Okinoshima, l’isola bandita alle donne, diventa Patrimonio dell’umanità UNESCO!

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Salgono a 21 i Patrimoni dell’Umanità del Giappone!

Okinoshima, la piccola isola sacra bandita alle donne, di cui vi abbiamo già parlato qui, è diventata Patrimonio dell’Umanità UNESCO.

Nella zona sono stati trovati oltre 80.000 reperti, tra cui anelli dorati e specchi in bronzo risalenti alla dinastia cinese Wei, scavati dopo la seconda guerra mondiale. Tutti designati tesori nazionali.

Il governo giapponese aveva espressamente richiesto di poter inserire Okinoshima e sette altri siti connessi all’isola nella lista dei Patrimoni UNESCO. Richiesta accettata nel summit annuale avuto luogo a Cracovia il week-end scorso.

Una dichiarazione ufficiale ha affermato:

Okinoshima è un esempio eccezionale della tradizione e del culto di un’isola sacra. I siti archeologici presenti sull’isola sono praticamente intatti e forniscono una testimonianza record di come venivano eseguiti i riti sacri dal IV al IX secolo a.C.

Lo status di Patrimonio dell’Umanità permetterà ad Okinoshima di avere dall’UNESCO fondi per la salvaguardia dell’isola, ma i cittadini che vivono nelle vicinanze non sono contenti dell’immediata popolarità della zona, per paura che l’arrivo del turismo di massa possa rovinare con il tempo la quiete del posto.

Takayuki Ashizu, il capo sacerdote al Munakata Taisha, ha confermato che il divieto al turismo e alle donne continuerà ad essere messo in atto:

Non apriremo Okinoshima al pubblico anche se inscritta alla lista dei Patrimoni dell’umanità Unesco, perchè i turisti non dovrebbero visitarci solo per curiosità!

L’isola situata nella regione di Munakata (Prefettura di Fukuoka) diventa, quindi, il 21° sito Giapponese ad entrare nella lista UNESCO. E, secondo quanto riportato da BBC, solamente 200 visitatori all’anno hanno il permesso di visitarla.

Fonte/foto: Theguardian.com

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