Death Note: Willem Dafoe spiega perché non ha studiato il manga e parla dei suoi progetti

Pubblicato il 29 Agosto 2017 alle 19:20

Il film di Death Note è disponibile in streaming su Netflix, e ha già suscitato molte perplessità e polemiche, per via della libera interpretazione delle vicende narrate nel manga originale scritto da Tsugumi Ōba e illustrato da Takeshi Obata. E probabilmente le ultime dichiarazioni di Willem Dafoe non potranno che alimentare questo malcontento.

Anche se Willem Dafoe ha interpretato ruoli molto diversi fra loro nella sua carriera, le parti per cui è meglio conosciuto sono sempre quelle dei cattivi, come Goblin nella trilogia di film dedicati a Spider-Man di Sam Raimi. L’ultimo di questi ruoli in ordine di tempo è Ryuk, il Dio della Morte (Shinigami) della versione filmica degli omonimi manga e anime di Death Note, a cui Dafoe ha prestato la sua voce.

Di recente, il noto attore ha parlato della sua esperienza con Death Note e dei suoi progetti per il futuro in una intervista, in cui Dafoe ha anche parlato dei motivi che lo hanno spinto ad accettare la parte di Ryuk, e di cosa lo ha attratto di Death Note:

La storia. Mi hanno mostrato come sarebbe apparso Ryuk e ho pensato: “Sì, posso dare la mia voce per questo, è interessante”.

In seguito, viene chiesto all’interprete se abbia in qualche modo letto o studiato a fondo la sua parte nel manga, prima di interpretare Ryuk nel film, e la sua risposta è stata:

Non troppo, non ne ho sentito il bisogno. A volte senti di dover fare delle ricerche per fare qualcosa, altre volte sai di non sentire troppo (questa esigenza). Ho sentito che sarebbe stato più puro se avessi semplicemente risposto alla storia, le immagini, e ciò che Adam mi aveva detto che aveva in mente.

Non si tratta di un rigetto del materiale preesistente, è solo che ci piace restare sinceri con i nostri impulsi, e ho un po’ lasciato che l’integrità della fonte dipendesse da Alan.

L’attore ha inoltre specificato che ha registrato le sue parti vocali interamente in studio, non sul set del film:

Sono sempre stato in uno studio. È stato davvero alquanto astratto, ma concreto, perché Adam era sempre lì.

Dafoe ha anche dichiarato che potrebbe prendere in considerazione l’ipotesi di dare nuovamente la voce a Ryuk, in un ipotetico sequel:

Se il copione dovesse essere buono, il regista buono, sì. Ma mi è piaciuto il personaggio e se questo (film) avrà un buon successo, potrei. Chiaramente la storia non è completa. È stata come una pallida versione dell’originale perché posso vedere dove questa storia può portare, andando in tante direzioni diverse.

Infine Willem Dafoe ha anche parlato dei suoi nuovi progetti in ballo:

C’è un progetto riguardo al quale sono molto eccitato chiamato The Florida Project, che uscirà ad ottobre. (Il film) è di Sean Baker, che ha diretto il film Tangerine, che fu notoriamente ripreso con un iPhone e che ha ricevuto un grande consenso da parte della critica.

The Florida Project parla di alcune persone che vivono in un motel economico all’ombra di Disneyland. Io interpreto il manager del motel.

Poi c’è Omicidio sull’Orient Express, che è il remake del classico di Agatha Christie. È diretto da Kenneth Branagh,, e ha un cast fantastico. Posso dire che sarà un film davvero molto divertente. Uscirà a novembre.

Ho anche un altro progetto con Netflix chiamato Whatever Happened To Monday, in cui lavora Noomi Rapace. È ambientato in un mondo distopico in cui ognuno può avere solo un filìglio, e io sono il padre di una donna che dà alla luce 7 figlie identiche.

La figlia è morta a causa del parto, così sono dovuto andare sotto terra e le ho cresciute. E viviamo in clandestinità, e possono uscire dalla nostra casa solo una per volta. Un giorno lei non torna a casa, e questo crea una crisi, e poi in qualche modo (la storia) si trasforma in un fantastico film d’azione.

Fonte: IGN.

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