Boruto – Naruto Next Generations: il nuovo villain ha un collegamento con Jiraiya?

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ATTENZIONE: L’articolo contiene SPOILER sull’attuale programmazione giapponese del manga di Boruto: Naruto Next Generations.

Nel numero 16 di Weekly Shonen Jump, rivista manga giapponese edita da Shueisha pubblicata un paio di settimane fa, ha dato alle stampe il capitolo numero 22 di Boruto: Naruto Next Generations, il manga scritto da Ukyo Kodachi, disegnato da Mikio Iketomoto ed edito e supervisionato da Masashi Kishimoto, il quale ha concluso la feroce battaglia tra il nuovo Team 7 e il ritrovato Ao non sotto le vesti di uno shinobi, tuttavia.

Una volta concluso lo scontro, con la vittoria di Boruto dopo aver messo a segno una combinazione ninja “old school”, Ao, all’interno della sua mente, sembra cogliere nuovamente i sentimenti di shinobi e d’eroe del Villaggio della Nebbia quale era in particolar modo nel periodo della Quarta Guerra Mondiale dei Ninja (quando era considerato ormai morto a causa dell’attacco del Jubi al Quartiere Generale dell’Alleanza).

Ao agiva da membro esterno per conto della nuova organizzazione di villain, Kara. Il nuovo gruppo, dall’obiettivo e dai componenti ancora ignoti, all’interno milita un membro che ha avuto modo di brillare maggiormente e il suo nome è Kashin Koji.

Il personaggio si è dimostrato fin da subito un ninja, ancora non sappiamo se possiamo definirlo tale, spietato dal momento che senza esitazione ha eliminato l’anziano consigliere della stessa organizzazione di cui fa parte e il suo ruolo consiste nel reclutare membri terzi al fine di portare avanti gli obiettivi del gruppo malvagio.

Kashin Koji, tra gli appassionati, è finito al centro dell’attenzione in quanto, nonostante parzialmente mascherato, si presenta esteticamente coi capelli lunghi bianchi e dai segni, presumibilmente rossi, all’altezza dell’orbita dei suoi occhi. Queste due caratteristiche erano una peculiarità di uno dei ninja più amati in Naruto, maestro dello stesso protagonista ed ex Ninja Leggendario, ovvero Jiraiya, e gli appassionati hanno cominciato a dubitare che Koji condividesse un riferimento a Jiraiya o che, addirittura, che Koji fosse lo stesso Jiraiya.

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Come la maggior parte della gente purtroppo sa, Jiraiya è deceduto nel corso dello scontro con Pain e non è mai più tornato in vita, seppur Kishimoto abbia tentato attraverso la tecnica proibita “Edo Tensei”, portata in auge da Kabuto Yakushi nel corso della Quarta Guerra Mondiale dei Ninja. L’obiettivo non era andato a segno perchè il corpo giaceva nelle acque remote di un oceano della Pioggia, pertanto attingere al DNA del Sannin era impossibile.

Ma perchè molti appassionati stanno temendo che questo Kashin Koji abbia un collegamento con Jiraiya? A parte le peculiarità, che possono comunque essere smentite in quanto ogni Kara possiede dei simboli facciali, nell’ultimo capitolo del manga di Boruto lo stesso membro Kara ricorre alla tecnica del richiamo di Jiraiya, ossia quella dei rospi e, presentandosi a Boruto, lo chiama “Boruto-kun”, come se lo conoscesse (ma Jiraiya non ha mai visto il figlio di Naruto e Hinata).

Queste due prove hanno innalzato il dubbio degli appassionati, ma è un dato di fatto che KASHIN KOJI NON E’ JIRAIYA.

Nel manga originale, Jiraiya ha sempre cercato la pace e la comprensione verso il prossimo e per tale missione ha anche sacrificato la sua vita. Nel caso avesse fallito avrebbe affidato l’obiettivo a Naruto e il Settimo Hokage ci è riuscito, sigillando Kaguya Otsutsuki e consacrando il successo dell’Alleanza Ninja. Masashi Kishimoto supervisiona il manga, pertanto, ricorda bene la natura di Jiraiya e non ci sono possibilità che si possa esser votato al male.

E’ doveroso ricordare che Kishimoto sia sempre stato incline a portare i fan su una strada sbagliata. Soprattutto con il mistero di Obito facendo credere agli appassionati che fosse davvero Madara Uchiha per poi far cadere questa verità in una mera menzogna.

Kashin Koji non ha nessun collegamento di sangue con Jiraiya, il che vuol dire che non sarebbe neanche un suo eventuale figlio, ma l’unico collegamento, inconfutabile, è l’abilità di saper richiamare i rospi. Tuttavia, anche in questo caso potremmo giustificare tale evidenza attraverso una risposta logica dopo un’analisi della prima serie del manga di Naruto.

In particolare, leggendo nuovamente il manga di Kishimoto, esattamente nel momento in cui Naruto sottoscrive il contratto sul rotolo di Jiraiya per effettuare le evocazioni dal Monte Myoboku, appaiono cinque nomi. I primi tre li conosciamo, ovvero Naruto, Jiraiya e Minato, i tre ninja che hanno ricorso alla “Kuchiyose no Jutsu” dei rospi, ma, come si vede sulla vignetta in alto a destra, ci sono altri due nomi che corrispondono ad altri due ninja che logicamente avrebbero la capacità di ricorrere a tale tecnica. In Naruto, esclusi Fukasaku e tutti i rospi del monte Myoboku, non c’è stato altro ninja legato a tale tecnica del richiamo, quali potrebbero essere le identità dei due nomi?

Alla luce della deduzione che Kashin Koji non sia Jiraiya, la sua possibilità di ricorrere ai rospi è scritta in quei nomi presenti nei rotoli mai effettivamente svelati nel manga originale? Oppure, esattamente come accaduto con Jiraiya in infanzia, Koji abbia provato ad allenarsi sulle evocazioni e si sia trasportato nel mondo Myoboku e appreso le tecniche di evocazione? Kishimoto e Kodachi riemergeranno tale momento per giustificare questo colpo di scena?

Tanti sono i misteri dietro il villain e il suo obiettivo che lo mobilità. Ne scopriremo di più nei prossimi mesi, quando la serializzazione procederà.