Marvel: parlano gli autori dei romanzi su Black Panther e Miles Morale – NYCC 2017

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I romanzieri Jason Reynolds e Ronald L. Smith hanno incontrato i fan per parlare della nuova linea di romanzi Marvel.

Nel corso della notte, durante il New York Comi Con 2017, si è tenuto il panel dedicato all’etichetta Marvel Press, branca della Casa delle Idee dedicata alla produzione dei romanzi con protagonisti i suoi famosi personaggi. In particolare sono intervenuti Jason ReynoldsRonald L. Smith, rispettivamente autori di Miles Morales: Spider-ManBlack Panther: The Young Prince. Il primo è già disponibile nelle librerie americane, mentre quello dedicato alla giovinezza del principe del Wakanda arriverà molto presto.

A proposito del suo lavoro su Miles Morales, Reynolds ha dichiarato che uno dei motivi che lo hanno spinto a scrivere il racconto è stato proprio il fatto che Miles fosse, in un certo senso, un “ragazzo a rischio”, mezzo afroamericano e mezzo portoricano. Lo scrittore ci ha tenuto a soffermarsi sull’importanza dell’imparare a individuare le situazioni pericolose, paragonando questa capacità al senso di ragno di Miles per poi proseguire nei paragoni ritrovando nel suo potere mimetico una sorta di richiamo al “code switching”, una peculiarità delle persone che parlano nativamente più lingue o dialetti e che passano da uno all’altro in una naturale alternanza linguistica.

Jason Reynolds, autore di Miles Morales: Spider-Man

Reynolds ha inoltre sottolineato il suo approccio originale al personaggio, ribadendo come abbia voluto distaccarsi dalle precedenti caratterizzazioni fumettistiche per meglio concentrarsi sui motivi per cui Miles combatte il crimine, sul modo in cui lo fa e su come la sua personalità influenzi il suo essere un supereroe.

E’ una storia su un ragazzo che si da il caso sia un supereroe.

ha dichiarato durante il panel.

Anche Smith ci ha tenuto a dire la sua su Miles, partendo dal fatto che anche lui sia vissuto a Brooklyn come il nostro giovane Spider-Man, e come questo popolare quartiere sia a tutti gli effetti un vero e proprio personaggio con cui Miles si trova a interagire.

Passando invece al romanzo di prossima uscita dedicato a T’Challa, Ronald L. Smith è partito parlando delle differenze che intercorrono tra il medium romanzo e il medium fumetto, affermando che il primo gli ha dato modo di approfondire maggiormente il personaggio di T’Challa, tanto da volersi concentrare sullo shock culturale che il giovane principe dovette affrontare durante il suo primo viaggio dal Wakanda agli Stati Uniti.

Ronald L. Smith, autore di Black Panther: The Young Prince

Fondamentalmente la storia che Smith aveva in mente per Black Panther era quella di una persona che si trova in una posizione privilegiata e che improvvisamente comprende cosa voglia dire essere una persona comune.

A tal proposito entrambi gli autori si sono trovati a parlare del potenziale narrativo delle storie di supereroi come mezzo per trattare temi di grande impatto sociale sdrammatizzandoli, come ad esempio la brutalità della polizia. Infatti non è casuale il fatto che Black Panther sia ambientato a Chicago, scelta proprio per affrontare alcuni di questi temi senza che diventassero i veri protagonisti del romanzo.

A conclusione dell’incontro, probabilmente anche per alleggerire un po’ l’atmosfera che si è creata visti i temi trattati dai due scrittori, entrambi hanno virato su alcune battute. Reynolds ad esempio vorrebbe avere i poteri di Miles Morales per poter giocare nella NBA, mentre Smith in una rissa vorrebbe avere Hulk al suo fianco (mica scemo, vero?).

Per concludere, piccola parentesi cinematografica. Smith ha ammesso di aver avuto le lacrime agli occhi durante la proiezione del trailer di Black Panther, mentre Reynolds ha detto che gli piacerebbe scrivere una sceneggiatura per un ipotetico film su Miles Morale: Spider-Man.

Fonte: Newsarama.

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