La spilla del Comico? Un’idea di Gibbons per “alleggerire” un personaggio troppo dark.

Nel 1986, Alan Moore e Dave Gibbons cambiarono per sempre la concezione di fumetto con la seminale Watchmen e chiunque – dai lettori dell’opera agli spettatori dell’adattamento diretto da Zack Snyder del 2009 – riconoscerebbe immediatamente il simbolo che ha contribuito a rendere celebre il romanzo grafico: una spilla raffigurante la faccina sorridente che tutti conosciamo con l’aggiunta di una caratteristica goccia di sangue.

Ora, Dave Gibbons ha svelato le origini della spilla indossata dal Comico in un’intervista con EW in cui ha descritto il processo creativo dietro al personaggio la cui misteriosa morte porta i Watchmen a riformarsi in un’America realistica del 1985. Gibbons ha spiegato che inizialmente il Comico, alter ego di Edward Blake, indossava un camuffamento insieme alla sua uniforme militaresca, ma rischiava di confondersi troppo con gli ambienti scuri in secondo piano, perciò Gibbons decise di cambiare stile e aggiungere la spilla per alleggerirlo un po’.

“Ho disegnato questo personaggio dark e portava una stella su una spalla e delle strisce biancorosse nell’altra, ma sembrava troppo serio, perciò ho pensato: “Mi chiedo cosa possa alleggerirlo un po’?”, perciò nello sketch che ho fatto, ho disegnato una piccola spilla raffigurante una faccina gialla sorridente, quasi nella convinzione che sarebbe stata scartata, perché pensavo che fosse un contrasto interessante. Questo personaggio dark, grande e grosso, con questo piccolo spruzzo di colore che fosse chiaro e assurdo.”

Quando Gibbons lo mostrò a Moore, gli piacque subito e deciso di inserirlo nella scena iniziale dello script, conferendogli addirittura un ruolo chiave per tutta la storia.

“Poi capimmo che quello che avevamo in quella spilla era l’elemento comico finale. La comicità più semplice. Una faccina sorridente giallonera, con una goccia di sangue realistico sopra. Era il mondo reale che imponeva se stesso in un cartone, che era quello che stavamo cercando mettendo i personaggi di un fumetto in un mondo reale.”

Gibbons ha, poi, spiegato come abbia cercato di “mimare” l’orologio dell’apocalisse mettendo la goccia di sangue esattamente a mezzanotte meno cinque.

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