Tensione tra la scrittrice di Mockingbird e la Casa delle Idee. Al centro della questione la mancata professionalità di una delle parti.

Alla scrittrice Chelsea Cain le cose non stanno andando molto bene nel mondo del fumetto, almeno da una parte. Molto apprezzata per la sua serie (purtroppo già defunta) Mockingbird per la Marvel Comics, qualche mese fa fu vittima di pesanti molestie su internet (ne avevamo accennato qui) che l’avevano costretta a chiudere il suo account Twitter.

Oggi però quell’account è nuovamente attivo giusto in tempo per dirci che:

“La Marvel è grande. E’ davvero fatta di individui grandiosi. Ma la Marvel-corporazione? Sì. Loro fanno schifo.”

Al centro dello sdegno che la Cain esterna così duramente c’è una cosa non da poco come le nomination agli Eisner Awards. La romanziera ha ricevuto la nomination come miglior scrittrice e miglior nuova serie per l’appunto con Mockingbird, ma nessuno si è preso la briga di spiegarle come la cosa funzionasse.

“Quindi se ho ricevuto due nomination agli Eisner, significa che sono invitata? Compro un biglietto? Come funziona?”

Tanto che dopo alcuni giorni, cioè solo alcune ore fa, si è svelato l’arcano, facendo girare le cosiddette alla Cain.

“Salta fuori che non ho ricevuto alcuna informazione/invito dagli Eisner Awards perché la Marvel non ha passato parola. Amo i comics.”

Immaginatevi di essere alla vostra prima esperienza coi comics e di provenire da un altro campo – in questo caso la narrativa – e di ricevere una nomination così prestigiosa già col primo lavoro. Sarebbe logico pensare che il tuo editore ne debba essere più che orgoglioso e che faccia di tutto per promuovere la cosa, ma in questa triste storia l’editore – la Marvel Comics – ha già chiuso la tua serie da mesi e allora non glien’è sbattuto un cavoletto di Bruxelles di dirti nulla perché tanto, che tu il premio lo vinca o meno, non venderai altre copie della tua serie, perché tanto l’hanno già silurata prima ancora che uscissero i dati di vendita.

E per citare il commento di un veterano come Kurt Busiek alla vicenda:

“I fumetti ti spezzeranno il cuore – Jack Kirby”.

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