All Star Western n. 1 – Review DC Comics

Pubblicato il 16 Ottobre 2011 alle 13:00

Dopo quasi quarant’anni ritorna l’antologia western della DC nella quale sono nati alcuni dei più celebri personaggi della casa editrice. Si riparte dal più amato: Jonah Hex.

All Star Western n. 1

Autori: Jimmy Palmiotti e Justin Gray (Testi); Moritat (Disegni e copertina); Gabriel Bautista (colori).
Casa editrice: DC Comics
Provenienza: USA
Prezzo: $ 2,99
Data di pubblicazione: 28 settembre 2011 (USA)

Una splash-page dello straordinario Moritat ci introduce con una suggestiva panoramica nella Gotham City di fine ‘800, al termine della seconda era industriale. Ciminiere spargono nell’aria fumi neri e nocivi e tutta la città è velata da una patina di smog. “Il progresso è come l’invecchiamento”, ci dice la prima didascalia. “Eccetto che il progresso non significa degenerazione.”

Palmiotti e Gray, che hanno già lavorato sulla serie regolare di Jonah Hex e conoscono benissimo il personaggio, introducono in questo scenario inconsueto lo sfigurato cacciatore di taglie, pronto a sfoggiare le impareggiabili doti di pistolero contro un gruppo di malviventi, tanto per presentarlo ai nuovi lettori.

In città si sta verificando una serie di omicidi rituali e le vittime sono tutte prostitute. Una situazione che ricorda Jack lo squartatore e i risvolti della vicenda richiamano ancor di più From Hell di Alan Moore. Si occupa del caso, come consulente della polizia, il dr. Amadeus Arkham, psichiatra e fondatore dell’omonimo manicomio nel quale verranno rinchiusi gli avversari di Batman.

L’idea degli sceneggiatori è quella di formare un inedito team-up tra il brutale Jonah Hex e il più intellettuale e timoroso Amadeus che traccia un preciso ed interessante profilo psicologico del riluttante compagno d’investigazione. La storia rimanda alla recente miniserie Batman – Gates of Gotham, nel quale venivano presentati alcune influenti personalità cittadine come l’antenato del Pinguino che qui ritroviamo.

Ma non siamo solo di fronte ad un albo scritto in modo attento e intelligente. Il pezzo forte sono i disegni di Moritates. Ogni vignetta è un capolavoro: gli scorci di una Gotham corrotta e decadente sotto la pioggia, ogni singola posa di Jonah Hex ci dice qualcosa sul personaggio, le espressioni facciali e le fisionomie sono curate nel dettaglio e cesellate dalle chine, la veduta del saloon affollato dove avviene l’immancabile rissa. Tutto incredibilmente coinvolgente.

E poi ci sono i colori di Bautista. La persistente patina di grigio amplifica l’effetto delle luci artificiali e il contrasto del sangue sulle scene degli omicidi. Attenzione al piano americano di Jonah nella settima tavola con la parte sfigurata del viso illuminata. Il grigio lascia il posto al rosso nello studio di Amadeus dove il camino sembra illuminare non solo l’ambiente ma anche i pensieri del personaggio.

La lettura è lenta ma avvincente. I protagonisti sono ben studiati ed approfonditi. La resa grafica crea un’atmosfera ineguagliabile e la trama è intrigante al punto giusto. Un piccolo capolavoro.

Voto: 9

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