Acciuffando i cattivi…

Dopo aver visto il meglio ed il peggio di The Flash con gli ultimi due episodi – la nostra recensione qui – questo When Harry meet Harry…, sesto episodio della stagione, era chiamato al banco di prova per testare il polso alla serie e capire se finalmente si era trovato un giusto equilibrio ed una direzione precisa.

When Harry meet Harry… si muove su due binari paralleli ma vicinissimi mentre il Team Flash cerca una soluzione per rintracciare il misterioso Devoe, Barry e Joe indagano su una misteriosa sequenza di omicidi che li porterà quasi immediatamente sulle tracce di uno dei restanti passeggeri divenuti meta del famigerato bus.

Sgombriamo subito il campo da qualsiasi dubbio perché questo episodio è senz’altro un esperimento degli showrunner: come sarebbe The Flash se la sua parte umoristica sarebbe preponderante?

Sospendiamo un attimo il giudizio su questa domanda per invece evidenziare come questo aspetto viene portato avanti nell’episodio e soprattutto se il plot saprà essere una miscela godibile.

Da un lato la ricerca di Devoe procede con l’ausilio di… Harrison Wells! Lo scienziato infatti deciderà di reclutare una serie di suoi omologhi provenienti da altri universi in una specie di “consiglio dei Wells” il tutto evidenzia il talento trasformista dell’attore Tom Cavanagh ma nulla più: seppur alla fine dell’episodio la squadra riuscirà ad avere l’indirizzo del probabile Devoe, i Wells sono semplici macchiette non essendoci infatti reale interazioni con i membri del team – solo con Cisco ma superficialmente – né tanto meno con il Wells “originale”.

Barry intanto si mette sulle tracce dell’autore dei misteriosi omicidi. Il villain della settimana è debole – e non si salva neanche il riferimento ad uno dei personaggi più oscuro del DCU fumettistico – non offrendo né una minaccia reale per gli eroi né offrendo spunti di particolare interesse dimostrando ancora una volta che la formuala “cattivo della settimana” è funzionale solo se il villain viene reso interessante o quantomeno utile ai fini della macro trama che si vuole portare avanti.

L’episodio allora offre i suoi momenti migliori nell’interazione fra Barry e Ralph: non solo i due attori mostrano una invidibile chimica ma riescono in maniera efficace a passare da momenti più leggeri a quelli più introspettivi in maniera organica e molto naturale.

In questo Barry funge molto bene da mentore spiegando al nuovo alleato come il percorso dell’eroe sia tutt’altro che semplice mentre il climax dell’episodio, con la scena d’azione ambientata nel museo, mostra ancora una volta la bontà dell’aggiunta dell’eroe allungabile in una ingenuità tutta Silver Age che ben si adatta allo show.

Ecco quindi la risposta alla domanda posta all’inizio della recensione: se c’è un merito di When Harry meet Harry… è quello di cercare di far virare lo show completamente su lidi prettamente umoristici peccato però che l’esecuzione sia goffa e a tratti troppo sboccata – ed in questo bisognerebbe un po’ correggere il personaggio di Ralph se non altro per non farlo diventare petulante e scontato.

E’ facile suscitare ilarità ma saper far ridere davvero è un’arte tutta particolare che qui non c’è. Per il resto l’episodio è un semplice riempitivo che non riesce neanche a raggiungere la sufficienza soprattutto perché non fa progredire la macro trama della stagione in alcun modo.

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