A Lucca Comics & Games 2017 è stata presentata in anteprima la nuova serie Nat Geo The Long Road Home, dramma bellico in otto episodi creato da Mikko Alanne e con protagonista Michael Kelly, E.J. Bonilla, Kate Bosworth e Sarah Wayne Callies.

Proprio mentre in questi giorni al Festival del Cinema di Roma viene proiettato il nuovo film di Richard Linklater, Last Flag Flying, la guerra in Iraq viene rievocata anche a Lucca Comics con The Long Road Home, la nuova serie bellica che andrà in onda su National Geographic dal 14 novembre.

Basato sul libro di Martha Raddatz, inviata di ABC News, la serie racconta di un’imboscata subita il 4 aprile 2004 da un plotone statunitense nella città di Sadr. Quel giorno, che sarebbe passato alla storia come Domenica Nera, nove soldati americani avrebbero perso la vita e la conta dei feriti sarebbe arrivata a sessantacinque.

A fare da contraltare drammatico la storia delle famiglie di quei soldati, che nella base militare di Fort Hood, Texas, attendono notizie sulle condizioni dei mariti, fratelli, figli dislocati in Medio Oriente, temendo il momento in cui un humvee parcheggi davanti all’uscio di casa e tre uomini in uniforme ne scendano per comunicare loro la terribile notizia.

Si potrebbe pensare di aver già visto e sentito queste storie tantissime volte al cinema o in televisione, e probabilmente è così, ma la serie creata da Mikko Alanne può quanto meno vantare uno spiccato e drammatico realismo nel raccontare le vite di questi personaggi: di conseguenza vi affezionerete a tutti loro e per tutti loro farete il tifo, sperando che riescano a tornare a casa dai propri cari.

Nonostante la serie si sviluppi nell’arco di una giornata, l’espediente dei flashback viene incontro alla narrazione e, un po’ come accadeva in Lost, ciascun episodio sarà dedicato ad un determinato personaggio (il quale darà anche il titolo a quella specifica puntata)Verrà quindi stabilito da dove quel personaggi arrivi, quale sia la sua storia, cosa abbia lasciato a casa e cosa quindi lo attenda al ritorno.

The Long Road Home non è la tipica serie bellica perché è basata sul racconto di soldati veri, di persone vere, che quel giorno davvero si sono ritrovati assediati e che davvero sono sopravvissuti all’assalto nemico: in questo senso la sceneggiatura cerca sempre di schivare gli schemi del war-movie basandosi piuttosto sulle decisioni prese da quelle determinate persone in quelle determinate (e terribili) situazioni; la conoscenza enciclopedica del cinema bellico non ci sarà di alcuna utilità nel cercare di prevedere le svolte narrative, perché qui ci troviamo di fronte a fatti reali e la realtà non sempre segue le logiche di una sceneggiatura.

C’è nobiltà d’animo, c’è ansia, ci sono coraggio, amore, dramma, gioia. E c’è anche tanta azione, ben diretta e messa in scena più che dignitosamente: magari non stabilisce un proprio linguaggio e nel ricreare la battaglia urbana in Medio Oriente si limita più che volentieri a copiare quello già usato e visto tantissime altre volte (da Black Hawk Down in avanti), ma che comunque funziona ancora.

Se cercate un dramma bellico solido e coinvolgente, questa è la serie che fa per voi.

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