La storia dei paperi in un futuro apocalittico.

Durante la prima giornata del Lucca Comics & Games è stata presentato il nuovo ciclo di storie che è iniziato con il numero di “Topolino” di questa settimana. Si intitola La storia e gloria della dinastia dei Paperi ed è firmata da Alessandro Sisti e Claudio Sciarrone. La saga è ambientata nel futuro, con balzi temporali a distanza di 100 anni tra gli episodi. Ritroviamo i paperi nel 2117, nel 2217 e così via, per sei episodi totali e una lunghezza complessiva di 194 pagine.

Ambientato in tante Paperopoli future, La nuova storia e gloria della dinastia dei Paperi si discosta completamente da quella di Guido Martina, scritta negli anni Settanta. Le ambientazioni e l’architettura della città sono leggermente ispirate ad alcun videogiochi. Anche i vestiti ricordano alcuni videogames, ovviamente sempre diversi per ogni epoca storica affrontata. Il disegnatore Claudio Sciarrone ha affermato di non volersi discostare troppo nella creazione degli outfit e ha voluto mantenere una forma realistica e caratterizzante dei personaggi.

Perchè far partire la storia nel futuro e non nel passato, come la Storia e Gloria della Dinastia dei Paperi di Guido Martina? Nel 1970 Martina ha fatto una saga partendo da una storia di attualità, iniziando con il famoso evento dello sbarco sulla Luna, avvenuto l’anno prima. Al giorno d’oggi una storia basata sull’attualità deve essere ambientata nella settimana stessa dell’avvenimento per essere interessante. Ambientandola nel futuro, c’è il rischio che un evento ritenuto importante possa cadere nel dimenticatoio e non essere più riconoscibile negli anni a venire.

Una novità è quella dei nomi dei paperi, che si evolvono in futuro così come la lingua italiana. Troveremo i personaggi con nuovi tutti nuovi, derivanti soprattutto dal trend internettiano nell’uso di abbreviazioni, come ad esempio Z. de Pap. Le evoluzioni si trovano anche sotto il punto di vista “scientifico”: lungo il corso della storia, Paperone non avrà più i suoi caratteristici occhiali tondi. Sciarrone argomenta la sua scelta grafica in quanto nel futuro la chirurgia sarà abbastanza evoluta da permettergli di avere una vista perfetta e non utilizzare più le lenti.

Paperopoli si sposta nello spazio, sull’acqua, mantenendo sempre il deposito di Zio Paperone come punto saldo nella narrazione, nonostante questo cambi a seconda dei momenti storici. I vestiti sono tutti differenti tra le epoche storiche, con una difficoltà di creazione degli outfit dei personaggi sempre diversi l’uno dall’altro.

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