“La mente prevale sulla materia”.

Dopo aver stabilito il nuovo status quo dei personaggi, ed esplorato le conseguenze dell’ultima puntata della seconda stagione, con la season premiere – la nostra recensione qui – con questo secondo episodio la direzione intrapresa dagli sceneggiatori per Supergirl sembra delinearsi meglio e le trame iniziano a prendere corpo in maniera più convincente rispetto alla scorsa settimana.

Triggers ha come filo conduttore la comparsa a National City di una nuova villain Psi – interpretata da Yael Grobglas già vista in Jane the Virgin – la quale, come suggerisce il nome, utilizza dei poteri psionici per compiere una serie di rapine. Nel frattempo c’è aria di cambiamento in città: Lena Luthor che ha acquistato la CatCo. decide di dirigere la compagnia sul posto generando i malumori di James Olsen, mentre seguiamo il personaggio di Sam e sua figlia Ruby dopo lo strano episodio che aveva coinvolto proprio la donna durante l’attacco al molo di National City durante la cerimonia che svelava la statua in onore di Supergirl.

Il ritmo dell’episodio è cadenzato e dettato da una serie di dicotomie che esaltano le prestazioni di Melissa Benoist – sia nei panni di Supergirl che in quelli di Kara Danvers – Odette Annabelle (Sam) e Katie McGrath (Lena) offrendo un punto di vista sicuramente più convincente sia sulla stessa Supergirl, una inedita prospettiva su Lena e l’inizio di un percorso interessante per Sam.

 

Se la scorsa settimana avevamo evidenziato la pochezza dei villain, questa settimana Psi compie un discreto lavoro. Attenzione il villain di per sé è abbastanza scontato con un set di poteri tutto sommato comune e scarsamente approfondito ma svolge benissimo il compito di “sgambettare” Supergirl sul piano psicologico più che fisico. Psi infatti utilizza i suoi poteri facendo leva sulle paure dei suoi bersagli, Supergirl è così scossa non solo dal rivivere la sua fuga da Krypton morente – fuga che a differenza di suo cugino ha vissuto in maniera cosciente essendo adolescente – ma anche l’aver consegnato Mon-El allo spazio profondo pur di salvarlo ma senza di fatto sapere nulla del suo destino.

Se la Benoist riesce benissimo a rendere l’idea di un personaggio che sta attingendo a tutta la sua forza di volontà per non cedere allo sconforto, gli sceneggiatori riescono, sfruttando un villain semplice, a rendere più efficace il conflitto interiore del personaggio e soprattutto a non renderlo melenso e scontato.

Se Supergirl ha il suo bel da fare anche Kara deve gestire nuove pressioni: Lena ha deciso di dirigere in prima persona la CatCo. Questa decisione getta benzina sul fuoco dello scontro che inevitabilmente dovrà avvenire fra le due e legato alla risoluzione dell’invasione daxamita e della partenza di Mon-El; per il momento lo scontro si “riduce” alle nuove dinamiche che le due dovranno adottare sul posto di lavoro: Kara infatti dovrà gestire la sua doppia identità – tema già utilizzato nella serie – mentre Lena mostra un inedito polso nel rimproverare l’amica che ora è anche diventata una dipendente.

Con l’ingresso di Lena alla CatCo. si rinfrescano anche le dinamiche “da ufficio” – aspetto che nella passata stagione aveva perso di mordente con l’abbandono di Cat Grant/Calista Flockhart da series regular – con un James Olsen che si sente in qualche modo “retrocesso” dopo aver gestito la compagnia per un anno. Di positivo c’è anche da dire che proprio Olsen – interpretato da Mehcad Brooks – dimostra un’ottima alchimia nell’incontro/scontro con Lena che fa ben sperare in un ruolo più maturo per il personaggio e l’abbandono definitivo dell’identità di Guardian che non aveva mai convinto.

Il personaggio che però gli sceneggiatori stanno curando davvero bene è quello di Sam – che sappiamo già da mesi si trasformerà nella villain Reign – quello che è interessante è il percorso preso per la trasformazione: l’attrice Odette Annabel infatti sta facendo di tutto per far sì che i telespettatori si affezionino al personaggio della mamma single che farebbe di tutto per la figlia adolescente in cui però si sta lentamente insinuando il dubbio che forse qualcosa di . Gli sceneggiatori poi riescono a far convergere le strade di Sam, Kara e Lena in maniera organica e senza particolari forzature narrative. Per i più addentrati nel mondo della DC Comics il percorso di Sam ricorda vagamente quello di Graves nemico della Justice League del secondo story-arc dell’era New 52 intitolato appunto The Villain’s Journey, vedremo se finalmente Supergirl riuscirà a costruire un villain davvero credibile.

Sulla sfondo ancora Alex e Maggie: la loro storyline legata al matrimonio sta perdendo di freschezza. Sappiamo che l’attrice Floriana Lima (Maggie Sawyer) non è più series regular speriamo quindi che gli sceneggiatori giugano più velocemente possibile ad una risoluzione appropriata per la loro relazione.

Se alla fine dell’episodio Psi verrà sconfitta grazie alla mera forza di volontà che Supergirl riuscirà a dimostrare, il cliffhanger finale fa presagire una missione su Marte per J’onn J’onnz e quindi per la nostra protagonista.

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