Gli Spietati in 4K è l’ultima frontiera del western in alta definizione | Recensione Home Video

Pubblicato il 23 Agosto 2017 alle 20:10

Il film di Clint Eastwood premiato con 4 Oscar è anche la sua dichiarazione d’amore al genere.

L’uscita in home video de Gli Spietati (in originale Unforgiven) per la prima volta in in Ultra HD 4K da parte di Warner Bros. Entertainment Italy è l’occasione perfetta per comprendere appieno perché questo film è stato un caposaldo del genere western – o della fine di quello “classico” – e la sua importanza per il cinema di Clint Eastwood.

E’ un film che va contro molti canoni del genere – l’esaltazione dell’eroe e della violenza nel suo fascino scoppiettante – proprio come i colpi di pistola che saltano tutto il tempo – e lo scontro finale, più che un climax una parabola discendente in cui lo scontro vero e proprio si riduce a pochissimi secondi.

Non loderemo tanto la qualità audio/video del film restaurato – veramente impeccabile – ma piuttosto ci concentreremo sui lunghissimi contenuti speciali che, attraverso quattro documentari, mettono pienamente a nudo Eastwood e Gli Spietati. Un film che si rivela anti-violenza e pro-donne (era il 1992 anche se è ambientato nel 1881). E’ proprio una prostituta di Big Whiskey, la cittadina del Wyoming, ad essere il motore della storia: viene sfregiata da due clienti e quindi le donne del bordello mettono una taglia di 1000 dollari sulla loro testa. Cercheranno di recuperare i soldi e quindi uccidere i due delinquenti, due ex killer di professione ora allevatori di bestiame (Eastwood, interprete oltre che regista, e Morgan Freeman) e un novellino, Schofield Kid (Jaimz Woolvett). Un percorso di formazione per tutti e tre i cowboy, il primo memore della gloria che fu e l’ultimo alla ricerca della fama: entrambi capiranno che non c’è gloria nell’uccidere, solo morte.

La violenza del film è cruda, crudele, non si può tornare indietro come imparerà Schofield dopo aver ucciso per la prima – e decide che sarà l’ultima – volta. Nessuna fama, nessuna soddisfazione, solo dolore e un pizzico di rimpianto. Un restauro encomiabile al reparto video, soprattutto nelle sequenze open air, ancor più apprezzabili grazie al 4K. Nei contenuti extra, corredati da un episodio di Maverick e dal trailer del film, cast e crew ricordano la genesi e la produzione di Unforgiven, la location costruita in 32 giorni all’aperto con l’intera cittadina a fare da set, l’approcciarsi di tutti ai personaggi e alla storia in modo serio ma leggero, com’era solito fare Eastwood sul set.

Lo stesso regista e interprete per molti sembrava alla fine della propria carriera quando girò il film, e invece propria della lettura meta-narrativa della vecchiaia ha fatto la seconda vita del proprio cinema (si pensi a Gran Torino). Qui il suo William Munny è proprio questo: un allevatore stanco, a cui la moglie aveva tolto il vizio dell’alcol e la voglia di uccidere, ma ora che è rimasto vedovo vive di rimpianti per le atrocità compiute; eppure è costretto a tornare alla vita di prima per mantenere i suoi figli.

Gli Spietati conquistò quattro Premi Oscar: Miglior Film (fu il terzo western a vincerlo), Miglior Regia, Miglior Montaggio a Joel Cox e Miglior Attore Non Protagonista per Gene Hackman, che interpreta lo sceriffo Little Bill Daggett. Curioso anche questo personaggio, la controparte di Munny, poiché si fa promotore della legge in città ma subisce la propria “ossessione” nel mantenerla a qualunque costo. I “buoni” non sono del tutto buoni e i “cattivi” non sono del tutto cattivi: ci sono molti toni di grigio, scelta atipica se fossimo stati in un western classico; quando si tratta del cinema di Eastwood però, non vi è nulla di classico, neppure se la patina esterna è quella.

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