Daredevil Reborn n. 1-4 – Recensione USA

Pubblicato il 15 Novembre 2011 alle 11:09

Gli eventi di Shadowland hanno lasciato il segno su Matt Murdock. Corrotto dalla Bestia demoniaca della Mano, Daredevil si è sporcato le mani di sangue ed ora, libero dalle tenebre che lo avevano avvinto, intraprende un viaggio di redenzione lasciandosi alle spalle la doppia identità di avvocato e vigilante.

Daredevil Reborn

Autori: Andy Diggle (testi); Davide Gianfelice (disegni); Matt Hollingsworth (colori); Jock (copertina).
Casa editrice: Marvel Comics
Provenienza: USA
Prezzo: $ 3,99
Data di pubblicazione: Gennaio-Aprile 2011 (USA)

Finisce per non essere né carne né pesce questa mini di quattro numeri scritta da Andy Diggle, già sceneggiatore della serie regolare di Daredevil nonché fautore del maxi-crossover Shadowland. Diggle dovrebbe portare qui a compimento il viaggio di Matt, concludendo degnamente il suo ciclo narrativo e aprendo la strada alla nuova serie regolare partita a luglio.

Quella che ci troviamo di fronte è invece una storiellina banalissima che sembra un episodio qualunque di vecchie serie tv come Renegade o Walker Texas Ranger. Deciso a restarsene lontano dai guai, Matt giunge in una cittadina del New Mexico e scopre che l’ufficio dello sceriffo è implicato in affari illeciti con la malavita. La solita vicenda di armi e droga, senza troppa fantasia.

Insomma, il supereroe vorrebbe appendere la calzamaglia al chiodo ma “da grandi poteri derivano grandi responsabilità” e bisogna tornare in azione. Percorso narrativo trito e ritrito, in questo caso anche troppo immediato e privo di conflitto. Oltretutto, il processo di maturazione interiore del protagonista trova una facile scorciatoia attraverso stratagemmi pretestuosi e scontati.

Lo sceneggiatore getta nella mischia il solito patetico ragazzino non vedente che, tanto per cambiare, vive in un ambiente domestico squallido con una famiglia disastrata alle spalle. In più c’è Calavera, il villain che ha il potere di evocare le paure più profonde nelle sue vittime. Vedi lo Spaventapasseri di Batman. E in men che non si dica Matt è di nuovo l’Uomo Senza Paura.

Le scene action sono abbastanza spettacolari e divertenti e, in alcuni momenti, faranno la gioia dei fans di film come Die Hard. Se la cava benissimo il nostro Davide Gianfelice, col suo tratto spigoloso e affusolato che ben si adatta alle sequenze più dinamiche. Le fisionomie risultano fortemente espressive e l’ambientazione realistica. Ottima anche la colorazione di Hollingsworth a conferire la giusta atmosfera alla storia.

La resa grafica, dunque, è pregevole ma non è sufficiente. La storia è troppo debole e risaputa e si ha la sensazione di trovarsi di fronte ad un prodotto puramente commerciale, tirato via alla buona per riempire quattro albi. Poca roba.

Voto: 4,5

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