L’edizione integrale di uno dei capolavori di Alejandro Jodorowsky e Moebius: L’Incal, la memorabile saga fantascientifica di due tra i più visionari e trasgressivi artisti del Novecento, tradotta da Magic Press!

L’Incal – L’Integrale

Autori: Alejandro Jodorowsky (testi), Moebius (disegni)
Casa Editrice: Magic Press
Provenienza: Francia
Prezzo: € 25,00, 19 x 26, pp. 308, col.
Data di pubblicazione: aprile 2011

Esistono due tipi di artisti: quelli che, pur dotati di talento, si limitano a creare opere godibili e impeccabili dal punto di vista espressivo e che tuttavia non rimangono impresse nella nostra memoria; e altri, decisamente pazzi, se analizzati da un punto di vista convenzionale, che realizzano prodotti eversivi e caotici che ti segnano, ti lasciano qualcosa dentro, ti sconvolgono.

E la follia che esprimono è sovente il riflesso di un disordine esistenziale.

Uno di essi è stato, per esempio, William Burroughs. E andrebbero citati pure i dadaisti; i surrealisti; i simbolisti; mostri sacri del teatro come Carmelo Bene; registi underground del calibro di Kenneth Anger; e la lista potrebbe continuare. E in una simile lista un posto d’onore spetterebbe al cileno Alejandro Jodorowsky. Romanziere, autore teatrale, attore, regista e, last but not least, sceneggiatore di fumetti, Jodo (come è affettuosamente chiamato dai fan) è una delle personalità più eccentriche del panorama artistico internazionale.

Ne sono consapevoli coloro che hanno avuto modo di vedere i film da lui diretti, in particolare ‘El Topo’, ‘La Montagna Sacra’ e ‘Santa Sangre’, in cui visionarietà, estetica psichedelica, misticismo, blasfemia e violenza si uniscono in un connubio scioccante di grande valenza espressiva, o quelli che hanno letto i suoi libri, i saggi sui tarocchi e i trattati di psicomagia (disciplina da lui inventata che ingloba psicoanalisi, occultismo e lettura delle carte e che annovera tra i suoi estimatori Marilyn Manson e Franco Battiato).

Jodo fu il fondatore, insieme a Roland Topor e a Francisco Arrabal, del Teatro Panico nei tardi anni sessanta e proprio in quel periodo, peraltro, iniziò ad occuparsi di fumetti, collaborando con un altro straordinario artista dei nostri tempi: Jean Giraud, alias Moebius. Costui, insieme a Druillet, Dionnet e Farkas, formò il collettivo Les Humanoid Associés e diede il via alla rivoluzionaria rivista Métal Hurlant che ha avuto un’importanza indiscussa per l’intera storia della letteratura disegnata. Del resto, Moebius è uno dei pochi autori conosciuti e apprezzati anche al di fuori del panorama fumettistico e la sua attività non si è limitata solo al mercato di area bd (basti ricordare la sua collaborazione con Stan Lee in Parable, imperniata su una versione personale del marvelliano Silver Surfer).

Jodorowsky e Moebius diedero vita a un anomalo fumetto western, Blueberry, tutt’ora ritenuto una pietra miliare; tuttavia, essendo entrambi attratti dal fantastico e dalla fantascienza in seguito realizzarono le avventure di John Difool, detective che agisce in un contesto futuribile. Il personaggio fu la base di un’acclamata saga, convenzionalmente definita dell’Incal, realizzata in un arco di tempo che va dal 1981 al 1988. Il successo dell’opera fu tale che ne nacquero numerosi sequel, prequel e serie parallele, tra le quali la più importante fu La Casta dei Meta-Baroni.

Magic Press propone tutti i capitoli de L’Incal in un unico volume e chi ancora non conoscesse uno dei fumetti più visionari ed esaltanti di sempre avrà modo di apprezzarla. Definire L’Incal con pochi cenni è impossibile, poiché la complessità dell’ispirazione di Jodo è proverbiale. Basti sapere che l’azione si svolge in un mondo distopico dominato dalla tecnologia. È qui che vive il detective John Difool, mutuato dagli anti-eroi della new wave inglese. È un investigatore di classe R e si trova in un pianeta che fa parte di un vasto impero galattico.

Per una serie di circostanze, entra in possesso di un manufatto senziente, denominato Incal, ed è qui che iniziano i guai. John avrà a che fare con robot letali, creature orribili, alieni, animali dalle fogge astruse, tecno-scienziati e misteriose entità. E man mano che l’azione procede, le atmosfere sci-fi cedono il passo al misticismo che tanto seduce Jodorowsky e l’autore affronta tematiche come la contrapposizione tra luce ed ombra (collegandosi alle tradizioni sciamaniche), la religione, il condizionamento delle masse da parte dei mezzi di comunicazione, la clonazione, la sessualità (con un’insistenza sull’androginia e la bisessualità), gli allucinogeni, l’ipocrisia dei politici, la guerra: il tutto narrato nei termini di una ‘quest’, una ricerca interiore che condurrà John Difool all’equilibrio fisico e spirituale.

Va da sé che una trama di questo tipo poteva essere illustrata solo da Moebius. I vari capitoli sono stati, ovviamente, disegnati in diversi periodi e il lettore avrà modo di osservare e ammirare i mutamenti dello stile di Moebius che, da un tratto elegante e stilizzato, si evolve fino a giungere, nella sezione finale del volume, a un’impostazione più grezza ma non meno affascinante. Anche Moebius, comunque, si sbizzarrisce con pazzesche costruzioni architettoniche, figure mostruose e altre seducenti (a cominciare dalla splendida Animah), con un lay-out altamente inventivo e che in alcune pagine si ricollega, forse inconsapevolmente, ai canoni espressivi di impronta lisergica tipica della grafica pop e psichedelica delle riviste alternative dei sixties. Da segnalare che i colori di questa edizione sono quelli originali, così come concepiti in origine dagli autori, e impreziosiscono ulteriormente l’arte di Moebius. Fatevi, dunque, un bel trip con L’Incal. Non ve ne pentirete.

Voto: 8

telegra_promo_mangaforever_2

5 Commenti

  1. C’è un grosso errore in questo articolo.
    Dove si dice: “Jodorowsky e Moebius diedero vita a un anomalo fumetto western, Blueberry, tutt’ora ritenuto una pietra miliare; tuttavia, essendo entrambi attratti dal fantastico e dalla fantascienza in seguito realizzarono le avventure di John Difool…”
    In realtà il personaggio di Blueberry non è stato creato, nè sceneggiato da Jodorowsky, ma creato e sceneggiato da Charlier nel 1963 e disegnato da Jean Giraud, cioè Moebius.

  2. Vero. Il personaggio è stato creato da Charlier. Si è trattato di una svista. Tuttavia, forse la memoria vacilla, ma mi pare che Jodo si è occupato anche di Blueberry. Dovrei andare a sfogliare la mia collezione di materiale riguardante il personaggio. Però dovrei fare un casino per recuperare quei volumi sepolti sopra una tonnellata di altri fumetti. Potrei anche sbagliarmi, però… ciao.

  3. Dunque: da quello che so, di Blueberry Jodorowsky non se n’è mai occupato, almeno per quanto riguarda i fumetti.(naturalmente potrei sbagliarmi pure io) Il personaggio è stato creato nel 63 da Charlier, che lo ha sceneggiato fino alla morte, dopodichè Giraud ha preso le redini con l’ultima parte di Arizona Love e successivamente con la serie Mr Blueberry.
    Quello che è vero e che può essere interessante per te è che Jodo apprezzò all’epoca proprio quel western e in base a quello ed altri lavori chiamò Moebius per realizzare assieme storyboard e costumi del film Dune, che poi mai si realizzò.
    Da questo lavoro derivano molti elementi che poi troviamo ne L’Incal.
    P.s. un’ottima serie di Jodo nel western è invece Bouncer, che ha realizzato con François Boucq.
    Ciao !

  4. No, nell’Incal è già presente il Metabarone, che però non è uno dei primi della sua casta. Solo che le storie relative alla casta sono state fatte da Jodorowsly e Gimenez ben dopo l’uscita dell’Incal. Esiste anche qualche tavola relativa alla iniziazione del Metabarone disegnata sempre da Moebius e poi ridisegnata da Gimenez.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui