Chapeau, Rockstar Games.

Christian Cantamessa, il lead designer e sceneggiatore di Red Dead Redemption  capolavoro sviluppato da Rockstar Games e pubblicato nel 2010 su PlayStation 3 e Xbox 360 – a dieci anni dall’uscita del titolo, ha svelato i retroscena che hanno spinto i produttori a scegliere quel finale presente in Red Dead Redemption, e che ancora oggi divide l’opinione tra i videogiocatori.

Per chi non ho la giocato, ma ha intenzione di avvicinarsi adesso al mondo di Red Dead Redemption, consigliamo altamente di non procedere con la lettura in quanto sono presenti spoiler sul finale.

Alla fine di Red Dead Redemption il protagonista, John Marston, muore. E’ stata una decisione davvero controversa per i produttori. Cantamessa e i piani alti di Rockstar desideravanno disperatamente questo epilogo, ma c’erano delle complicazioni dovute a ragioni di gameplay.

Infatti, Rockstar Games, con Grand Theft Auto ad esempio, ci ha sempre permesso di poter continuare a giocare e girovagare (con il personaggio principale) per il mondo di gioco compiendo missioni secondarie e simili, dopo la storia principale del gioco. E la morte di John non era compatibile con questa consuetudine della Software House.

Bisognava trovare una soluzione altrimenti quella caratteristica sarebbe stata scartata. Ed è da qui che è sorta l’idea di accostare a John un figlio (Jack) e lasciare che fosse proprio lui ad interpretare il nuovo personaggio giocabile.

Quali sarebbero, quindi, questi problemi di gameplay? Vi starete di dicendo. Ebbene, Cantamessa ha dichiarato che proprio l’ardua scelta di eliminare John e di affidare il ruolo di protagonista ad un altro personaggio, avrebbe significato un’ingente mole di lavoro supplementare. Infatti, bisognava prestare una nuova voce per Jack e fare in modo che le sue battute fossero diverse da quelle del padre. Era necessario ricreare il motion capture per il nuovo personaggio per far si che i movimenti, le scene dinamiche, i minigiochi e tutto il contesto girasse intorno alle caratteristiche fisiche di Jack. Quest’ultimo non poteva essere uguale a John, perciò ha causato tanto lavoro in più.

Cantamessa ha dichiarato che è stata una scelta difficile. In più, si è accollato tutte le responsabilità per il lavoro extra. Tuttavia, lo sceneggiatore ha avuto pieno supporto dalla produzione, e tutto ciò è stato allestito per regalare ad un capolavoro, come Red Dead Redemption, un finale che fosse ricordato per sempre, con una storia che doveva camminare per un giusto sentiero e la morte di John è stata la strada corretta.

Gli sviluppatori avrebbero potuto benissimo lasciare così come tutto era cominciato, ovvero con John, ma non avrebbe avuto lo stesso sapore. Infatti, l’ideologia di offrire un titolo eccezionale, anche se ciò significa superare qualunque tipo di limite e magari inimicarsi i fan per un finale che non piacerà a tutti, è un simbolo che Rockstar Games ci tiene ai suoi giochi e una grande parte di utenza apprezzerà quanto appena scoperto.

Ricordiamo, infine, che Red Dead Redemption 2 arriverà nella Primavera del 2018 su PlayStation 4 e Xbox One (cliccate qui per le ultime novità).

Fonte: dualshockers.com

 

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