ANTEPRIMA – Beccogiallo: Giorgio Strehler – Un fumetto da tre soldi

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Il racconto a fumetti dell’incontro tra due geni del teatro europeo: Strehler e Brecht.

Sabato 27 gennaio alle ore 16,30 WOW Spazio Fumetto ospiterà gli autori Davide Barzi, Claudio Riva e Alessandro Ambrosoni per presentare al pubblico la loro innovativa opera: Giorgio Strehler – Un fumetto da tre soldi

Il fumetto racconta, attraverso le tavole e i dialoghi, la storia dell’incontro tra due geni del teatro europeo del ‘900: Giorgio Strehler, giovane regista ambizioso, e Bertolt Brecht, drammaturgo di fama mondiale. I due s’incontrano a Berlino Est nell’ottobre 1955, perché il regista italiano ha l’urgenza di confrontarsi con lo scrittore tedesco. L’oggetto della curiosità di Strehler è L’opera da tre soldi, commedia più famosa di Brecht, che il regista vuole portare sul palcoscenico del Piccolo Teatro di Milano portando così in scena per la prima volta in Italia il grande drammaturgo tedesco.

Il libro narra la genesi dello spettacolo. Dall’idea iniziale sviluppata nell’ironico confronto berlinese tra i due artisti, alla costruzione del cast, dalle faticose prove cantate e recitate, nella spasmodica ricerca di mettere in pratica la recitazione epica teorizzata da Brecht.

La storia narra le vicende umane e artistiche di indimenticabili personalità del teatro e dello spettacolo: Giorgio Strehler e Paolo Grassi, Mario Carotenuto e Milly, Tino Carraro e Gino Negri, lo stesso Bertolt Brecht, che per la prima volta assiste a una sua commedia in Italia nella trionfale messa in scena del 10 febbraio 1956 sul palcoscenico del Piccolo, primo teatro pubblico italiano.

Sullo sfondo c’è Milano, livida e gelida a causa di un inverno eccezionalmente freddo, quello del 1956, con “la nevicata del secolo” che si alterna a giornate di luminoso sole, e con i milanesi raggelati dal clima polare di quei giorni. Via Rovello e il Piccolo Teatro, il Duomo e la Galleria, via Vittorio Emanuele e Piazza Cordusio, l’Hotel Manin e lo Zoo dei Giardini di Porta Venezia, via Manzoni e il Teatro Odeon, fanno da scenografia a una storia profondamente milanese ma di respiro internazionale.

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