Uma Thurman accusa Harvey Weinstein e Quentin Tarantino

Pubblicato il 4 Febbraio 2018 alle 18:30

L’attrice ha anche accusato il produttore Harvey Weinstein di molestie sessuali e il regista per un incidente d’auto sul set di Kill Bill.

In una lunga intervista rilasciata al New York Times, Uma Thurman ha accusato il regista Quentin Tarantino di averla spinta a guidare un’auto pericolosa sul set di Kill Bill. La sequenza, che vede Beatrix Kido alla guida di una convertibile blu mentre sta andando ad uccidere Bill, è sfociata in un incidente che ha provocato dei gravi danni fisici all’attrice.

Kill Bill Vol. 1 e 2 sono usciti rispettivamente nel 2003 e nel 2004. L’incidente è avvenuto quattro giorni prima della fine della produzione, dopo nove mesi di riprese.

La Thurman spiega che l’auto era stata riconfigurata dal cambio manuale a quello automatico e sapeva che non funzionava molto bene. Aveva spiegato alla produzione che non intendeva guidarla ma Tarantino ha insistito: “Quentin venne nel mio camper e non voleva sentire un no come risposta, come tutti i registi. Era arrabbiato perché gli stavo facendo sprecare molto tempo. Ma avevo paura. Lui disse: ‘Ti garantisco che l’auto è sicura. E’ un pezzo di strada dritta.'” La convinse così a fare la scena: “Mi disse: ‘Vai a 40 miglia orarie o i tuoi capelli non si muoveranno nel modo giusto.’ Ma ero in una trappola mortale. Il sedile non era fissato nel modo giusto. La strada era sabbiosa e non era affatto dritta.”

Potete vedere qui il video dell’incidente.

La Thurman riportò gravi ferite alle ginocchia e al collo. Ne conseguirono problemi di salute che persistono tutt’oggi. L’attrice ricorda: “Avevo il volante nella pancia e le mie gambe erano incastrate. Ho avvertito un forte dolore ed ho pensato: ‘Mio Dio, non camminerò mai più.'”

Dopo essere stata dimessa dall’ospedale, affrontò il regista: “Io e Quentin litigammo, lo accusai di aver cercato di uccidermi. Era molto arrabbiato ed è comprensibile perché non pensava di aver cercato di uccidermi.”

La Thurman chiese il video dell’incidente ma la Miramax e Tarantino si rifiutarono di consegnarglielo. Due settimane dopo l’incidente, un avvocato dell’attrice inviò una lettera alla Miramax minacciando una denuncia. La Miramax si offrì di mostrarle il video se lei avesse firmato un documento che sollevasse la produzione da ogni responsabilità sulle conseguenze dell’incidente. La Thurman rifiutò.

La recente adesione al movimento #MeToo, ha spinto la Thurman a rinnovare i propri sforzi per ottenere il filmato mettendo pressione su Tarantino: “Finalmente Quentin si è deciso a consegnarmelo dopo quindici anni. Non che importi, ora. Il mio collo e le mie ginocchia sono danneggiate in maniera permanente.”

La Thurman è tornata anche sulle molestie sessuali ricevute da Harvey Weinstein, produttore del film, che ha cercato di abusare di lei al Savoy Hotel di Londra, poco dopo l’uscita di Pulp Fiction, prima collaborazione dell’attrice con Tarantino: “E’ stato davvero un pugno nello stomaco. Mi ha spinta indietro, ha provato a spogliarsi. Ha fatto molte cose spiacevoli. Ma non ce l’ha messa tutta per costringermi. Sei come un animale che cerca di divincolarsi, come una lucertola. Ho fatto di tutto per tornare in carreggiata. La mia carreggiata. Non la sua.”

I rappresentanti di Weinstein hanno rilasciato un comunicato tramite Hollywood Reporter nel quale si dichiara che il produttore ha mosso delle avances all’attrice ma non c’è mai stata violenza: “Non c’è stato alcun contatto fisico durante l’imbarazzante approccio del signor Weinstein. Il signor Weinstein è rattristato e si chiede perché la Thurman, che considera una collega e un’amica, ha aspettato 25 anni per rendere pubbliche queste accuse. Lui e la signora Thurman hanno condiviso una relazione professionale molto stretta e di mutuo beneficio realizzando molti film di successo insieme.”

Tarantino ha declinato ogni commento sulla vicenda.

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