Se siete dei fan della trilogia di Ritorno al Futuro, troverete davvero molto interessante il video realizzato dall’utente di Youtube Captain Disillusion, che analizza i modi in cui sono stati realizzati gli effetti visivi di quella che è una delle trilogie fantascientifiche più celebri di tutti i tempi.

Anche se non siete degli appassionati di effetti speciali, il video di Captain Disillusion vi potrebbe interessare, perché svela alcuni dei retroscena della saga di Ritorno al Futuro. Gli effetti speciali e visivi della trilogia sono stati realizzati dagli studi  Industrial Light & Magic, e hanno contribuito enormemente alla creazione degli elementi fantascientifici presenti nei film.

Ciò che rende particolarmente interessante il video è il fatto che mostra il modo in cui questi effetti speciali venivano realizzati in anni in cui la tecnologia degli effetti visivi digitali che esiste attualmente non era ancora disponibile: ad esempio, i fulmini che colpiscono la Torre dell’Orologio e, di conseguenza, la DeLorean nel primo film della trilogia sono stati completamente disegnati a mano dal supervisore all’animazione Wes Takahashi:

Il film che più di tutti nella trilogia impiega gli effetti speciali più stupefacenti è Ritorno al Futuro II: qui, sono presenti immagini olografiche, ragazzi che fluttuano nell’aria con i propri volopattini, automobili volanti e attori che interagiscono sullo schermo con i propri doppi. Ma come è stato possibile realizzare questi effetti speciali nel 1989?

L’animazione in 3D esisteva già, ma in una forma decisamente primordiali, e i risultati non erano dei migliori, visivamente parlando, e “si dovrà aspettare ancora 5 anni prima che raggiunga il realismo di Jurassic Park”: questo significa, dunque, che tutti gli effetti speciali presenti in Ritorno al Futuro II sono stati realizzati a mano, usando delle miniature:

Una volta filmate le miniature, era poi necessario aggiungerle, in modo plausibile, alla scena, effetto che si ottiene al giorno d’oggi grazie all’impiego dei computer. Nella nostra trilogia, però, anche il modo in cui queste miniature sono state inserite all’interno di ambientazioni reali non ha visto l’impiego della computer grafica: la tecnica impiegata è quella del blue screen, che fu realizzata non grazie ai computer, ma con l’impiego di telecamere.

Sarebbe finita qui, se gli oggetti in miniatura filmati non dovessero anche muoversi: spesso, il modellino della DeLorean, realizzato da Steve Galli e dalla sua squadra era filmato mentre pendeva semplicemente dal soffitto sorretta da dei cavi, ma questa tecnica non offre un gran controllo sui movimenti.

Per ovviare a questo problema, l’illusione del movimento degli oggetti è stata ottenuto grazie allo stop motion: si tratta di una tecnica che consiste nella giustapposizione di fotogrammi che differiscono molto poco fra loro, in cui, dunque, i movimenti sono minimi.

Il problema di questa tecnica è che, quando si effettuano i movimenti delle miniature a mano, il movimento che ne risulta su pellicola non risulta abbastanza fluido da sembrare realistico. Nella trilogia Ritorno al Futuro, dunque, sono state usate delle speciali telecamere per il controllo del movimento, la prima delle quali fu usata per la realizzazione delle battaglie nello spazio di Guerre Stellari, film del 1976 diretto da George Lucas:

Lucas è anche il fondatore di Industrial Light & Magic, nata come divisione della Lucasfilm, che è lo studio che ha realizzato gli effetti speciali della trilogia di Ritorno al Futuro, e nel 1989 la tecnologia aveva fatto dei passi in avanti rispetto a quando fu girato Guerre Stellari, per cui era disponibile la piattaforma Vista Cruiser, un sistema del controllo del movimento frame by frame.

In buona sostanza, sarà necessario “programmare le azioni della telecamera, del modello, le luci e ogni parte che deve muoversi”, lasciando che venga tutto filmato da Vista Cruiser, frame by frame. Gli oggetti non sono stati mossi a mano, ma da dei bracci robotici computerizzati, e le cui azioni sono state programmate in precedenza.

Nelle scene in cui sono presenti più automobili volanti e segnali stradali, le singole miniature sono state filmate separatamente, per poi essere inserite insieme nelle stesse scene, per creare l’effetto visivo di un intenso traffico.

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