The Unwritten 4 – Leviatano: Recensione

Pubblicato il 8 Dicembre 2011 alle 07:12

Arriva il quarto volume del fantasy ‘letterario’ di Mike Carey e Peter Gross imperniato sulle vicissitudini di Tom Taylor che stavolta si trova coinvolto in un intrigo collegato al capolavoro di Herman Melville: ‘Moby Dick’!

The Unwritten – Leviatano

Autori: Mike Carey (testi), Peter Gross, Vince Locke (disegni)
Casa Editrice: Planeta De Agostini
Provenienza: USA
Prezzo: € 14,95, 16,8 x 25,7, pp. 136, col.
Data di pubblicazione: novembre 2001

Secondo gli studiosi di letteratura americana, il più grande romanzo ottocentesco scritto da un autore statunitense è ‘Moby Dick’. Il capolavoro di Herman Melville, sebbene a un livello superficiale sia considerato un libro per ragazzi, è una complessa e profonda riflessione su svariati aspetti dell’animo umano e le pulsioni del capitano Achab, ansioso di uccidere la balena bianca denominata Moby Dick, sono state viste come riuscite allegorie (e la stessa balena, in effetti, è una metafora).

Sul senso di tali allegorie e sul significato preciso di quella metafora, però, non tutti sono stati d’accordo e le interpretazioni si sono sprecate con dibattiti che continuano tutt’ora tra i cultori di Melville e i critici. Di ciò è consapevole l’inglese Mike Carey che con il suo The Unwritten, serial Vertigo che fa degli argomenti letterari la propria specificità, ha deciso di affrontare questa tematica, come si può scoprire leggendo il quarto tp da poco uscito che comprende i nn. 19-24 del comic-book originale.

Il fumetto è imperniato sulle bizzarre vicende di Tom Taylor, figlio di un famoso scrittore di libri per ragazzi che, per una serie di circostanze, finisce nel mirino di un misterioso gruppo di individui che da secoli sfrutta gli scrittori e, in generale, la letteratura per motivi ancora poco chiari. Come sanno i lettori dei precedenti volumi, l’enigmatica cerchia ha causato un sacco di guai al povero Tom e persino suo padre, uomo con tanti segreti da nascondere, è coinvolto nelle macchinazioni. Ad aiutare Tom ci sono Lizzie, una ragazza che sa molto più di quanto non dica, e il cinico Savoy.

Quest’ultimo, in particolare, dopo l’incontro con il terribile Ambrosio, rischia di diventare un vampiro. Come se ciò non bastasse, Tom, in compagnia di quest’ultimo e di Lizzie, giunge a Pittsfield, la città in cui Melville scrisse ‘Moby Dick’ e finisce nell’universo immaginifico dello scrittore, con tanto di capitano Achab e del giovane Ismael. E ovviamente non manca la balena bianca.

In effetti, considerando che The Unwritten è un’opera piena di citazioni, nonché una riuscita analisi post-moderna e borgesiana della fiction e delle sue problematiche, i riferimenti ai cetacei, sempre legati alla letteratura, in questa sequenza abbondano. Per esempio, appare Sinbad che, ne ‘Le Mille e Una Notte’ di Sir Richard Burton, giunse in un’isola che si rivelò poi essere, appunto, una balena. Si riscontrano echi della leggenda di Giona. Ci sono persino Pinocchio (che finì nel ventre di una balena) e il Barone di Munchausen che, guarda caso, narrò nella sua autobiografia strane vicende di balene.

E stavolta Carey si sbizzarrisce pure con le citazioni cinematografiche. Usa il cavallo Bucefalo, destriero del Barone, inventato da Terry Gilliam per il film ‘Le Avventure del Barone di Munchausen’; e il mostro di Frankenstein, creato da Mary Shelley ma reso famoso al cinema dal regista James Whale (da notare che ‘whale’ significa balena!). Inoltre, Carey si diverte con la tradizione poetica dei cosiddetti ‘limericks’, poesie umoristiche divulgate dall’inglese Edward Lear, con la consueta miscellanea di stili espressivi che sono il marchio di fabbrica di The Unwritten. E c’è un episodio ambientato nel mondo fiabesco di Willowbank che a tratti ricorda le atmosfere delle storie di Neil Gaiman.

Carey svolge quindi un buon lavoro e il penciler regolare del comic-book, Peter Gross, risulta efficace e funzionale, malgrado il suo tratto risulti di tanto in tanto meno rifinito del consueto; tuttavia, proprio il capitolo incentrato su Willowbank è pregevole dal punto di vista grafico poiché in questo caso Gross indulge in suggestivi esperimenti pittorici. Per giunta, le numerose sezioni flashback della story-line sono illustrate dal bravo Vince Locke. Nel complesso, quindi, questa quarta uscita di The Unwritten conferma l’impressione positiva che i primi tre volumi mi avevano suscitato.

Voto: 6

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