La Cina vieta 1984 e La Fattoria degli Animali di Orwell

    0
    Continuano, anche nel nostro secolo, ad essere presenti censure e divieti: i nuovi casi sorgono ora in una Cina sempre meno democratica.

    Le tragiche esperienze del secolo scorso non sono servite in molti casi ad eliminare le forme di divieto della libertà dei singoli individui ed è in costante aumento il numero di paesi dove sono presenti atti di censura. L’ultimo caso arriva dalla Cina dove, in un clima contornato dai desideri del presidente Xi Jinping di avere l’incarico a vita, sul maggiore social cinese, Weibo, sono state bandite parole come “Diecimila anni”, che è la forma cinese di “Lunga vita”; “Xi Zedong”, un ibrido dei nomi Xi e di Mao Zedong; “Senza vergogna”; “Disaccordo”, “Culto della personalità”, la lettera “n” e “Immortalità”. Tutte parole che, come possiamo facilmente notare, fanno riferimento ad una forma di governo autoritario incentrato sulla figura di un singolo individuo.

    Ma non finisce qui, poiché non solo la libertà di espressione ma anche quella culturale è stata minata: censurati sia il nome di Yuan Shikai (un signore della guerra della dinastia Qing che cercò invano di restaurare la monarchia in Cina) che i titoli dei due libri più famosi di George Orwell, “La fattoria degli animali” e “1984”. Chiunque abbia una minima conoscenza della vita e della creazione letteraria di Orwell sa delle sue ferventi critiche ai totalitarismi, in particolare a quello comunista.

    Per la lista completa delle parole e delle opere bannate cliccate qui.

    Quali conseguenze porteranno queste scelte? Una cosa è certa: recuperate questi due capolavori dalla forte carica morale qualora non li aveste ancora letti…

    (via IP)

    telegra_promo_mangaforever_2