Blackhawks n. 1 – Review DC Comics

Pubblicato il 19 Ottobre 2011 alle 13:00

Il mitico squadrone aereo da combattimento della seconda guerra mondiale torna in una versione completamente inedita e moderna tra le nuove 52 testate DC.

Blackhawks n. 1

Autori: Mike Costa (Testi); Graham Nolan (disegni); Ken Lashley (chine e copertina); Guy Major (colori).
Casa editrice: DC Comics
Provenienza: USA
Prezzo: $ 2,99
Data di pubblicazione: 28 settembre 2011 (USA)

Lo sceneggiatore Mike Costa ha già lavorato su G.I. Joe per la IDW, e questa nuova incarnazione di Blackhawks sembra fortemente ispirata proprio all’eroica unità militare creata dalla Hasbro con tanto di fantascientifico equipaggiamento ipertecnologico e personaggi dai nomi in codice.

Il programma Blackhawks è stato creato dalle N.U. per svolgere missioni ombra altamente rischiose. All’inizio della storia assistiamo ad un’incursione poco ortodossa di una task-force del gruppo per risolvere una crisi d’ostaggi in un aeroporto del Kazakhstan. Una sequenza action che non denota nulla di nuovo.

Segue la consueta introduzione di ambientazione e personaggi. La base segreta Eyrie sembra un playset pieno di veicoli futuristici e non c’è bisogno di ripetere a quale serie di giocattoli sembrano ispirati, magari con una spruzzata di Star Wars che non guasta mai.

Conosciamo Irishman, l’irlandese che però non è irlandese, il leader Andrew Lincoln, con il fisico da trentenne e i capelli bianchi da cinquantenne per dargli un’aria da veterano, e la bella Kunoichi, la più interessente del gruppo, che ha una relazione non consentita con un compagno di squadra e qualcosa di anomalo sta accadendo al suo corpo. Gli altri elementi del team sono appena accennati e verranno approfonditi in seguito.

Viene dato giusto un assaggio dei villains. Sembra la classica organizzazione terroristica che pure fa uso di strumenti fantascientifici stile Matrix. Il leader è una misteriosa donna e l’elemento fantatecnologico più importante presentato in questo primo albo sono i nanociti, macchine microscopiche che possono essere introdotte in un corpo umano.

Il tratto di Nolan, plastico e spigoloso, è convincente. Ottime le chine di Lashley soprattutto nel vergare le fisionomie dei personaggi, attenta l’illuminazione di Major che non risulta mai abbagliante.

Attualizzare la storica squadra di piloti poteva starci ma trasformarla in una scopiazzatura di G.I. Joe solleva parecchi dubbi. E’ un primo numero abbastanza banale che riserva l’unico spunto interessante nel personaggio di Kunoichi. Vogliamo essere fiduciosi sul prosieguo, quando la storia entrerà nel vivo, ma per ora non convince.

Voto: 5,5

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