WWE 2K18 | Recensione PS4

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Disponibile da questa settimana il nuovo simulatore di wrestling WWE, WWE 2K18. Quest’anno è quello giusto per accontentare tutti gli appassionati e mettere a tacere le critiche? Scopriamolo in questa recensione.

Anno nuovo, nuovo videogioco WWE. Prodotto da Yuke’s e Visual Concepts e distribuito in tutto il mondo da 2K Sports, il wrestling WWE dei McMahon abbandona per un attimo la vita reale per approdare con WWE 2K18 per le console domestiche di ultima generazione di PlayStation 4, Xbox One e anche su Nintendo Switch (anche se la pubblicazione è prevista più tardi nel corso di questo autunno rispetto alla schedule regolare).

Compra WWE 2K18 (PlayStation 4, Xbox One, Nintendo Switch).

La domanda è d’obbligo dal momento che il titolo è stato pubblicato sugli scaffali: WWE 2K18 è la stessa solfa di WWE 2K17, di WWE 2K16 e così via? L’ipocrisia vuole un bel no, pertanto c’è da essere realisti e franchi fin dall’inizio per non crollare in false considerazioni e incongruenze nel corso di tale recensione. WWE 2K18 è in parte tutto ciò che abbiamo già visto lo scorso anno, ma, d’altro canto, ci sono delle novità, dettagli, implementazioni e meccaniche di gioco che rendono il nuovo simulatore un acquisto che potrebbe far cambiare idea agli ormai senza speranza appassionati del wrestling che desiderano un videogioco come si deve.

Il grido di battaglia di WWE 2K18 è “sii unico” o “sii come nessun’altro”, dipende dai punti di vista, e parzialmente è chiaro che le Software House impegnate nello sviluppo abbiano raggiunto questo obiettivo. Un obiettivo coltivato per tanto tempo e che aspira a vedere la luce con il progetto annuale che presenta in copertina Seth Rollins e non una leggenda della WWE o un part-timer che ogni qualvolta decide di presentarsi al pubblico riesce ad ottenere grandissime approvazioni e laute entrate sul suo conto corrente.

Quest’anno è Seth Rollins la star in copertina: l’attuale campione di coppia di Raw con Dean Ambrose e membro attivo dello Shield. La scelta della Superstar non sembra neanche tanto casuale in quanto Rollins è il wrestler di questa generazione, un atleta giovane, ricco di vita, che si esibisce ogni settimana e che sicuramente è il pupillo di migliaia e migliaia di altri giovani ispirati. La scelta del “Kingslayer” è un grido al mondo che punta al rinnovamento con la forza della giovinezza che più che mai è forte e prosperoso e, appunto, ad essere unico. Pertanto, la scelta dell’atleta in copertina è senz’altro una strategia importante affinché il target si senta come integrato, anche se non appare in tale contesto.

In altre parole, se in copertina ci fosse The Rock, magari non tutti si sentirebbero chiamati in causa nel videogioco perchè non tutti seguono la WWE da sempre e, quando The Rock era al picco della fama sul ring, questi videogiochi non esistevano. Invece, con Seth Rollins siamo nell’era della digitalizzazione e dei social media. Ecco perchè tutti, anche chi da poco ha cominciato a seguire le vicende del wrestling dei McMahon, si sente dentro in quella copertina.

Ma adesso è il momento di parlare dell’aspetto tecnico del videogioco. Come anticipato, WWE 2K18 dal punto di vista del gameplay non ha subito tantissime variazioni, tanto che, anche se molto più realistico e meno trascinato dalla robotica dell’intelligenza artificiale grazie al motore grafico nuovo di zecca, talvolta dimostra le cattive abitudini degli scorsi anni a causa dei frequenti glitch e delle transazioni meccaniche che non fanno illuminare gli occhi agli utenti.

Le botte sono senz’altro reali tanto da dimenticare che stiamo guidando uno spettacolo. Dalle opzioni è possibile selezionare la violenza con l’inclusione del sangue, un elemento che da sempre è importante nelle scene della WWE. In più, oltre al classico moveset che è praticamente minuzioso alla realtà, da quest’anno sono introdotte nuove prese e di trasporto dell’avversario

Tuttavia il nuovo motore grafico rende i match e il videogioco in toto talmente realistico e autentico che pare di assistere ad uno show WWE. Lo spettacolo WWE prende vita sul serio ed è così vasto e variegato che ci permette di essere dei booker in tutto e per tutto e di subire la tremenda percezione dell’imbarazzo della scelta. Non a caso, WWE 2K18 si presenta con un roster enorme, il più grande di sempre, compreso di atleti attuali, di Raw, SmackDown, NXT, di leggende, Hall of Famer e addirittura di atleti che oggi non ci sono più (sia perchè non sotto contratto, sia perchè sono deceduti).

Gli atleti sono, dal punto di vista facciale, fisico e di movimento, molto più vicini alla realtà di sempre. Le tecnologie del Motion Capture hanno sicuramente svolto un ottimo lavoro, anche se talvolta le animazioni non sono sempre cristalline e non danno giustizia alla nuova generazione di console.

Ad ogni modo, il magnifico ed esteso roster si unisce alle tante modalità di match a cui è possibile attingere: dai Steel Cage Match, Last Man Standing Match, Tag Team Match, Fatal 4-Way Match, Battle Royal, Match da svolgersi esclusivamente nei meandri dell’enorme backstage, ai Tag Team Match a 8 uomini (incluso da quest’anno) e così via. Le opzioni di esibizione permette anche di selezionare arene e Pay-Per-View, come la mitica WrestleMania, ad esempio.

Passando alle modalità di gioco, WWE 2K18 ripropone, oltre alle esibizioni classiche, la modalità “Il Mio Giocatore” nella quale è concesso creare il nostro wrestler personalizzato da cima a fondo così da cominciare il viaggio verso la gloria e il successo nel wrestling dei McMahon. L’obiettivo è raggiungere la scena titolata e vincerla mentre le tante ed imprevedibili rivalità con gli atleti reali faranno si che ciò non accada. La modalità permette, dunque, di immaginare se stessi contro il reale universo WWE, interagire con le Superstar, parlarci, lottarci e stabilire alleanze.

E’ presente anche la modalità “Universe” con la quale l’utente sarà catapultato negli show WWE veri e propri. Infatti, il calendario ricorderà che ogni settimana ci sono gli show di Raw, SmackDown LIVE, Nxt e saltuariamente anche i classici Pay-Per-View. Ogni show si riflette a quello reale permettendo di prendere parte, o di simulare, i match maschili, femminili, tag team, match titolati, di eseguire promo e tanto altro. La modalità permette anche di creare rivalità e di gestire al meglio gli show, come un vero e proprio booker. In altre parole, come la modalità campionato nel titolo calcistico Fifa.

Ovviamente, la modalità online ritorna e introduce la “Road to Glory” grazie alla quale l’utente può migliore e giocare con tutto il mondo. Tuttavia, anche in questo caso, i vari problemi legati al multiplayer ritornano e la pazienza è duramente messa alla prova.

Rispetto all’edizione precedente, la modalità creazione è molto più articolata e ricca di variabilità, e l’utente può creare arene, atleti, video e match attraverso la nuova “suite” più dettagliata.

Per quanto riguarda il sonoro, il commento, anche questa volta rinnovato, che presenta Michael Cole, Corey Graves e Byron Saxton, non coinvolge abbastanza, sembra distante dal match e talvolta si ammutolisce lasciando spazio solo alle botte e al pubblico. Sicuramente è l’aspetto più scadente del videogioco. D’altronde la colonna sonora, supervisionata direttamente da The Rock (Dwayne Johnson) è ottima e fa sempre compagnia all’utente prima di cominciare il combattimento. E’ definibile come la più elettrizzate di sempre ed include brani famosi di artisti della scena internazionale come Kanye West, Bruno Mars, Disturbed e così via.

Dopo aver analizzato in maniera esaustiva il videogioco, WWE 2K18 è il videogioco che tenta la svolta e, anche se include modalità già introdotte gli scorsi anni, prova più che altro ad ampliarle e a renderle tanto vaste e variegate per far in modo che l’utente non perda la grinta di cimentarsi sui contenuti di gioco. I problemi tecnici e di gameplay ci sono e sono chiari quando il match ha inizio, ma il nuovo motore grafico svolge il suo onesto lavoro di offrire il massimo all’utenza che non vede l’ora di avere tra le mani il simulatore definitivo.

Sicuramente c’è da lavorare ancora. Il roster, le scelte di creazione e le possibilità di gioco sono vastissime, ma il critico arriva sul più bello: quando il match prende vita. Non fraintendete, il gameplay ha subito migliorie e il realismo non è messo in discussione, ma ci sono ancora ampi margini di miglioramento.

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