Scienziati caricano un video nel DNA di un batterio per usarlo come scheda di memoria

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L’eccezionale risultato è stato conseguito da un gruppo di ricercatori di Harvard, ed è il primo passo per iniziare a sfruttare il nostro DNA per comprendere i cambiamenti del nostro organismo.

Il breve filmato di un cavallo al galoppo realizzato da un fotografo britannico a metà ‘800 è stato impiantato all’interno del DNA di un batterio.

La ricerca, sviluppata da Seth L. Shipman e dai suoi assistenti della Harvard Medical School, è stata pubblicata sull’autorevole rivista Nature per via della sua incredibile importanza: lo scopo di Shipman e company infatti è quello di imparare a sfruttare il DNA come una sorta di scheda USB.

L’esperimento era già stato tentato ed era andato a buon fine, ma solo con cellule sintetiche create in laboratorio. Shipman invece è riuscito, per la prima volta, ad impiantare dati all’interno di una cellula vivente, quella del batterio Escherichia coli (presente anche nel nostro intestino e in quello di altri mammiferi).

Per farla breve – ci vorrebbe un intero manuale per spiegarlo nel dettaglio, e ovviamente persone molto più qualificate del sottoscritto – quando un virus attaccata una cellula, in questo caso un batterio (che è un organismo formato da una sola cellula), cerca di impiantare in essa una parte del proprio DNA così da potersi moltiplicare. Il batterio però ha una bella strategia difensiva e, per farla ancora più semplice, assorbe una parte del DNA del virus per memorizzarlo così da poterlo riconoscere in futuro. In pratica, una sorta di copia/incolla a livello microscopico.

I ricercatori hanno sfruttato questa peculiarità del batterio, codificando ogni singolo pixel nella sequenza di DNA che sono andati ad inserire nell’Escherichia coli.  Il batterio ha riconosciuto il corpo estraneo e, scambiandolo per virus, ha copia/incollato l’informazione prima di neutralizzarlo. Quando poi i ricercatori hanno analizzato il batterio, hanno individuato facilmente la copia del video del cavallo al galoppo, impressa nel DNA dell’Escherichia.

Addirittura – e questa è la cosa più sensazionale di tutta questa sensazionale faccenda – il batterio ha ripreso il suo ciclo naturale e ha continuato a moltiplicarsi, e i suoi “cloni” conservavano al proprio interno la copia del video del cavallo.

Il filmato del cavallo è stato salvato nel DNA del batterio con una risoluzione di 36×36, e in bianco e nero. Lo scopo ultimo della ricerca è quello di imparare ad usare i neuroni per registrare cosa accade nel nostro cervello così da svelare i tantissimi segreti che avvolgono il nostro complessissimo organo.

 

FONTE: Nature

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