Comics World 28 – Bamboccioni all’Assalto!

Pubblicato il 23 Gennaio 2012 alle 15:51

Sono da poco usciti i numeri zero dei fumetti DC Comics realizzati da RW-Lion e, come prevedibile, arrivano le prime, sterili polemiche. Ma c’è qualcosa di sensato o sono frutto di animosità infantile? Cerchiamo di capirlo.

Comics World 28 – Bamboccioni all’Assalto!

Inizierò questa puntata di Comics World con un discorso personale. Il mio primo impatto con i supereroi avvenne negli anni settanta quando la mia attenzione di lettore fu attirata da un ragazzo che si arrampicava sui muri come un aracnide, da un giustiziere cieco che combatteva il crimine e da un bizzarro quartetto dagli incredibili poteri che viveva all’ultimo piano di un grattacielo. Insomma, fu il mio incontro con i fumetti Marvel e nel giro di poco tempo acquistai tutti gli arretrati delle serie allora pubblicate dalla gloriosa Editoriale Corno e seguii assiduamente ciò che venne proposto in seguito da quella casa editrice.

Divenni quindi un tipico Marvel Zombie. Tuttavia, nella pagina della posta dei quattordicinali Corno, trovai gli interventi di alcuni lettori che citavano i comic-book DC. Nuovamente incuriosito, mi procurai pure gli albi della Cenisio, scoprendo eroi non meno suggestivi di quelli della Casa delle Idee e per me, dal punto di vista delle finanze (e della psiche), fu la fine.

Tuttavia, per molto tempo considerai i fumetti Marvel come i migliori. Negli anni ottanta, però, a causa della momentanea scomparsa degli albi supereroici dalle edicole nostrane, mi rivolsi al mercato in lingua originale, praticamente in pieno ‘rinascimento americano’. E lessi con passione lo Swamp Thing di Moore, per esempio, o il Batman milleriano e altri capolavori. E pian piano la mia opinione sulla DC cambiò, tanto che giunsi a una conclusione: che cioè l’editore di Supes, Bats e Wonder Woman proponeva le serie più valide e innovative. E la penso così anche oggi.

Quando nel 1987 la Star Comics, dopo la sfortunata parentesi Labor, riprese l’Uomo Ragno, mi sentii subito coinvolto. E man mano che le serie Marvel ricomparivano sperai di leggere pure i fumetti DC in una veste editoriale degna di questo nome. Ma così non fu. Opere miliari come Dark Knight e Watchmen vennero proposte in maniera vergognosa sul Corto Maltese della Milano Libri. La Play Press si occupò dei serial DC con un pressappochismo e un dilettantismo allucinanti: qualità di stampa pessima, albi che si scollavano dopo pochi giorni, traduzioni raffazzonate (alcune addirittura in romanesco!), editoriali demenziali e chi più ne ha più ne metta.

La Comic Art, dal canto suo, pubblicò fumetti DC con un livello di stampa tutto sommato buono; ma gioielli come Sandman o Hellblazer subirono una programmazione balzana e non si imposero all’attenzione del pubblico. Insomma, iniziai a ritenere la DC Comics, rispetto alla Marvel, decisamente sfortunata.

La Magic Press fece molto per valorizzare la linea Vertigo ma pensavo che ci fosse bisogno di una casa editrice forte che gestisse da sola e in maniera razionale l’immenso catalogo dell’etichetta statunitense. E le speranze sembrarono avverarsi con l’avvento della Planeta. Poi sappiamo ciò che è accaduto: malgrado un inizio così così e un relativo miglioramento, la situazione è degenerata e, in special modo negli ultimi mesi, l’operato degli spagnoli è stato indifendibile. Tanto che mi sono detto: ehi, è proprio vero, la DC è sfortunata!

Un vero peccato poiché, lo ripeto, i fumetti DC, per quanto mi riguarda, sono di gran lunga migliori di quelli Marvel. Ma alla fine è arrivata la RW-Lion e siamo rimasti tutti spiazzati dall’ingresso nel mercato di questo nuovo soggetto editoriale. E va da sé che le aspettative nei confronti della neonata casa editrice erano e sono elevate.

Ora è presto per esprimere un parere. Al momento in cui scrivo ho avuto modo solo di leggere i numeri zero della RW-Lion. E chiunque capirebbe che non si può subito promuovere o bocciare l’operato di qualcuno sulla base di una manciata di albetti. Ho scritto cosa ne penso nello spazio dedicato alle recensioni. Ho rilevato pochi refusi e qualche adattamento (non direi traduzione) a mio avviso azzardato. E questo è quanto. Mi aspettavo polemiche ma in alcuni siti una parte dei lettori (non tutti; ripeto, una parte: la più infantile e rissosa), ha incominciato a fare caciara in modo francamente eccessivo.

Questo perché i fumetti in Italia sono letti anche da una minoranza di bimbominchia che, invece di aspettare e concedere un periodo di rodaggio a un’etichetta ai nastri di partenza, sbraita e protesta, essendo composta da gente simile a quei bambocci viziati che si fanno cucinare il pranzo dalla mamma per poi dire che il suddetto pranzo fa schifo. E vorrei dire loro: questi numeri zero non saranno il massimo; ma nemmeno da buttare, non se paragonati a un famigerato tp di Jack of Fables made in Planeta pieno zeppo di errori grammaticali; o a un Watchmen pubblicato al ritmo di undici pagine per episodio, senza le parti in prosa, in un albetto allegato all’interno di Corto Maltese; e potrei proseguire con altri orridi esempi del passato.

Perciò, bimbi cari, fatela finita con le lagne e smettetela di sbattere i piedi per terra se il giocattolo che vi è stato dato non è ancora esattamente quello che pretendevate! Diamo tempo al tempo. Ovviamente, il mio intervento va considerato un incoraggiamento a Lorenzo Corti e ai suoi collaboratori che ritengo essere, loro per primi, interessati a proporre in modo valido i serial della DC Comics. Incoraggiamento che però non deve tranquillizzarli, poiché, come ho scritto nella recensione del numero zero di Wonder Woman, i fan DC sono piuttosto inviperiti e stavolta non faranno sconti a nessuno. I fan DC seri e maturi, però. Non i bimbominchia. Alla prossima.

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