Secondo Reporters Without Borders il Giappone sarebbe al 72°  posto per libertà di stampa. Prima di lui troviamo paesi come il Niger (61°), il Senegal (58°) e la Mauritania (55°). L’Italia si piazza invece al 52° posto della classifica.

Le Nazioni Unite bacchettano il Giappone! Il paese del sol levante infatti non spiccherebbe per libertà di stampa, e le sue leggi volte a limitare la diffusione di segreti di stato potrebbero ostacolare il lavoro dei giornalisti.

Per questo motivo, il Giappone è stato invitato a modificare l’articolo 4 che permette al governo nipponico di sospendere la diffusione di notizie considerate troppo scomode.

Già David Kaye, relatore speciale sulla promozione e la tutela del diritto alla libertà di opinione e di espressione, aveva attaccato il Giappone per la legge entrata in vigore nel 2014 chiamata 特定秘密の保護に関する法律 Tokutei Himitsu no Hogo ni kansuru Hōritsu. 

Secondo la legge, i funzionari pubblici che condividono segreti di stato potrebbero avere fino a 10 anni di carcere e tutti coloro che rivelano al pubblico tali segreti, compresi i giornalisti, potrebbero essere soggetti a pene detentive fino a cinque anni.

Oltre a questo le Nazioni Unite chiedono al Giappone – sotto pressione di Cina e Corea del Sud – di scusarsi e risarcire tutte le donne che sono state costrette in tempo di guerra a lavorare nei bordelli militari. 

Ovviamente, dall’Unione Europea è arrivata la richiesta di abolire la pena di morte e di continuare a sostenere le persone colpite dalla crisi nucleare di Fukushima.

Fonte: JT

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