Nella mente del serial killer…

Continua a pieno regime la proposta dell’interessantissimo catalogo Afteshock da parte della saldaPress con il primo volume di Second Sight un thriller dai toni horror firmato dal veterano David Hine (The Darkness, Daredevil, Batman) e illustrata dall’italiano Alberto Ponticelli (Blatta, Dial H, Frankestein Agent of SHADE).

Vent’anni fa Ray Pilgrim ha scoperto di riuscire a vedere nella mente degli assassini psicotici che terrorizzavano Londra diventando uno dei consulenti più preziosi di Scotland Yard ma quando ha provato ad entrare nella mente del Mietitore è stato trovato drogato e privo di conoscenza di fianco ad un corpo mutilato. Distrutto psicologicamente e scampato al carcere per un pelo Ray ora vende libri usati ma dovrà tornare ad usare la sua “seconda vista” quando sua figlia gli chiederà aiuto per smascherare un giro di prostituzione infantile che coinvolge gli uomini più potenti del Regno Unito.

David Hine ha bene in mente il tipo di storia che vuole raccontare un thriller intriso di sfumature horror e psichedeliche inserendosi così in quel solco molto britannico ed ottantiano iniziato sulla mitica rivista 2000 AD e poi arrivato anche negli USA soprattutto con i primi cicli di Hellblazer.

Pur mettendo subito in chiaro quelli che sono gli aspetti più horror della sua storia, Hine preferisce costruire il suo plot utilizzando maggiormente gli stilemi del thriller con la parte investigativa che rappresenta la spina dorsale del volume. Il protagonista viene così trascinato suo malgrado dalla figlia in questa investigazione mentre attraverso puntuali ed efficaci flashback riviviamo l’ascesa e la caduta di Ray come consulente della polizia vent’anni prima e le conseguenze psico-fisico che questo “dono” hanno avuto su di lui.

Mentre lo scrittore cerca di costruire il nucleo emozionale fra Ray e la figlia – cosa ha portato Ray a divorziare dalla moglie ed il difficile rapporto con la figlia – la parte horror e lisergica viene man mano ridotta la minimo consegnandoci così una storia molto plot-driven che però non riesce ad essere troppo efficace.

La buona costruzione del protagonista e del mistero sul quale indaga infatti viene smorzata da un climax tanto repentino quanto “definitivo” che sposta l’attenzione sulla figlia Toni e sui personaggi secondari facendo presagire nuovi sviluppi collegati al caso ma senza incuriosire abbastanza il lettore.

Tocca ad Alberto Ponticelli illustrare questa storia. Dotato di uno stile personale e molto vertighiano il disegnatore lombardo sempre un po’ frenato per gran parte della durata degli episodi sia da una costruzione della tavola abbastanza standard sia da un plot che spinge soprattutto sul versante procedural della storia, quando però si entra effettivamente nella mente dei serial killer o ci si affaccia nei trip acidi di Ray l’estro di Ponticelli emerge prepotente offrendoci davvero qualcosa di inusuale. Speriamo che nei volumi successivi il disegnatore abbia più spazio!

Cura carto-tecnica come sempre ottima da parte dell’editore emiliano con solidissimo brossurato con alette la cui carta leggermente porosa e meno patinata ben si adatta alle atmosfere della serie. Ottimi anche gli apparati redazionali e biografici, da segnalare solo qualche svista in fase di lettering.

Come accaduto per il fantascientifico Replica – la nostra recensione qui – anche Second Sight ha un tono ed un taglio decisamente british, questo primo arco narrativo pur solidissimo non impressiona ma farà sicuramente felici i fan del mitico Hellblazer targato Vertigo. 

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