Tite Kubo sarebbe dovuto essere qui in Italia per il Lucca Comics & Games 2017, ma è rimasto in patria per pensare alla sua attuale condizione di salute precaria e nel frattempo si racconta in un’intervista

Durante la serata giapponese del recente sabato, Tite Kubo ha tenuto un’intervista per TBS radio (in occasione della collaborazione dei 50 anni di Weekly Shonen Jump) nella quale ha parlato della sua vita privata attuale, della realizzazione di voler intraprendere la carriera da mangaka, dei primi approcci con la matita e i suoi ultimi 15 anni nei quali ha raggiunto la vetta del successo internazionale con Bleach, il manga scritto e disegnato dal 2001 al 2016 su Weekly Shonen Jump.

Prima di procedere, ecco una foto dell’autore nel corso dell’intervista di sabato. Nella seconda foto lo si nota chiaramente non al meglio della salute:

https://twitter.com/JamesHanson94/status/926897030936629249

Nel corso dell’intervista, gentilmente seguita e tradotta in inglese dall’utente di Twitter Sakaki, nonostante l’evidente riservatezza che i mangaka condividono, ha parlato del suo debutto su Weekly Shonen Jump accaduto nel 1996. L’autore ha svelato che negli ultimi anni ’90 era molto difficile, rispetto ad oggi, che un esordiente riuscisse immediatamente ad essere notato e ad ottenere la considerazione che magari avrebbe meritato in quanto le opere dei veterani occupavano lo spazio principale della rivista. Pertanto il sistema dei voti e del feedback dei lettori era diretto ai manga di successo.

In concomitanza con questi dettagli, Kubo ha svelato un retroscena con Eiichiro Oda, il grande autore che ancora oggi costruisce record con il suo One Piece, dichiarando che hanno debuttato insieme in un numero speciale di Shonen Jump del 1996 con un episodio autoconclusivo. In quella rivista ci sarebbe stata una selezione, a seguito di un contest per emergenti, e Oda, con Romance Dawn, arrivò terzo mentre Kubo quarto nel sondaggio delle opere popolari secondo i lettori. Scherzosamente e con ironia, Kubo ha svelato che per quella sconfitta, da quel momento, ha odiato Eiichiro Oda.

https://twitter.com/JamesHanson94/status/926906176889131008

Durante la serializzazione di Bleach Tite Kubo, mentre disegnava, pensava già a programmare e a come procedere nel capitolo della settimana successiva e, con questo modus operandi, riusciva a tenere sempre il passo e ad organizzare il tempo senza sprecarne più di quello previsto.

Kubo ha anche avuto modo di parlare del finale del manga, arrivato lo scorso anno col capitolo 686 e col volume 74, e ha dichiarato che avrebbe sempre disegnato Bleach fino a raggiungere la fine che desiderava lui e ci sono stati anche momenti in cui avrebbe voluto concluderlo prematuramente a causa della sua salute sempre più cagionevole.

E nonostante la salute, per sua scelta personale e non per direttive da parte di Jump, Kubo ha disegnato Bleach fino a che non ha raggiunto la conclusione che lo soddisfacesse, ovvero con la nuova generazione che prende il posto dei personaggi principali (cosa che è realmente accaduta).

Tuttavia, la prima cosa che ha realizzato quando ha concluso il manga è percepire tanta stanchezza.

E non è finita qui. Un altro tassello importante quando si tratta di Bleach è la corrispettiva serie animata che, attualmente ferma dal 2012, non ha mai trasposto completamente l’opera di Kubo come in realtà meriterebbe. Non dimentichiamo che è stata un’opera fondamentale di Jump e, secondo le parole dell’autore nell’intervista, possiamo comprendere come mai sia ancora ferma.

L’autore ha dichiarato che quando ha saputo che Bleach avrebbe ottenuto una trasposizione animata ha reagito con sorpresa perchè non pensava di impiegarci tre anni di serializzazione (in genere un’opera di Weekly Shonen Jump famosa dopo un anno e mezzo/due è già trasposta in anime). La serie animata, prodotta da Studio Pierrot, tendeva a modificare la sceneggiatura rispetto a quella del manga originale e Kubo non era entusiasta di questo, tanto che, secondo quanto dichiarato dall’autore, gli portava frustrazione e fastidio anche a livello fisico.

Kubo si arrabbiava per la cattiva trasposizione, senza però specificare in quali situazioni, pertanto chiese di poter supervisionare e controllare di persona la sceneggiatura dell’anime così da poter apportare correzioni dal momento che il franchise portava il suo nome e l’anime doveva riflettere i suoi capitoli.

Puntualizziamo che Kubo, anche se non provava pressioni, pensava all’anime quando serializzava il manga settimanalmente (nessun’altro lo fa). Un lavoro assurdo per l’autore che avrebbe meritato più rispetto nella trasposizione animata.

Infine, l’autore ha dichiarato che al momento sta pensando a rimettere in sesto la sua salute (e lo si vede in foto che non versa nel migliore dei modi), perciò non sta lavorando a nulla.

In Italia è disponibile per l’acquisto l’ultimo volume del manga di Bleach, il numero 74.

Tite Kubo ha lanciato Bleach nel 2001 su Weekly Shonen Jump (Shueisha) e si è concluso il 22 Agosto 2016. Il manga ha collezionato 686 capitoli i quali sono stati raccolti in 74 tankobon. Inoltre, il manga ha ispirato una serie animata trasmessa su TV Tokyo, romanzi, videogiochi, speciali animati, lungometraggi, merchandising e anche un film in live-action il quale arriverà nel corso dell’estate del 2018. Cliccate qui per il primo teaser.

E’ in corso la pubblicazione di una serie di novel basata sul franchise, intitolata “Bleach: Can’t Fear Your Own World“. La serie è scritta da Ryohgo Narita ed illustrata da Tite Kubo stesso (qui i dettagli).

In Italia invece, il manga è edito da Planet Manga (Panini Comics) e l’ultimo volume è disponibile dal 2 novembre.

Fonti: Twitter – Twitter

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