Demonic | Recensione in anteprima

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Che cos’è Demonic? Un incrocio tra Invincible, Outcast e Wolfman, tre delle creature di Robert Kirkman riunite in una storia di demoni, vendicatori mascherati e problemi famigliari a tinte horror spaltter.

Robert Kirkman c’ha preso gusto coi demoni. Tra le ultime storie sfornate da Skybound – l’etichetta di Kirkman legata a Image Comics  e appena stampata in Italia da SaldaPress c’è Demonic, una combinazione di alcuni dei più importanti fumetti realizzati dallo sceneggiatore del Kentucky, ovvero Outcast, Invincible e Wolfman.

Diciamo prima di tutto che a Kirkman – che sarà ospite dell’edizione di quest’anno del Lucca Comics & Games – è molto cara la tematica famigliare: anche in Demonic il protagonista della storia è un padre di famiglia con un figlio (in questo caso figlia), che deve gestire un potere (o una maledizione) che rende difficile il rapporto con la famiglia stessa. Sotto questo punto di vista il canovaccio è praticamente lo stesso di Wolfman (che abbiamo recensito qualche tempo fa).

La storia racconta di Scott Graves, un agente di polizia, perseguitato da un demone femminile chiamato Aeshma, che gli chiederà un tributo di sangue in cambio della salvezza della sua famiglia. Scott si trasformerà così in un demone mascherato, dotato di guanti dalle lame affilate (un misto tra Spawn e Freddy Krueger) che si aggirerà in una New York notturna uccidendo delinquenti, uomini corrotti e persone “meritevoli” di trovare la morte (in pieno stile Death Note insomma).

Alle vicende di Scott Graves e del demone mascherato da lui impersonato è legato anche il culto di una sette chiamata Novo, legata a stretto filo con le vicende di vari personaggi, ed in grado di riservare non pochi colpi di scena.

La sceneggiatura del volume è di Christopher Sebela, ma c’è da dire che la mano di Kirkman, oltre che nel soggetto, si vede tutta anche scorrendo le singole pagine. A partire dalle classiche vignette in dettaglio che sono una cifra stilistica e narrativa di Outcast, e che in Demonic svolgono la stessa funzione.

Inoltre i disegni di Niko Walter si caratterizzano per una ricerca di stile che spesso va a rifarsi alla pop art, tanto da richiamare alcune scelte stilistiche che ricordano lo sperimentalismo del Nick Fury di Jim Steranko. Sotto questo punto di vista alcune pagine dimostrano un gusto ed un’attenzione estetica davvero fine, basti notare l’effetto manifesto cinematografico della splash-page di pagina 22, che sovrappone più immagini non chiudendole all’interno della gabbia delle vignette, e creando a livello visivo una sequenza davvero godibile.

I colori di Dan Brown fortemente espressionisti, scelgono una linea cromatica prevalente che tende a dare l’umore dell’intera scena rappresentata, o si soffermano a enfatizzare alcuni dettagli con una colorazione particolare che ne dà maggiore risalto.

Demonic è poi una storia dal sapore anni ’90, un periodo nel quale, soprattutto a livello cinematografico, l’horror e le atmosfere cupe si contaminavano spesso con altri generi, creando film di medio budget capaci di diventare dei veri e propri cult: come ad esempio Il Corvo (tratto dal capolavoro fumettistico di James O’Barr).

Ecco, Demonic ricorda un po’ quel tipo di pellicole, e non è escluso che possa prima o poi diventare materiale cinematografico o per una serie tv, partite con un budget e con ambizioni risicate ma capaci di affermarsi nel tempo.

Certo, Demonic non ha la potenza narrativa di un cult, ma è una storia solida, godibile, e con un demone mascherato davvero ben stilizzato, inserito all’interno di una trama horror splatter che troverà sicuramente una cerchia di appassionati in grado di apprezzarla. E poi quando c’è Robert Kirkman di mezzo qualsiasi progetto è in grado di trasformarsi in oro.

 

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