La serie debutterà negli USA il prossimo marzo.

Dopo i criptici teaser della settimana scorsa, che vi avevano prontamente riportato qui, e a poche ore dall’inizio del NYCC, Jeff Lemire annuncia la sua nuova collaborazione con il disegnatore italiano Andrea Sorrentino: Gideon Falls.

La serie è un horror rurale ed urbano che uscirà a marzo per Image Comics: si tratta della quarta serie creator-owned targata Image per Lemire – Royal CityDescender (con Dustin Ngyuen) and A.D. (con Scott Snyder) tutti pubblicati o di prossima pubblicazione italiana per Bao Publishing – mentre è la prima in assoluto per il disegnatore che con lo stesso Lemire aveva lavorato su Green Arrow per DC Comics e Old Man Logan per Marvel.

I due creatori sono stati intervistati da CBR sul nuovo progetto:

Lemire: Non voglio rivelare troppo ma la storia si concentra su due uomini. Il primo è un prete cattolico spedito in una piccola cittadina rurale, il secondo un giovane uomo disturbato che vive in città. I due sembrano essere connessi in qualche modo ed entrambi sembrano attirati da qualcosa di oscuro.

Se padre Fred avrà la più classica crisi di coscienza e mistica, Norton sarà un “uomo di fede” alla sua maniera cioè sarà ossessionato da una cospirazione legata alla nettezza urbana, il perno per entrambi i personaggi sarà il misterioso Black Barn – il Fienile Nero.

L’idea per la serie confessa Lemire è nata addirittura fra il 2000 ed il 20002.

Lemire: Sono molto personali. […] Ho creato Norton quando avevo appena vent’anni ed ero veramente in difficoltà su molte cose così come lo è lui. Soffrivo di depressione e ne ho sofferto per molti anni, è stato molto debilitante. Norton è stato lo specchio di quello che stavo passando. […] Norton riflette ancora quella parte di me che era in difficoltà da ragazzo. E’ molto personale da questo punto di vista.

 

Sul tono della serie dice Lemire:
La serie sarà un continuo contrasto fra cose opposte che creeranno tensione. Norton è un ragazzo che vive in una città densamente abitata, Fred è un uomo di mezza età con molta esperienza che si ritrova a vivere in una piccola comunità rurale. […]
Non sono mai stato un grande fan del genere horror. Sono cresciuto negli anni ’80 e c’erano un sacco di slasher movies ma non ne sono mai stato attratto. […] Penso fosse dipeso dalla componente gore. Il gore è gore non è horror. Non c’è intelligenza dietro il gore. […] Non mi interessa il gore ma mi interessa uno storytelling psicologico che esplori i personaggi e usare l’horror in questo senso potrebbe essere davvero interessante ed efficace.

Andrea Sorrentino parla invece delle soluzione grafiche della serie e della atmosfera:

Mi piace spingere le cose al limite. Provare nuove soluzioni anche poco convenzionali, tecniche che appartengono ad altri media […] l’orrore devi provenire da qualcosa legato alla realtà, alla routine di tutti i giorni come la consapevolezza che i pericoli ed il mali esistono davvero, come i nostri sforzi per trovare un posto nel mondo o come la paura di non essere abbastanza meritevoli. E’ quel tipo di orrore che viene da dentro, paure semplici, che magari provengono da brutte esperienze o dal mondo in cui si è cresciuti e che si fanno largo nella mente. Si tratta di paura e paranoia e quindi a volte ti fa perdere il contatto con la realtà. E’ più vicino a qualsiasi mostro o killer.

 

 

 

 

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