Il funzionario finanziario capo di Electronic Arts, Blake Jorgensen, ha spiegato nei dettagli le ragioni dietro la chiusura di Visceral Games, alle quali ha risposto Corey Barlog, il direttore del reboot di God of War in uscita il prossimo anno.

Durante una presentazione per gli investitori che ha avuto luogo durante la 21ª Conferenza Annuale sulla Tecnologia del Credit Suisse, tenutasi a Scottsdale, in Arizona, Blake Jorgensen, il funzionario finanziario capo di Electronic Arts, ha parlato della chiusura dello studio Visceral Games.

Jorgensen ha menzionato il fatto che lo studio si è ridotto nelle sue dimensioni nei passati 5 o 6 anni, e che era sotto di circa 80 sviluppatori. Il basso numero di developer è una delle ragioni per le quali è stato offerto un supporto a allo sviluppo della nuova avventura di azione ambientata nella Galassia di Star Wars da EA Vancouver e Motive a Montréal.

Con Star Wars: Battlefront II lo studio stava cercando di creare un gioco che potesse “davvero spingere il gameplay al livello successivo”, ma Electronic Arts ha continuato a rivederne i piani per lo sviluppo, che lo accomunavano a

un gioco molto più lineare, che alle persone non piace molto al giorno d’oggi come 5 o 10 anni fa.

Per questo, il publisher EA è giunto alla conclusione che probabilmente non sarebbero stati in grado di recuperare i costi per la creazione del gioco, per cui hanno preso la dura decisione di chiudere Visceral Games.

Al momento, si sta cercando di capire cosa fare con le parti del gioco che sono state già sviluppate, mentre al contempo EA ha affidato lo sviluppo di Star Wars: Battlefront II a uno studio diverso, che ha uno stile diverso, ma che potrebbe comunque scegliere di reimpiegare alcune parti del gioco già pronte per altri progetti.

Infine, si tratta ovviamente anche di una scelta economica, ma comunque una “grande parte” degli sviluppatori coinvolti è stata reimpiegata in altri giochi sempre all’interno di EA, poiché lo studio sta cercando di ” mantenerne quanti più possibile.

Jorgensen ha inoltre aggiunto che il publisher ha dovuto realizzare di dover

tagliare i ponti, quando capisci che non puoi ricavare davvero un sacco di soldi da qualcosa.

In risposta a queste affermazioni, il direttore del reboot di God of War, Corey Barlog, ha commentato le dichiarazioni della EA riguardo i videogiochi dal gameplay lineare, dimostrando che non tutti sono d’accordo con il punto di vista della compagnia.

Barlog ha risposto tramite un post sul suo profilo ufficiale su Twitter:

Il messaggio recita:

Dall’articolo sul dirigente EA che ha commentato il gioco Visceral – “Man mano che continuavamo a rivedere il gioco, continuava a sembrare un gioco molto più lineare [che] alle persone non piace così tanto al giorno d’oggi come 5 o 10 anni fa”, ha dichiarato Jorgensen – Oh, mio Dio, EA, è una assurdità totale!

I videogiochi della serie di God of War sono decisamente lineari, ma questo non ha certo impedito che avessero un successo enorme fra i fan, e anche il nuovo God of War non sembra essere differente dai suoi predecessori, in questo, per cui è ovvio che Barlog si sia schierato a difesa del genere.

Inoltre, sembra che EA e altri che la pensano come la compagnia si riferiscano alla parola “lineare” uasi come se fosse una parolaccia o un insulto, un punto di vista, questo, che non potrebbe essere più distante da quello di Corey Barlog, il cui God of War verrà pubblicato, in esclusiva per PS4, il prossimo anno.

Fonti: DS, CB.

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