
  • Alimentazione primaria: LightLife Geo-Thermal
  • Alimentazione secondaria: General Atomics Nuclear Power
  • Equipaggiamento non-standard: nessuno

La posizione del Vault è nello stato americano della Virginia, probabilmente in West Virginia, infatti in sottofondo nel trailer si sentono le note della canzone di John Denver “Take Me Home, Country Roads”, dove nel testo troviamo per l’appunto citato questo stato. Un altro riferimento al Vault 76 si trova anche nel DLC di Fallout 3 Mothership Zeta, dove il personaggio di Giles Wolsencroft ci dà alcune delle informazioni sopra riportate e nel video introduttivo di Fallout 4 dove si parla dell’apertura del Vault 76 in occasione del tricentenario degli Stati Uniti d’America.

Altre notizie sempre riguardo il Vault 76 ci danno anche un’idea del periodo d’ambientazione del gioco, infatti sappiamo che il suddetto Vault è stato chiuso nel 2076, un anno prima dell’inizio della guerra atomica che ha devastato l’intera Terra. La sua riapertura era prevista 20 anni dopo, ma sempre dal trailer del gioco si nota sul Pip Boy la data del 27 ottobre 2102. Quindi, sempre in linea teorica, questo titolo potrebbe essere ambientato a soli 27 anni dalla Grande Guerra, con tutta una serie di disagi ben immaginabili dovuti alla recente apocalisse atomica.

Ma passiamo ora a quelle che sono le indiscrezioni riguardo Fallout 76, tra le principali di queste vi sono quelle che vedono alcuni insider parlare di un genere survival online molto simile a Rust e DayZ.

Secondo quanto riporta Kotaku, alcuni addetti al progetto avrebbero confermato che Fallout 76 sarà un survival online, un gioco che vede come obiettivo principale la sopravvivenza, accumulando risorse, materiali e oggetti utili per costruire e consolidare dei nuovi avamposti.

Qui nasce quindi l’ipotesi che sarà possibile collaborare con altri Vault e avamposti gestiti dai nostri amici online per colonizzare il resto della terra attraverso delle spedizioni. Avendo quindi in questo titolo un fusione tra un gioco gestionale quando dovremo controllare il Vault e il classico stile FPS di Fallout con visuale in prima e terza persona per quando invece saremo chiamati all’azione.

A quanto pare infatti, il progetto sarebbe nato come una modalità multiplayer di Fallout 4, evolvendosi poi in un titolo completamente autonomo. Fallout 76 avrà quindi quest ed una trama come per i capitoli precedenti della serie, ma con gli aspetti centrali che ci vedranno in un genere survival che si avvale principalmente del multiplayer online.

Infatti, come dicevamo in precedenza, il Vault 76 era stato proprio costruito con lo scopo di ripopolare il mondo e quindi questo capitolo potrebbe essere proprio un punto d’inizio per un nuovo stile di gioco, che vedrà nella gestione un nuovo e preponderante elemento della serie.

Aspetti simili non sono del tutto nuovi per chi ha giocato su smartphone a Fallout Shelter, il titolo mobile il cui scopo era di gestire, far progredire ed espandere un Vault. Questo Fallout 76 potremmo dunque considerarlo uno spin-off, una sorta di Fallout Shelter 2 potenziato e ampliato, con il solito compito di gestire le risorse e gli inquilini del Vault, per poi mandarli in esplorazione per trovare materiali utili alla nostra sopravvivenza. Ma, con l’aggiunta di poter essere noi stessi a prender parte in prima persona alla missione per garantirne il successo finale.

Questa indiscrezione è anche avvalorata dal fatto che i tempi intercorsi tra il precedente capitolo, Fallout 4 uscito nel 2015 e questo, che presumibilmente vedrà la luce nel 2018, sono davvero troppo vicini per consentire lo sviluppo di un titolo solido e vasto come quello scorso. Le considerazioni che stanno emergendo in rete infatti puntano principalmente in direzione di uno spin-off, con un nuovo capitolo che si porrà come un’esperienza del tutto diversa dalle precedenti.

Un esempio simile lo troviamo con The Elder Scrolls Online per la serie che aveva visto in precedenza il quinto capitolo, il famosissimo Skyrim, ripropostoci in tutte le salse possibili e immaginabili. L’augurio è che Fallout 76 non abbia lo scarso successo riscosso dall’altro titolo sempre targato Bethesda. Questo titolo ci troverà dunque principalmente nel bunker sotterraneo che dovremo trasformare in un luogo efficiente e autonomo, ma anche accogliente e vivace, per non far deprimere gli inquilini del Vault.

Un’altra delle ipotesi sulla questione gestionale è quella che vede Fallout 76 come una sorta di The Sims in ambientazione post-apocalittica, con la possibilità di gestire le  relazioni tra gli abitanti del Vault, garantire il loro benessere fisico e psichico, ma anche avendo la possibilità di curare il loro aspetto, gli abiti, le armi e gli oggetti (cosa che peraltro era già possibile fare in Fallout 4), oltre che costruire delle strutture per gestire ogni aspetto che li riguarda.

Infine, per non tralasciare anche l’aspetto tecnico, un’altra cosa che balza subito agli occhi dal trailer è che sembra si sia utilizzato lo stesso motore grafico di Fallout 4 sebbene non se ne possa essere proprio certi non avendo visto nessuna parte del gameplay, la quantità di texture su schermo come anche l’aspetto dei poligoni sembrano proprio indicare quest’ipotesi.

Questo che vi abbiamo riportato fino ad ora è tutto ciò che si è riuscito a sapere ricercando nei capitoli precedenti e vagliando le indiscrezioni degli insider più affidabili. Ora solo una cosa potrà sedarci ogni dubbio e squarciale il velo che ci separa dal conoscere completamente Fallout 76. È la conferenza dell’E3 2018 di Bethesda, con l’appuntamento fissato per l’11 giugno alle 3 circa del mattino. Non ci resta altro quindi che attendere quel giorno e ora fatidica e sperare che ogni nostra aspettativa sia pienamente soddisfatta.

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