E’ stato presentato a Roma il sequel del supereroe italiano di Gabriele Salvatores.

“Una specie di Boyhood del Ragazzo Invisibile”, “Una sorta di Harry Potter in cui l’attore cresce col personaggio” sono queste le definizioni che Gabriele Salvatores ha usato in conferenza stampa per parlare del suo Michele Silenzi (Ludovico Girardello), il protagonista de Il Ragazzo Invisibile: Seconda Generazione, sequel girato come il primo film nella città costiera di Trieste. Il film sarà in sala il 4 gennaio 2018 distribuito da 01 Distribution e, sempre nell’ottica del progetto crossmediale che ha contraddistinto il primo capitolo, uscirà in contemporanea anche in versione cartacea con il romanzo e il fumetto dedicati al Ragazzo Invisibile.

Curati come sempre dal trio Alessandro Fabbri, Ludovica Rampoldi e Stefano Sardo (In Treatment, 1992, 1993) che si sono occupati del soggetto del fumetto, scritto da Diego Cajelli e disegnato da Giuseppe Camuncoli come il primo, con le new entry direttamente dalla Marvel (Roberto Di Salvo e Mario Del Pennino) e dalla DC (Elena Casagrande), sempre edito da Panini Comics come ha ricordato Diego Malara che moderava l’evento. Il secondo fumetto sarà dedicato alla principale new entry del film, Natasha (interpretata sullo schermo da Galatea Bellugi), la sorella gemella di Michele di cui siamo venuti a conoscenza alla fine del primo film; il graphic novel sarà un viaggio alla scoperta delle proprie origini, della propria famiglia biologica e dei propri poteri dal punto di vista della ragazza. Un potere molto più distruttivo, rispetto a quello del fratello, più intimista se vogliamo.

Ecco a voi alcune immagini in anteprima del fumetto e i character poster del film:

Venendo al film, più che “un romanzo di formazione in chiave fantasy” secondo la Rampoldi, questo sequel è un “romanzo di distruzione”: dopo il “chi sono” e la scoperta delle proprie vere origini, è la volta del “che cosa faccio con quello che sono”; secondo Sardo i tre sceneggiatori sono così avvezzi oramai alla scrittura seriale da averla utilizzata anche qui quasi inconsciamente da subito, senza ancora essere certi di avere per le mani una “saga cinematografica” (e crossmediale, aggiungiamo noi), disseminando premesse e cercando di conseguenza delle risposte, sperando di soddisfare il pubblico.

Secondo Salvatores “La condizione di orfano ricorre nella letteratura per ragazzi perché è da li inizia il divertimento, poiché non si hanno più riferimenti su chi dice cosa dobbiamo e non dobbiamo fare ma siamo noi a decidere per noi stessi.” D’altronde quando si diventa adulti si impara a conoscere anche il proprio lato oscuro, si inizia a vedere l’aspetto poetico e melancolico delle cose e delle persone che ci circondano, che è ciò che vuole rappresentare questo sequel. Secondo Girardello “Il primo film era un prologo, in questo c’e molta più ‘ciccia’… per questo speriamo di fare il sequel del sequel del sequel” [ride].

Salvatores è avvezzo a sperimentare coi generi e gli si riconosce di aver portato il cinecomic in Italia così come Luc Besson lo portò in Europa (il regista ha ricordato come in giuria nel 1996 in giuria a Shangai i due parlassero di Nirvana e Nikita). Più che gli X-Men, a cui questo sequel sembra attingere a piene mani, sono stati i film degli anni ’80 come E.T., I Goonies e I Gremlins a cui Salvatores è molto affezionato ad averlo ispirato dal punto di vista registico e visivo. Oppure Il Laureato, a cui è dedicata la sequenza finale sull’autobus. La Russia è stato un posto scelto poiché poteva essere un luogo “remoto” in cui succedevano cose di cui noi occidentali non eravamo a conoscenza, mentre il regista napoletano tiene molto al tema delle due madri, quella biologica (Ksenia Rappoport, che avevamo solo intravisto nel primo Ragazzo Invisibile) e quella adottiva (una splendida Valeria Golino), ma “I figli sono di chi li cresce: farli è molto facile, veloce e può essere anche molto piacevole… crescerli è tutta un’altra storia”.

Encomiabili gli effetti visivi del film, che guardano all’America, come ha raccontato il responsabile Victor Perez (che ha lavorato alla Marvel e alla DC) insieme a Davide Luchetti di Frame by Frame: Victor è stato orgoglioso di questo progetto e di lavorare con Gabriele perché dalle inquadrature vuole dargli un significato non farle solamente “belle”. Il Ragazzo Invisibile è un prodotto italiano al 100% e gli effetti visivi sono molto più di un semplice pc: “Il computer è solamente un pennello che ha bisogno di un vero talento dietro”. Il budget “limitato” di qualsiasi produzione in proporzione (qui parliamo di circa 8 milioni di euro come il primo film) proprio perché “costretto” permette di essere creativi e di sperimentare, “soprattutto se si ha un regista come Gabriele dietro”. Ricreare un intero volto umano (un inquadratura di pochi secondi fatta in un anno e mezzo) o un intero paesaggio (Piazza Unità d’Italia) sono cose che si sono viste in Rogue One e in Blade Runner 2049 finora.

Da Io non ho paura in poi Salvatores è affezionato ai suoi “figli cinematografici” e poi “A fare sempre le stesse cose ti annoi”, ecco il perché di aver abbracciato generi così diversi che l’hanno portato a collaborare con Indigo e Rai Cinema per questo progetto crossmediale. “Vincere l’Oscar per Mediterraneo è stato come acquisire un superpotere (tra l’altro giovane, a 42 anni, ndr) e quindi siccome da un grande potere derivano grandi responsabilità come usarlo? Fare Atlantico o Pacifico [ride] oppure qualcosa di completamente diverso? E così è nato Nirvana, mi dissero che ero pazzo a volerlo fare”. Non ha una grande passione per i cinecomic ma è molto affezionato allo Spider-Man di Sam Raimi. Non ha poi la concezione dell’autorialità (molto italiana, ndr) di altri registi nostrani: “Non mi piace quando si dice ‘il mio film’, non per buonismo ma per praticità: sarebbe davvero impossibile realizzare un film da soli e quindi bisogna riconoscere tutte le personalità coinvolte. Come cantavano i Rolling Stones ‘it is the singer not the song’ però ‘ci vogliono sia la song che il singer per funzionare’, aggiungo io”.

Il Ragazzo Invisibile ha vinto l’Oscar Europeo dei film per ragazzi organizzato dall’EPA. Il Ragazzo Invisibile: Seconda Generazione vi aspetta al cinema, libreria e fumetteria ed edicola il 4 gennaio 2018.

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