Dai produttori di The Witch arriva in Italia un body horror fuori dal tempo che gioca con le tecniche del cinema vecchio stampo, cercando di modernizzarle contestualizzandole in una storia angosciante e surreale.

Chad Stahelski e David Leitch hanno lavorato nel cinema per anni, facendo da controfigura alle grandi star. Poi, forse stufi di prendere così tante botte, sono passati dietro la cinepresa e hanno creato il notevolissimo franchise di John Wick.

I canadesi Steven Kostanski e Jeremy Gillespie non facevano gli stuntman, prima di esordire alla regia con questo horror d’altri tempi, ma i truccatori: hanno lavorato a titoli famosi, come Crimson Peak, Clown, Suicide Squad. Proprietari di una casa di produzione indipendente (la Astron-6) dal 2007, anche loro, un bel giorno, hanno deciso di fare il grande passo e mettersi alla prova. E se Stahelski e Leitch ne sapevano qualcosa di combattimenti e scene d’azione, i due truccatori ne sapevano altrettanto di effetti speciali orrorifici, tendenti (molto) allo splatter.

E infatti ecco The Void, un horror cupissimo a metà strada fra Lovecraft e Carpenter, che rifiuta la CGI e fa un’abbuffata di memorabili effetti pratici. Purtroppo, dopo un prologo di assoluto effetto, questo horror cosmico/mistico finisce col diventare sempre più confuso a mano a mano che tenta di evolversi in qualcosa di tematicamente ambizioso, ma ogni fotogramma rimane sempre e comunque affascinante per il semplice fatto che un film così prostetico era da tanto che non si vedeva. 

L’agente di polizia Dan Carter trova sul ciglio della strada un adolescente in stato confusionale, e lo conduce all’ospedale più vicino. La clinica è stata recentemente danneggiata da un incendio e il personale è ridotto all’osso in attesa del trasferimento in una nuova struttura. Qui Dan incontra la sua ex moglie Allison (hanno divorziato dopo che lei ha perso il figlio che portava in grembo), allieva prediletta del dottor Powell. I problemi non tarderanno ad arrivare quando una specie di follia omicida inizierà a contagiare i pochi presenti nella struttura, mentre i membri di una misteriosa setta circonderanno l’edificio impedendo ai superstiti di fuggire.

E’ pieno di incongruenze e di problemi, questo The Void, ma rimane comunque una piccola perla di originalità che sa farsi apprezzare in più momenti. La scena iniziale è misteriosa e d’effetto, e tutto il film gode di un’atmosfera surreale densissima, quasi soffocante. La Cosa incontra gli incubi mistici di Lovecraft, con un finale che cita palesemente ...E Tu Vivrai nel Terrore! L’aldilà di Fulci.

Purtroppo la sceneggiatura mette troppa carne al fuoco – e forse gli stessi registi si sono sobbarcati fin troppo lavoro: oltre alla regia, hanno provveduto anche al trucco prostetico, al design digitale, alla direzione artistica e alla colonna sonora – ma la fotografia di Samy Inayeh è eccellente e contribuisce alla creazione di quell’oscura atmosfera carpenteriana di cui sopra, le performance sono ispirate e il montaggio affilato di Cam McLauchlin conferisce un buon ritmo alla trama caotica, ma straripante di simbologia.

Un film d’esordio di certo non perfetto, ma comunque godibile e che saprà scioccarvi in più di un’occasione. Se l’inferno esiste, dev’essere sicuramente popolato dagli orrori che incontrerete in The Void.

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