The Strangers 2: Prey at Night di Johannes Roberts | Recensione

Pubblicato il 30 Maggio 2018 alle 20:00

Il film arriva questa settimana nelle sale cinematografiche italiane.

Si apre con “Kids in America” della rockstar britannica Kim Wilde The Strangers 2: Prey at Night, nuovo film di Johannes Roberts che fin da subito si dimostra più focalizzato, disteso e consapevole del film originale di ormai dieci anni fa, The Strangers:  i tre psicopatici mascherati creati nel 2008 da Bryan Bertino e Ben Ketai sono tornati per disturbare, cacciare, torturare (psicologicamente e non) e poi uccidere nei modi più crudeli possibili un’altra famiglia bianca nell’indisturbato contesto di quartieri bui e silenziosi apparentemente dimenticati dal resto della società.

Eppure Roberts dimostra di voler fare qualcosa in più rispetto al primo capitolo, e riconfigurando gli elementi del thriller home-invasion li riporta alle origini dello slasher retrò stile anni ’70-’80. Il numero di uccisioni aumenta, i metodi di sterminio insensato vengono diversificati con buona fantasia, una prima parte da art-house lascia il posto a lungo andare ad un thriller sempre più vivo e sporco e goffo (con alcuni buoni momenti di jump-scare) e all’arrivo dei titoli di coda saremo soddisfatti, pronti a scomparire nella notte come i tre pazzoidi mascherati di quella che potrebbe benissimo diventare una nuova saga horror-slasher bella nichilista e spietata.

Il regista di Cambridge vuole evidentemente ritagliarsi una sua fetta di pubblico nel genere, dopo aver giocato con gli squali in 47 Metri (presto arriverà il sequel, 48 Metri), gli spiriti in The Other Side of the Door, con famelici alieni in Storage 24 e strani angeli caduti/vampiri in Forest of the Damned. Tutto il mondo ha ormai capito qual è il tipo di cinema che lo appassiona, e nonostante i suoi evidentissimi limiti il buon Roberts continua, orgogliosamente e ammirevolmente instancabile, e per questo ci piace, ci fa simpatia e non possiamo non apprezzarlo (ripeto, il sequel di 47 Metri si chiamerà 48 Metri … come fai a non amare un regista del genere?).

The Strangers 2: Prey at Night è finora il suo film migliore. Fa ridere perché nella prima parte procede con una lentezza esteticamente ricercata e seriosissima, per mezzo della quale Roberts si concentra a presentare protagonisti di cui non importa a nessuno, creati esclusivamente per essere massacrati dai cattivi. La cosa è interessante perché sembra – e non so fino a che punto sia intenzionale – che il film, nella sue esagerazioni, voglia fare il verso alla satira sul genere iniziata da Wes Craven con Scream più di vent’anni fa: i protagonisti sono dei completi idioti, assolutamente disarmati all’interno della situazione in cui sono andati a cacciarsi, incapaci di reagire anche quando ne hanno una chiara possibilità, troppo impegnati a scappare lungo la strada anche se inseguiti dalle automobili o sempre pronti ad andare a nascondersi in posti dove è naturale che saranno trovati – perché evidentemente spinti da uno strano e inconscio desiderio di autolesionismo – e tutti questi dettagli all’interno dei gioiosi e divertenti 85 minuti del film sembrano inseriti volontariamente proprio per inscenare quella dialettica craveniana ormai incarnata dall’iconica maschera di Ghost Face.

Oppure potrebbe trattarsi soltanto di una pessima sceneggiatura. Il fatto che non si riesca a capire non fa che aumentare il fascino del film.

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