Red Hood and the Outlaws n. 1- Review DC Comics

Pubblicato il 13 Ottobre 2011 alle 13:00

La nuova testata DC, nata per sostituire The Outsiders, ha già spezzato in due critica e pubblico, ritenuta spazzatura da alcuni e una boccata d’aria fresca da altri. In ogni caso eccoli qui, Red Hood, Arsenal e Starfire. Vediamo come se la cavano.

Red Hood and the Outlaws n. 1

Autori: Scott Lobdell (Testi); Kenneth Rocafort (Disegni e copertina); Blond (colori).
Casa editrice: DC Comics
Provenienza: USA
Prezzo: $ 2,99
Data di pubblicazione: 21 settembre 2011 (USA)

L’inizio è divertente e di buon effetto. Arsenal è stato fatto prigioniero nella fittizia nazione mediorientale del Qurac e sta per essere sottoposto alla pena di morte. Red Hood e Starfire giungono a salvarlo mettendo a ferro e fuoco le forze militari locali.

Scott Lobdell, che restando in tema di teenagers ha già firmato la partenza non troppo convincente di Superboy e ritroveremo su Teen Titans, qui preme l’acceleratore sull’action e sulle sequenze di grande impatto, con un pizzico di umorismo, coadiuvato dai disegni solidi e concreti di Rocafort, fortemente dettagliati, con grande cura delle fisionomie ed esaltati dalla colorazione attenta e precisa di Blond. Splendido il volto pesto e l’espressività di Arsenal nella prima tavola. Le vignette della prima sequenza sono distribuite in modo eclettico, a tratti eccentrico, ma mai fastidioso.

Questa prima storia verte soprattutto sulla definizione dei tre protagonisti. Arsenal, alias Roy Harper, è sempre il ragazzo un po’ scapestrato che conosciamo, immaturo ma sufficientemente coscienzioso. Grossi cambiamenti sono stati riservati invece a Red Hood, alias Jason Todd, il secondo Robin, ucciso dal Joker, risorto attraverso i Pozzi di Lazzaro di Ra’s Al Ghul e divenuto un terribile giustiziere.

Una saga di successo che ha avuto la sua consacrazione nel film d’animazione Batman – Under the Red Hood. Il nuovo Jason è sempre cinico e sfacciato ma anche più solare, ottimista e scherzoso, non più ossessionato dalla vendetta, anche se il suo passato non viene affatto negato. Non sappiamo se faccia ancora parte dell’operazione Batman Inc. ma qui è collegato ad una misteriosa Casta e riceve informazioni dall’enigmatica Essence che sembra uscita da un film di Matrix.

E veniamo alla pietra dello scandalo: Starfire. La principessa tamaraniana viene presentata come sessualmente aggressiva e promiscua in virtù della sua natura aliena disempatica, quindi non ha problemi ad accoppiarsi con entrambi i compagni che a loro volta non fanno complimenti.

Apriti cielo. I bacchettoni moralisti e puritani si sono scatenati sotterrando l’albo sotto un mare di critiche. Si tratta semplicemente di cavalcare l’onda “Friends with benefits” di moda in questo periodo. E’ chiaro che prima o poi i sentimenti ci metteranno lo zampino o la concezione del personaggio in questo senso non avrebbe significato.

Certo, dedicare ben due tavole della storia alle grazie prosperose di Starfire, prima in costume durante la sequenza action e poi in stile Baywatch in uno scenario caraibico, neanche si trattasse di un numero di Playboy, è una scelta chiaramente commerciale e di dubbio gusto. Però il personaggio, così trasgressivo e sensuale, è più interessante e certamente diverso rispetto alle altre supereroine classiche.

E’ un primo numero fresco, giovane, con tre protagonisti ben tratteggiati, accattivanti e fuori dagli schemi, ottimamente disegnato e con notevoli spunti narrativi. Si astengano bigotti e conservatori.

Voto: 7,5

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