Viareggio, una strage annunciata nuova proposta Beccogiallo

Pubblicato il 16 Novembre 2011 alle 10:57

Da qualche giorno disponibile in tutte le librerie e fumetterie italiane “Viareggio, una strage annunciata” per Beccogiallo.

VIAREGGIO
una strage annunciata

Collezione Cronaca Storica
144 pagine, brossura, b/n
15.00 euro

Gianfranco Maffei: disegnatore e sceneggiatore.

Alle 23:48 del 29 giugno 2009, il treno merci 50325 con il suo convoglio di quattordici carri cisterna contenenti GPL deraglia per il cedimento dell’asse del carrello del primo convoglio. Il gas GPL che fuoriesce si incendia al contatto con l’ossigeno provocando la morte di 32 persone e ferendone 25. Diverse abitazioni nella zona dell’incidente vengono abbattute su ordinanza delle autorità comunali perché non più agibili, compreso il sovrappasso principale della stazione, la cui struttura è stata gravemente danneggiata dallo stress termico.
Gianfranco Maffei, che nella strage ha perso il cognato, ricostruisce le cause, gli interessi, le dinamiche che hanno portato alla strage del 29 giugno, documentandole con profonda indignazione e commozione.

“Voglio tranquillizzare gli italiani. Tutto ha funzionato. La rete italiana è la più sicura d’Europa. Non sono io a dirlo, ma le statistiche.”
Mauro Moretti, Amministratore Delegato di FS

Dalla prefazione Gianfranco Maffei

Il resto è cronaca

Viareggio è una cittadina molto quieta d’inverno (eccezion fatta per quel mese di Carnevale che tutti conoscono) e frizzante d’estate. A onor del vero, anche nei mesi caldi non tutte le serate viareggine sono così movimentate. Giugno e settembre, ad esempio, sono piuttosto tranquilli, soprattutto nei giorni feriali come il lunedì. Quei giorni in cui

l’affluenza di turisti, concentrata soprattutto nei fine settimana, viene un po’ a mancare.

Perché vi dico tutto questo? Perché quell’incidente maledetto è avvenuto un lunedì di giugno, quando non si è ancora in ferie e la città viene vissuta quasi solo dai suoi abitanti.

Alcuni, quella sera, erano fuori per una pizza, un gelato, una semplice passeggiata. Qualcuno però rimase in casa con le finestre spalancate, o seduto in giardino, con le citronelle accese.

In ogni caso, alle 23 e 48, ormai prossimi alla mezzanotte, un treno merci composto da quattordici ferrocisterne contenenti gas propano liquido deragliò nei pressi della stazione a causa del cedimento dell’asse del carrello del primo carro. Una delle cisterne si scontrò contro un inutile picchetto d’acciaio che le procurò uno squarcio di circa mezzo

metro. Il GPL cominciò a fuoriuscire, e a distribuirsi prima nei dintorni della stazione, poi nelle vie adiacenti, alzando lentamente anche una spessa nube.

I macchinisti, nel frattempo, riuscirono a mettersi in salvo, allertando la stazione e dando modo agli operatori di bloccare gli altri treni in arrivo.

Ma la nube avanzò, e cominciò a entrare nei giardini, nelle abitazioni attraverso le finestre aperte, negli angoli più nascosti delle vie che circondano la stazione.

Il resto è cronaca, è terribile tragedia.

Inutile entrare nel dettaglio degli orrori, degli strazi, delle sofferenze e dell’ansia terribile dei momenti successivi alla strage. Basti ricordare le ricerche disperate dei propri cari in una città sconvolta, avvenute magari intralciando l’operato encomiabile dei Vigili del Fuoco e dei numerosi volontari subito accorsi, delle ambulanze e delle forze dell’ordine, dei medici volontari del primo soccorso allestito dalla Protezione Civile, dei medici del Pronto Soccorso dell’ospedale Versilia, e di tutto lo staff del reparto di Rianimazione.

La reazione della città è stata esemplare per condivisione, partecipazione, solidarietà e umanità. Si è stretta compatta nel dolore, dando vita ad associazioni e comitati che operano tuttora attivamente per supportare (AVIF, Assistenza Vittime Incidente Ferroviario), salvaguardare (Assemblea 29 Giugno, sicurezza ferroviaria), ricostruire (Comitato via Ponchielli, per chi ha perso la sua abitazione), testimoniare (Il mondo che vorrei, ONLUS dei familiari delle vittime), per non dimenticare chi è morto e cercare di dare un senso al suo sacrificio.

Quattro associazioni nate con motivazioni diverse, ma che mirano tutte a verità, giustizia e sicurezza, cercando di non disperdere, e soprattutto di controllare, lo spirito di solidarietà che le circonda. Si impone una riflessione che trascende il singolo fatto e riguarda tutte le tante, troppe tragedie che si verificano nel nostro Paese. La frequenza

di questi avvenimenti non diminuirà finché al centro delle nostre attenzioni continueranno a esserci, al posto dell’uomo e della sua sicurezza, “valori” come denaro e profitto. Quindi, se da un lato dobbiamo continuare a impegnarci come stiamo facendo per gli obbiettivi citati, dall’altro è altrettanto importante che questa, come le altre tragedie, contribuisca a formare una morale diversa, in modo che i nostri figli possano vivere in una società dove il cittadino, e la sua incolumità, siano sempre posti in primo piano.

Solo così, io credo, il sacrificio dei nostri cari avrà avuto un senso.

Gianfranco Maffei, autore di questo libro, è parente della vittima numero 24 della Strage di Viareggio.

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