2. Come si insegna a un ragazzino come si diventa e come si comporta un Dio?

Nella storia di questo ultimo titolo dedicato alla saga di Kratos uno dei 2 archi narrativi riguarda proprio il viaggio che Atreus dovrà intraprendere per diventare a sua volta, come suo padre è già stato in passato, un Dio. A questo proposito, Barlog ha dichiarato che

non si tratta così tanto di Kratos che insegna ad Atreus come diventare un dio, ma come non commettere gli stessi errori che ha fatto lui.

Per Kratos, essere un Dio è una malattia. È una malattia che ha trasmesso a suo figlio, e lui non vorrebbe che fosse così. Nei nostri figli, spesso vediamo i nostri stessi errori – le parti peggiori di noi amplificate. Ma Kratos odia tutto ciò che è correlato all’essere un Dio. Tutto ciò che vuole fare è assicurarsi che gli errori che ha commesso non vengano trasmessi (a suo figlio, N.d.R.) e ripetuti.

Ma allora, naturalmente, ha anche bisogno di assicurarsi che suo figlio possa prendersi cura di se stesso – non c’è un mondo amichevole lì fuori…

1. Come si insegna a un Dio come si comporta un semplice essere umano?

Come Kratos ha il duro compito di insegnare a suo figlio Atreus cosa significhi essere un Dio, così il giovane ragazzo deve insegnare a suo padre, un Dio, un po’ di umanità, per quanto, forse, non ne sia del tutto consapevole. Sembrerebbe difficile stabilire chi dei due abbia il compito più arduo. Ma non per Barlog, che sostiene senza esitazioni che il compito più difficile sia toccato ad Atreus:

L’umanità di Kratos è rinchiusa in uno scrigno (custodito, N.d.R.) nel più profondo (della sua anima, N.d.R.). La strada per arrivarci è lunga e ardua. Ma una volta che Kratos giungerà lì,  rapportarsi a suo figlio sarà come andare in bicicletta. È stato solo sepolto (dentro di lui, N.d.R.) per troppo tempo.

Fonte: Blog Ufficiale PlayStation.

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