Il supporto nei confronti di Keaton Jones sta avendo sviluppi inaspettati.

Keaton Jones, in lacrime, si lamenta in un video, fatto dalla madre Kimberly, di tutti i soprusi che lui (e anche altri ragazzi) sopportano a scuola. Latte versato addosso, prosciutto nei vestiti: sono solo alcuni gesti che Keaton si ritrova a subire. Il video inizia a diventare virale e a essere visto in tutto il mondo.

Chris Evans, interprete di Captain America nel Marvel Universe cinematografico, aveva inviato un tweet a Keaton: “Sii forte, Keaton, Non permettergli di indurire il tuo carattere. Ti garantisco che le cose miglioreranno. Mentre quei bulli nella tua scuola decidono che tipo di persone possono stare al mondo, che ne dici se tu e la tua mamma veniste alla premiere di Avengers: Infinity War a Los Angeles l’anno prossimo?”

A questo avevano fatto seguito altri messaggi di incoraggiamento di Snoop Dog, Justin Biebe, Rihanna e Lebron James fra gli altri.

Ma, come ben sappiamo, internet è un luogo vasto, dove tutto rischia di diventare il contrario di tutto. Su GoFundMe inizia una raccolta fondi a favore di Keaton e della sua famiglia, raccolta che (dopo aver raggiunto circa 60.000 dollari) viene chiusa, in quanto colui che l’ha aperta non aveva alcun collegamento diretto con la famiglia Jones.

Inoltre si sospetta, ironicamente, che sua madre Kimberly sia razzista nei confronti degli afroamericani: in alcune foto, pubblicate sul suo profilo Facebook non più online, vediamo la famiglia Jones sventolare la bandiera degli Stati Confederati, simbolo che con il tempo ha assunto un significato razzista.

Altri messaggi di matrice razzista sono stati pubblicati sul suo profilo in passato:

Eppure Keaton difende la madre, affermando che lei è semplicemente orgogliosa di essere una donna del Sud:

La rabbia dei vip dilaga: Rihanna elimina il tweet solidale verso Keaton per pubblicarne uno verso bambine che si sono suicidate in seguito a casi di bullismo.

Il produttore cinematografico Tariq Nasheed diffonde tramite Twitter alcuni post pubblicati da Kimberly su Facebook, sottolineando l’ironia di come sia possibile che una donna che denuncia il bullismo verso il figlio sia essa stessa un bullo nei confronti dei neri:

Finora gli unici accessi social rimasti attivi sono quelli della sorella maggiore Lakyn Jones, che continua a difendere la famiglia dalle accuse di razzismo.

Cosa pensate di questa gogna mediatica? È giusto basarsi sui post pubblicati sui social per definire il reale punto di vista di una persona? A voi i commenti.

Fonte: Dailymail UK

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