Norby – La Leggenda degli Animali Straordinari | Recensione

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L’Associazione Culturale ManFont e l’etichetta indipendente MDV tornando con una nuova avventura di Norberto, il gatto nero che in sé incarna tutte le caratteristiche (soprattutto i difetti) di un tipico gatto domestico: Norby – La Leggenda degli Animali Straordinari, un tributo-parodia al capolavoro di Alan Moore e di Kevin O’Neill

La ManFont, collettivo di autoproduzioni torinese che si è evoluto in associazione culturale, continua a proporre nuove avventure di una delle sue serie di punta, Norby, in collaborazione con l’etichetta indipendente MDV (nonché primo nucleo originario della stessa ManFont). In occasione di Cartoomics 2018, infatti, è stato lanciato Norby – La Leggenda degli Animali Straordinari, il quinto volumetto dedicato al gatto nero Norberto.

Come al solito, alla sceneggiatura troviamo il creatore del felino: Marco Ventura, che nel 2010, insieme al primo volume di Norby, fondò anche la MDV (che non è altro se non l’acronimo del suo nome d’arte completo: Marco Daeron Ventura). Ad affiancarlo la disegnatrice ufficiale della serie, Jessica Ferrero, con le chine di Andrea Boscolo e i colori di Giorgia Lanza. Tutti piemontesi, ad eccezione della cover artist Liana Recchione (abruzzese), nota soprattutto per aver pubblicato con Shockdom il primo volume di Risenfall: anche questa sua copertina riesce a catturare lo sguardo dello spettatore, grazie alla posa solenne degli animali della Lega (contrapposta allo spaesamento di Norby).

Infine, ad introdurre il volume troviamo Massimiliano Valentini, ex insegnante di Marco Ventura e sceneggiatore disneyano: non è un caso che la saga di Norby abbia molto in comune con l’umorismo delle parodie Disney.

Prima di iniziare la storia vera e propria, il lettore si trova a che fare con un intermezzo che non è una citazione a La Lega degli Straordinari Gentlemen, ma un vero e proprio omaggio alla saga di Blacksad (che con Norby ha in comune il fatto di avere come protagonista un gatto nero, ma le somiglianze finiscono qui), con Norby nei panni di un investigatore calato in atmosfere noir insieme agli altri personaggi ricorrenti. Personaggi come Virgil, cane e compagno di avventure di Norby (praticamente cieco), e Brunilde, gatta-zitella perennemente innamorata di lui (nonostante continui a sbagliare il suo nome).

La vera e propria storia inizia con Norberto e Virgil che, insieme ad Anna (la loro padrona), si trasferiscono momentaneamente in una casa di campagna, di proprietà del veterinario Manolo. Una serie di sventurati eventi farebbe sospettare che Norby sia stato maledetto, dato che continua a portare sfortuna proprio come vuole la tradizione del gatto nero.

L’autoproclamata Lega degli Animali Straordinari (che hanno il loro nascondiglio proprio sotto la casa), invece, ha un’altra teoria: Norby potrebbe essere in realtà Pluto, il famoso gatto nero della novella di Edgar Allan Poe. Ma da chi è formato questo insolito gruppo? A guidarlo è Mina Dogger, che vanta come colleghi il logorroico Dottor Rabbyll, il non troppo allegro Capitano Emo, Giffur il gatto invisibile (sempre che esista) e il corvo Winnie the Poe. Per chi conosce La Lega degli Straordinari Gentlemen, non è difficile capire quali personaggi corrispondono a quelli di Moore e O’Neill.

Ma la Lega non si trova lì per caso: ha una missione da compiere! Pare, infatti, che nei boschi nei dintorni della casa ci sia un lupo mannaro… Sarà vero, o si tratta di un’altra avventura alla Scooby-Doo?

La storia, come le altre della serie di Norby, è basata sui giochi di parole e su un umorismo parodistico, sulla scia degli adattamenti disneyani: un tipo di umorismo che non diverte tutti, con battute un po’ “goffe”, ma che comunque garantisce una lettura piacevole. Punto forte sono sicuramente i disegni e la colorazione, prima caratteristica a catturare l’interesse del lettore.

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